lunedì 7 dicembre 2009

Censis, 3 famiglie su 10 in difficoltà a fine mese


In Italia, 3 famiglie su 10 hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Sono, esattamente, il 28,5%, con un picco al Sud, dove arrivano a quota 36,5 per cento. Ormai, stringere la cinta non basta più: il 41%, per andare avanti, usa i risparmi accumulati, il 22%, la carta di credito, per rinviare i pagamenti al mese successivo e, ancora, in un caso su 4, si tenta, pure, la strada del lavoretto saltuario, per arrotondare. Ma la situazione è tutt'altro che rosea, visto che la crisi non ha risparmiato, neppure, le aziende: nel solo terziario, nel 2009, hanno chiuso i battenti ben 162mila imprese. Nel Mezzogiorno, sono stati bruciati qualcosa come 271mila posti di lavoro (-4,1%) e l'industria e il turismo hanno perso il loro ruolo di "posto rifugio". Non esita a parlare di "vita in apnea", il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, nel corso della presentazione, nella sede del Cnel, a Roma, dell'annuale rapporto sulle condizioni sociali ed economiche del Belpaese.

Interi settori produttivi in profondo rosso. È un'Italia in chiaro-scuro, quella fotografata dalla ricerca, con un mercato del lavoro che regge, ma penalizza, soprattutto, le fasce più deboli, un debito pubblico alle stelle, che paralizza le scelte di politica economica, mentre interi settori produttivi entrano in profondo rosso.

Non frena il boom di Internet. La crisi, però, non frena il boom di internet e, soprattutto, dei servizi telefonici, cresciuti del 214%, con una spesa, nel 2008, di circa 22,7 miliardi di euro. Ma, al tempo stesso, rende tutti più nervosi: aumenta la micro-conflittualità nei condomini (specie per futili motivi, come utilizzo di parti comuni e rumori molesti) e il numero di violenze familiari, dai 97 omicidi in famiglia, del 1992, si è passati ai 192, del 2006, + 98 per cento.

Persi 378mila posti di lavoro, soprattutto al Sud. Complessivamente, anche, il Censis, confermando i dati di altre recenti ricerche nazionali e internazionali, evidenzia una sostanziale tenuta del nostro mercato del lavoro. A metà 2009, si sono persi 378mila posti di lavoro (-1,6%, rispetto allo stesso periodo 2008), di cui 271mila al Sud. Abbiamo fatto meglio della Spagna (1 milione 480 mila occupati in meno, -7,2%) e della Gran Bretagna (600 mila, -2%), ma perdiamo terreno rispetto a Francia (-0,3%) e Germania (+0,5 per cento). Tuttavia, la crisi ha toccato il settore lavoro, lasciando alcuni segni preoccupanti. Il primo, è che si sono colpite, specialmente, le diverse forme di lavoro a termine (-229 mila lavoratori, -9,4%), le collaborazioni a progetto (-12,1%) e quelle occasionali (-19,9 per cento). Mentre il popolo delle partite Iva è aumentato, a causa della sostituzione dei contratti flessibili con formule, ancora, più esternalizzate e a basso costo, raggiungendo quasi quota un milione (+132 mila, +16,3 per cento).

FONTE: Claudio Tucci (ilsole24ore.it)

domenica 6 dicembre 2009

Fondi, raccolta positiva per 1,27 miliardi a novembre


A novembre il sistema dei fondi ha registrato in Italia una raccolta positiva per 1,27 di euro, pressoché stabile dal mese precedente (1,26 miliardi). Lo comunica Assogestioni precisando che a fine mese il patrimonio complessivo investito in fondi é pari a 422 miliardi. Tra le categorie, gli obbligazionari segnano il risultato più rilevante con una raccolta di 1,4 miliardi e un patrimonio che vale il 38% degli asset del settore, mentre gli azionari chiudono il mese con 38 mln di sottoscrizioni nette. Positivi anche i flessibili e i bilanciati. I Fondi bilanciati - sottolinea il comunicato diAssogestioni - incassano 124 milioni di euro e detengono asset per oltre 16 miliardi, il 3,9% del totale. La raccolta dei prodotti Flessibili continua per il secondo mese consecutivo la sua corsa in territorio positivo. I flussi, in crescita, sono pari a 425 milioni di euro e il patrimonio, che si colloca oltre la quota dei 56 miliardi di euro, vale il 13,3% degli asset complessivi. Resta negativa la raccolta dei Fondi di Liquidità. La categoria perde 634 milioni di euro e detiene un patrimonio pari a 88 miliardi di euro, il 20,9% degli asset complessivi. I Fondi Hedge si avvicinano lentamente alla parità e chiudono il mese con deflussi per 52 milioni di euro e il 3,8% del patrimonio, una quota corrispondente a oltre 16 miliardi di euro. Secondo le rilevazione dell'ufficio statistiche dell'associazione a novembre la raccolta dei Fondi di diritto Italiano é stata negativa per 369 milioni di euro. Il patrimonio detenuto in questa tipologia di prodotti è pari a 214 miliardi di euro, il 50,7% delle masse complessive ascrivibili all'intero sistema fondi. I prodotti domestici promossi da Gruppi italiani accusano deflussi per 475 milioni di euro e detengono un patrimonio di 193 miliardi di euro, il 45,7% degli asset. Per i fondi italiani promossi da Gruppi esteri la raccolta é positiva e vale 106 milioni di euro. Il patrimonio é a quota 21 miliardi e vale il 5% delle masse del settore. Per i Fondi di diritto Estero la raccolta provvisoria é ancora in crescita ed é pari a 1,6 miliardi di euro, di cui oltre 1,1 miliardi attribuibili a sottoscrizioni provenienti dai prodotti promossi da Gruppo Italiani. Gli asset stimati per i Fondi di Diritto Estero sono, alla fine del mese di novembre, superiori a 208 miliardi di euro, il 49,3% del patrimonio del sistema. I gruppi Italiani detengono l'81,6% del patrimonio e registrano flussi positivi pari 661 milioni di euro. Il mese é caratterizzato dal ritorno in positivo della raccolta per i gruppi Esteri che archiviano momentaneamente il mese con flussi pari a 606 milioni di euro. «Novembre - commenta Andrea Toschi, direttore commerciale Sopaf Capital Management - è stato il quinto mese di raccolta netta positiva per i fondi con un dato, 1,27 miliardi, sostanzialmente in linea con ottobre. Le prospettive rimangono buone anche per il 2010 che si aprira' in modo migliore rispetto a quello che e' stato il 2009. In particolare, i fondi hedge, che a novembre hanno ancora mostrato deflussi per 52 milioni di euro, vedono ormai la luce in fondo al tunnel. La crisi di fiducia che li aveva colpiti appare ormai superata e il mondo dei fondi alternativi sta vivendo un rinvigorimento che proseguira' anche il prossimo anno». (Il Sole 24 Ore Radiocor)

sabato 5 dicembre 2009

Finanziaria, maxi emendamento da 9 miliardi


Un maxiemendamento che, tra nuove risorse e rimodulazioni di bilancio, vale 8,8 miliardi sui saldi di bilancio. Il testo, composto da ben 250 commi, riscrive integralmente gli articoli 2 e 3 della Finanziaria, accorpando sia gli emendamenti predisposti dal Governo che quelli della maggioranza presentati dal relatore Massimo Corsaro. Per questa mattina è fissata la dichiarazione in commissione Bilancio della Camera sull'ammissibilità delle nuove misure. La soluzione all'intricata vicenda politico-procedurale che ha impegnato anche ieri per l'intera giornata la commissione è giunta in tarda serata con la presentazione del nuovo testo da parte del relatore. Il pacchetto welfare scende da 1,2 a 975 milioni e vengono stanziati 200 milioni per compensare i comuni dei mancati dividendi delle ex-municipalizzate multate dalla Ue per gli aiuti di Stato legati agli sconti Irpeg. In arrivo altresì maggiori stanziamenti per le imprese che investono in ricerca e innovazione, attraverso il meccanismo del credito d'imposta (200 milioni per ciascuno degli anni 2010-2011), e per le missioni internazionali: da 500 a 750 milioni. La somma per la cedolare secca sugli affitti, limitatamente alla provincia dell'Aquila, ammonta invece a 2 milioni, mentre sono stati soppressi i rimborsi ai Comuni per le ronde, le disposizioni sui rimborsi per gli obbligazionisti Alitalia e le risorse per il termovalorizzatore di Acerra. Torna inoltre il tetto ai contributi per l'editoria e viene soppresso il diritto soggettivo ad ottenerli. «In tal modo rischiano di saltare un centinaio di testate», ha commentato Vincenzo Vita (Pd). La soluzione è giunta alla fine di una giornata caotica, apertasi con l'annuncio dello stesso Corsaro dell'integrale riscrittura degli articoli 2 e 3 della Finanziaria. In un primo tempo, la nuova versione dell'emendamento omnibus del relatore è stata annunciata per le 17. Termine poi slittato alle 20 e ancora alle 22.30 per consentire alla ragioneria dello stato di valutare le nuove coperture e apporre la rituale "bollinatura". Per l'opposizione la situazione «è grottesca e senza precedenti», come rileva Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in commissione. Critiche anche alla decisione del governo di destinare 3,1 miliardi del tfr "inoptato" al finanziamento del «patto per la salute»: «È vero - osserva Sergio D'Antoni (Pd) - che lo ha fatto anche il governo Prodi, ma quei fondi furono utilizzati solo per investimenti». I capigruppo Pd, Idv e Udc in commissione hanno scritto una lettera al presidente della Camera, Gianfranco Fini «per denunciare la totale impraticabilità ad esaminare la Finanziaria». Immediata la risposta di Fini: le proteste delle opposizioni «sono fondate». Da qui la decisione di concedere più tempo, fino a lunedì, per l'esame in commissione, rispetto alla dead line inizialmente prevista per la giornata odierna. Il problema è che, a un'attenta lettura del precedente emendamento "omnibus" del relatore, incrociato con gli emendamenti governativi, erano emersi errori e imprecisioni nelle coperture. È il caso degli 1,2 miliardi del pacchetto welfare che risultavano coperti due volte, una prima per 1,2 miliardi, un'altra per 200 milioni. Alla fine, dal controllo incrociato degli emendamenti era emerso che mancavano 700 milioni. Fretta e una certa approssimazione, che avrebbe provocato una certa irritazione nello stesso Tremonti. Da qui la decisione del relatore, condivisa dal presidente della Commissione, Giancarlo Giorgetti, di azzerare il tutto e riscrivere integralmente i due articoli. Tremonti ha replicato peraltro ieri sera all'inchiesta televisiva di "Report" sulla social card: «È uno strumento che ha funzionato molto bene ed è stato apprezzato anche all'estero».

FONTE: ilsole24ore.it

mercoledì 2 dicembre 2009

Visure catastali, da oggi si possono richiedere anche agli sportelli postal


Nuovo servizio disponibile dal 30 novembre, agli sportelli di Poste Italiane nell'ambito del programma "Reti Amiche" . Presso i 5.740 uffici postali dotati di "Sportello Amico", infatti, è possibile ora richiedere anche visure catastali. Grazie all'intesa, gli sportelli presso in quali è possibile otetnere questo tipo di certificati arrivano così a circa 7.000, tra quelli di Poste Italiane e i 1.100 dell'Agenzia del Territorio.

I dati sul certificato - Le visure catastali consentono di conoscere innanzitutto i dati anagrafici del soggetto intestatario dell'immobile (terreno o fabbricato), con le specifiche relative alla titolarità ed alla specifica quota di possesso o di diritto sugli immobili. Nel certificato indicati anche tutti i datio castali, compresa la consistenza, ossia il numero di vani, la rendita di quel detreminato immobile e l'ubicazione esatta. I dati si possono richiedere sia per gli immobili censiti nel catasto dei fabbricati urbani sia per i dati contenuti nel catasto dei terreni.

Le modalità per la ricerca - E' possibile ottenere la visura effettuando la ricerca tramite codice fiscale, oppure con gli elementi identificativi degli immobili (foglio, particella, subalterno). Si possono ottenere in questo modo tutte le informazioni necessarie anche per effettuare eventuali verifiche sulla proprietà prima di procedere con l'acquisto.

Tempi e costi - Il certificato si ottiene al momento stesso della richiesta, senza necessità di ripresentarsi allo sportello. Il costo del servizio è di 10 euro.

FONTE: repubblica.it

martedì 1 dicembre 2009

Natale sarà meno low cost


Qualità e vasta gamma di prodotti. Questi i punti di forza sui quali hanno deciso di far leva i grandi gruppi di distribuzione, in diversi ambiti – dai giocattoli alla tecnologia, passando per le profumerie – per rendere più ricco il Natale, e invogliare all'acquisto anche in questa fase di congiuntura economica difficile.

Insomma si respira un'aria nuova, questo autunno. Certo non si è pronti a mettere la tredicesima sotto l'albero, ma sembra che quest'anno a Natale ci saranno meno regali ma di valore. «Non sarà un Natale low cost – conferma Pier Luigi Bernasconi, a.d. di MediaMarket (società che in Italia possiede i marchi Media World, Saturn e MediaWorld Compra On Line) – perché, in base alle indicazioni raccolte, quest'anno i nostri clienti preferiscono fare meno acquisti, ma con tecnologia di alta qualità. Un esempio: stanno avendo un grande successo gli smart phone, più cari ma anche dalle prestazioni maggiori; oppure i pc di ultima generazione, dopo che il 2008 era invece stato l'anno dei netbook, meno cari ma anche dalle funzioni ridotte».

Il trend natalizio del value for money è riconosciuto anche dal Direttore generale di Rinascente, Alberto Baldan: «I clienti magari acquistano meno ma l'aspetto qualitativo non viene sacrificato quest'anno». Un cliente più attento quindi, ma anche meno restio all'acquisto: «Siamo ragionevolmente ottimisti – spiega Carlo Gianuzzi, a.d. delle profumerie Limoni – anche perché l'anno scorso è stato molto negativo (-5% dei consumi in dicembre). Crediamo che quest'anno il sentiment dei consumatori, e quindi la loro propensione di spesa, siano migliori dell'anno scorso».

Concorda anche Francesco Sama, direttore generale di Coin, che aggiunge: «Anche grazie a tutte le iniziative che abbiamo messo in campo, pensiamo di migliorare le nostre performances». Una di queste iniziative è legata all'ampiezza dell'offerta, altro fattore sul quale puntano i grandi gruppi di distribuzione per le Feste. «Quest'anno – sottolinea Sama – abbiamo inserito 150 temporary ovvero prodotti che di solito non teniamo ma che vengono ad animare e dare occasioni d'acquisto per Natale». E l'incentivo – oltre che l'assortimento – è anche sullo sconto: con l'iniziativa "Il primo regalo te lo fa Coin" tutti i clienti che fanno un acquisto fino a fine novembre, ricevono nello scontrino un buono di 10 euro da spendere entro il 15 di dicembre.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la promozione "Fai un regalo da Limoni, Limoni ti fa un regalo": il gruppo di profumerie rende fino al 50% del valore degli acquisti fatti entro il 24 dicembre, nella forma di buoni spesa a gennaio. «Quest'anno – spiega l'.a.d. Carlo Gianuzzi – puntiamo a "sdoganare" l'idea della profumeria come negozio di bellezza solo per donne e solo di alta gamma, offrendo una vasta gamma di prodotti, e di prezzi». Succede quindi che in profumeria si trovi anche una palla di Natale high-tech, nella quale è possibile caricare ben 70 foto digitali con scorrimento a movimento. E che in una catena di elettronica di consumo come MediaMarket si siano anche venduti oltre 2milioni di libri nell'ultimo anno. Vasto assortimento è anche il punto di forza di Giochi Preziosi, come spiega l'a.d. Dario Bertè: «Come gli anni precedenti si punta sul vasto assortimento e l'amplia gamma di prodotti. Questo insieme alla convenienza, nelle catene dei Toyscenter, è la nostra forza».

FONTE: Anna Zavaritt (ilsole24ore.it)

domenica 29 novembre 2009

Da gennaio sms meno cari e tariffe al secondo


Prezzo massimo degli sms a 13,2 cent e tariffazione della conversazione a secondo per chi lo chiederà. Queste le novità che attendono le famiglie italiane entro gennaio, quando Tim, Vodafone, Wind e H3g metteranno a punto le nuove offerte promesse all'Autorità per le telecomunicazioni. «È una giornata positiva per i consumatori», ha affermato il presidente Corrado Calabrò, al quale fanno però da contraltare le critiche di Codacons e Adoc, secondo cui il risultato portato a casa dall'Agcom dopo settimane di pressing è insufficiente.
Le sollecitazioni dell'Autorità erano partite da tempo e alla fine il Consiglio di oggi ha trovato sul tavolo le risposte trasmesse dai quattro operatori. Le proposte si differenziano per caratteristiche e modalità di applicazione, in coerenza, spiega l'Autorità, «con il carattere concorrenziale del mercato. In pratica tutte però garantiscono che i clienti dei principali operatori mobili potranno accedere senza costi aggiuntivi a tariffe allineate al tetto comunitario sugli sms e a piani tariffari al secondo, che dovranno essere stabilmente offerti». Si tratta proprio del requisito minimo di trasparenza che l'Agcom aveva richiesto «in applicazione di un principio che, prima di essere giuridico, è di buon senso, tale cioè da garantire che il cittadino italiano non sia posto in alcuni casiin una paradossale situazione di svantaggio rispetto a chi spedisce gli sms dall'estero». L'obiettivo era, infatti, quello di porre rimedio alla singolare situazione per cui mandare un sms dall'estero in Italia costava di meno (nel prezzo massimo) che mandarne uno all'interno dei confini nazionali. Ciascun operatore, adesso, metterà a punto in maniera differente la nuova offerta: alcuni adeguando i piani tariffari, altri offrendo la migrazione gratuita a nuovi piani tariffari coerenti con il regolamento comunitario. Spetterà ai singoli operatori comunicare alla clientela le offerte e l'Autorità vigilerà, varando anche una consultazione pubblica sulle regole di trasparenza e controllo della spesa nel settore della telefonia mobile.
L'azione dell'Autorità, comunque, non finisce qui: il Consiglio ha anche deliberato di sottoporre a consultazione pubblica una serie di soluzioni tecniche per migliorare la trasparenza delle condizioni di offerta nel mercato dei servizi dati in mobilità (chiavette, telefonini avanzati), al fine di contrastare il fenomeno degli addebiti poco chiari particolarmente onerosi in bolletta a causa di consumi inconsapevoli.

FONTE: ilsole24ore.it