giovedì 5 novembre 2009

Eurozona: tassi invariati all'1% A breve la conferenza stampa di Trichet


I tassi di interesse nell'area dell'euro restano fermi all'1 per cento. Come ampiamente atteso, così ha deciso il Consiglio direttivo della Banca centrale europea riunito a Francoforte, confermando per il sesto mese consecutivo livelli di riferimento che rappresentano i minimi mai praticati dalla nascita dell'euro. Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento resta quindi all'1%; il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali resta all'1,75%, mentre il tasso che la stessa Bce pratica sui depositi di breve termine che detiene per conto delle banche commerciali resta allo 0,25 per cento. Il quadro di insieme vede alcuni segnali di miglioramento dell'economia, sia a livello globale che nell'area dell'euro, in cui le ultime indagini congiunturali sull'attività delle imprese hanno mostrato miglioramenti nell'industria e nei serivizi. Ma non mancano i problemi, come il nuovo calo dei consumi a settembre, mentre permangono ombre sul mercato del lavoro, dove sono attesi nuovi aumenti della disoccupazione. Inoltre negli ultimi giorni si è assistito a unritorno di volatilità sui mercati finanziari. Ora l'attenzione di mercati e analisti si focalizzerà sulla consueta conferenza stampa esplicativa del presidente, Jean-Claude Trichet, alle 14 e 30. Oltre a eventuali orientamenti sui tassi, si cercherà di cogliere possibili spunti su un'altra questione che potrebbe essere esaminata dal Consiglio: la durata di tutto l'insieme di condizioni straordinarie di politica monetaria espansive, come le abbondanti liquidità immesse nel sistema bancario. Intanto la Banca d'Inghilterra (BoE) ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0,5%, livello minimo nella storia dell'istituto. La BoE, d'altra parte, ha deciso di espandere il proprio programma di allentamento quantitativo attraverso l'acquisto di bond a 200 miliardi di sterline dai precedenti 175. Il programma, la cui entità potrà essere ulteriormente rivista, sarà completato in tre mesi.

FONTE: ilsole24ore.it

mercoledì 4 novembre 2009

Ue: ripresa «graduale» Italia frenata dal debito


L'economia europea è in ripresa, una ripresa graduale. Lo afferma la Commissione europea nelle previsioni d'autunno. Quest'anno la crescita del Pil sarà negativa a quota -4% (stessa stima di settembre), nel 2010 sarà positiva a +0,7%, nel 2011 a quota 1,5%. Tutti paesi dell'Eurozona quest'anno saranno in crescita negativa (nella Ue fa eccezione solo la Polonia). Il miglioramento delle prospettive economiche, indica Bruxelles, «è parzialmente dovuto a fattori temporanei». Come l'impatto delle misure pubbliche svanirà nel 2010 l'attività globale è prevista procedere a un ritmo più leggero. La domanda interna dovrà fronteggiare diverse difficoltà per cui la bassa capacità di utilizzo degli impianti, la domanda debole, i profitti limitati e la crescita del credito "moderata" faranno sì che gli investimenti non riprenderanno fino al 2011. Anche se il consumo privato è stato un fattore di stabilizzazione durante la recessione, la spesa futura sarà molto cauta o diminuirà a causa della necessità di liberarsi dai debiti e delle prospettive del mercato del lavoro (disoccupazione). Un ulteriore fattore restrittivo è dovuto alcalo della crescita potenziale. Ecco perché «dopo un periodo iniziale di ripresa la crescita del pil nella Ue e nell'Eurozona è prevista rallentare prima di riguadagnare terreno nella seconda metà del 2010 e oltre». Ciò è esemplificato dal profilo di crescita trimestrale: nell'Eurozona il terzo trimestre sarà di crescita finalmente positiva +0,5%, seguiranno 0,2%, 0,1%, 0,1, 0,2%, 0,3%, 0,4%, 0,5% nel secondo trimestre 2011. Il 2010 e il 2011 saranno gli anni della ripresa "graduale", che sarà guidata dai consumi privati e dalle esportazioni. Il basso grado di indebitamento delle famiglie, la relativa solidità del sistema finanziario, l'assenza di una bolla speculativa immobiliare minimizzeranno secondo la Commissione europea gli effetti negativi sulla ricchezza della crisi finanziaria globale. Si prevede che le famiglie ridurranno il risparmio cautelativo che è stato tipico degli anni 2008 2009. Il potere d'acquisto riprenderà dopo le perdite del 2008 grazie a una moderata inflazione anticipata per il periodo 2009-2011. In Italia ripresa moderata. Dopo la crisi la ripresa in Italia «sarà moderata» e «anche quando prenderà piede le debolezze strutturali incluso il debito pubblico molto elevatocontinueranno a pesare sull'economia». E' questo il giudizio della Commissione europea contenuto nelle nuove stime economiche pubblicate oggi. Nel complesso dal primo trimestre 2008 al secondo trimestre 2009 la perdita cumulativa di Pil in Italia è stata del 6,5%, simile a quella registrata in Germania «ma più alta della maggior parte dei paesi dell'Eurozona». Le politiche del governo in risposta alla crisi «sono state limitate dalla fragilità delle finanze pubbliche in particolare dal debito pubblico molto elevato». Gli sforzi sono stati "limitati" a riallocare la spesa pubblica verso quei settori necessari a rafforzare la crescita limitando l'impatto per i gruppi sociali più vulnerabili. La ripresa sarà moderata trimestre su trimestre. Il profilo di crescita viene indicato dalle stime così: dopo la crescita negativa nel secondo trimestre (-0,5%) avremo un terzo trimestre con un Pil a +0,8%, un quarto +0,1%, nei primi due trimestri 2010 +0,1%, poi terzo trimestre 2010+0,25, +0,4% nel quarto. Nella seconda metà di quest'anno la crescita recupererà un po' di forza. Cionostante la profondità della caduta della produzione significa che per il 2009 nel suo complesso l'Italia registrerà la più brusca caduta da decenni. Peraltro, nota Bruxelles, la caduta dell'economia è cominciata prima dell'approfondirsi della crisi finanziaria a causa di problemi strutturali tra i quali la bassa crescita della produttività che «ha indebolito l'economia». Nonostante qualche miglioramento nella seconda metà dell'anno dell'export, i volumi declineranno di oltre il 20% su base annua. Il contributo netto dell'esportazione sarà negativo e si verificherà una «drastica riduzione del già basso grado di apertura dell'economia». La spesa per investimenti calerà di oltre il 12% in termini di volumi nel 2009, gli investimenti in equipaggiamenti risentiranno del deterioramento dei profitti e delle bassa utilizzazione degli impianti. Grazie agli incentivi fiscali per l'acquisto di beni durevoli (soprattutto rottamazione auto), i consumi privati hanno avuto una 'ripresa dolce' nel secondo trimestre e tale ripresa guadagnerà forza nel resto dell'anno trasferendo nel 2010 un impulso positivo.

FONTE: ilsole24ore.it

martedì 3 novembre 2009

Provincia per provincia, la geografia dei super-ricchi


È un po' come percorre la penisola, seguendo i "punti cardinali" della ricchezza. Così, calcando le orme dell'Italia più facoltosa, si parte daMilano, per arrivare, provincia per provincia, fino a Vibo Valentia. È la fotografia che emerge da una ricerca realizzata dall'Associazione italiana private banking e da Prometeia che misura, a livello provinciale, la ricchezza complessiva e il numero di famiglie italiane il cui patrimonio finanziario supera i 500mila euro.
Nella top five, come anticipato da Sole24Ore.com, Milano, Roma,Torino, Bologna e Brescia che, con un totale di 291, 4 miliardi di euro (177 mila famiglie), rappresentano da sole più del 30% della ricchezza nazionale. In sesta posizione la provincia di Napoli, dove si trovano 22,3 miliardi di euro, il 59% del patrimonio detenuto nell'intera regione. Sempre rimanendo in Campania, seguono, ma a grande distanza, Salerno (7 mld di euro, il 18,5%), Caserta (4,7 mld, il 12,5%) e Avellino (2,5 mld, il 6,7%).
Una forte concentrazione della ricchezza si riscontra anche in altre regioni, prima tra tutte il Lazio. Nella sola provincia di Roma, la seconda nella classifica nazionale con 63,2 miliardi di euro, si trova l'85,3% della ricchezza regionale. Al secondo posto Frosinone che, con 4,2 miliardi di euro, rappresenta solo il 5,7% del patrimonio laziale. Situazione analoga in Umbria, dove è la provincia di Perugia a prendersi la parte più importante della torta, con il 77,9% dell'intera regione, in Molise, con Campobasso al 68,8%, in Basilicata, dovePotenza rappresenta oltre il 66% della ricchezza regionale e inLiguria, con Genova al 66,7%. Più distribuita, invece, la ricchezza in Veneto, dove a primeggiare èVerona, l'ottava provincia nella classifica nazionale che, con 20,5 miliardi di euro, rappresenta il 23,6% del patrimonio regionale. Seguono a distanza ravvicinata Padova (18,4 mld e il 21,2%) e Vicenza (15 mld e il 17,3%).
Chiudono la classifica nazionale due province calabresi, Vibo Valentia, il cui patrimonio è pari a 377,5 milioni, il 4,6% del totale regionale e Crotone (600,4 milioni e il 7,3%). Complessivamente la ricchezza degli italiani facoltosi si concentra nelNord, che detiene il 67,91% della torta con una crescita del 4,11% rispetto al 2008, seguito dal Centro (18,38%, con un aumento del 3,56%) e dal Sud che, insieme alle isole, rappresenta il 13,7% (+3,68%).

FONTE: Ilaria Verunelli (ilsole24ore.it)

lunedì 2 novembre 2009

Web advertising, cresce il peso dei siti di social network


Negli Usa circa un'inserzione su cinque su Internet è vista su siti di social networking, Facebook e MySpace in testa. La rilevazione della società di ricerca specializzata comScore riporta al centro del dibattito sui media digitali il ruolo delle reti sociali quale canale di sbocco per iniziative di marketing e comunicazione pubblicitaria. Inizialmente snobbati dai grandi inserzionisti, questi siti stanno diventando sempre più appetibili – e di fatto alternative sempre più importanti rispetto ai grandi portali Web – grazie ai costi contenuti e di pari passo con la loro crescente popolarità fra gli utenti.
Più precisamente, lo studio di comScore riconosce ai social media di aver distribuito il 21,1% delle inserzioni on line negli Usa nel mese di luglio, con MySpace (il social media che raccogli più inserzioni) e Facebook (il quarto sito in assoluto più visto al mondo) a fare la parte del leone avendone raccolto insieme oltre l'80%. Pubblicità on lien sempre più "social network oriented" quindi? Sì ma con due doverose premesse. Su Facebook & Co. le inserzioni pubblicitarie valgono ancora poco e per la precisione, stando ai dati di eMarketer, nell'ordine dei 2,2/2,5 miliardi di dollari su scala globale, una cifra pari al 5% circa del gettito complessivo dell'advertising on line. Negli anni a venire l'andamento della pubblicità sui social site sarà di costante crescita – nel 2011 il giro d'affari dovrebbe superare quota 3,1 miliardi di dollari, di cui due terzi generati negli Usa – ma andrà nel tempo a diminuire la sua incidenza nel computo totale della spesa in pubblicità sul Web.
Il dato, sempre di eMarketer, si riferisce al mercato americano e rileva come nel 2013 solo meno del 4% della torta di oltre 42 miliardi di dollari che verranno spesi in banner, parole chiave e annunci digitali saranno veicolati attraverso i social media. Previsioni che potrebbero anche essere clamorosamente smentite tanto in difetto quanto in eccesso. Molto dipenderà infatti da come i vari Facebbok, MySpace e Twitter sapranno mantenere gli attuali livelli di diffusione e crescita in termini di utenti e da come sapranno cavalcare il business dell'advertising on line. Le reticenze di Twitterverso le inserzioni pubblicitarie e la conseguente difficoltà del sito di micro-blogging più famoso al mondo di identificare il modello di business più efficace per produrre utili sono un esempio lampante di quanto possa essere variabile il peso dei "social network" nell'economia del mercato dei media digitali.

FONTE: ilsole24ore.it

sabato 31 ottobre 2009

Crollano gli utili di Nintendo : -52%


Tra aprile e settembre vendute 5,75 milioni di consolle Wii contro le oltre 10 milioni dello stesso periodo 2008

Utili più che dimezzati (-52%) nei primi sei mesi dell’anno fiscale per la Nintendo, mentre le vendite della sua consolle per videogiochi Wii vanno a picco a riflesso di un mercato che sembra mostrare segni di saturazione. Tuttavia la dinamica di queste segmento è articolata, anche perché è il terreno di una accesa competizione e le vendite di Nintendo potrebbero risentire delle manovre delle rivali Sony, con la Playstation III, e Microsoft, con la Xbox360.

LA RISCOSSA DI SONY - In particolare Sony si era mossa in ritardo negli anni scorsi nel sfornare la nuova versione della sua consolle, che è la più costosa ma anche l’unica che legge i blu-Ray i dischi ottici ad alta definizione. Secondo gli analisti inoltre Nintendo sta risentendo anche della crescente popolarità dell'Iphone di Apple come piattaforma per i giochi da palmare. Di recente, in preparazione del cruciale periodo natalizio, tra i vari produttori sono state decise riduzioni dei prezzi. Oggi Nintendo ha riferito che tra aprile e settembre ha venduto 5,75 milioni di Wii, contro oltre 10 milioni dello stesso periodo di un anno prima, un calo del 42,5%. Il fatturato totale del gruppo è diminuito del 34,5%, a 548,01 miliardi di yen, circa 4,1 miliardi di euro, mentre l’utile netto è calato del 52% a 69,49 miliardi di yen, vale a dire 519 milioni di euro.

FONTE: corriere.it

giovedì 29 ottobre 2009

La Ue investe 300 milioni sull'auto intelligente


Auto intelligenti in grado di comunicare con i semafori per dare in tempo reale la loro posizione e ricevere istruzioni sulla strada migliore da prendere per evitare le code: per la Commissione Ue è questo il futuro delle nuove tecnologie che aziende e Stati devono impegnarsi a sviluppare ed applicare. Per incoraggiarli, Bruxelles ha stanziato 300 milioni di euro per i «progetti del futuro».

«Internet può aiutare a risolvere le sfide di tutti i giorni, le applicazioni on line hanno già migliorato i nostri trasporti», ha detto oggi il commissario ai Media,Viviane Reding. Auto e semafori intelligenti sono già realtà ad esempio in Svezia, spiega la Commissione, dove grazie alla nuova gestione del traffico sono diminuite le code, le attese per i mezzi pubblici e le emissioni di gas nocivi.

Ma le applicazioni «smart», ovvero tutti quegli oggetti che grazie ai chip comunicano con le infrastrutture madri scambiandosi grandi quantità di dati, posso essere utili anche in altri settori. Come quello sanitario: per Bruxelles, che invita i 27 a puntare sulla ricerca e le nuove tecnologie, anche l'assistenza domiciliare ad anziani o malati cronici potrebbe diventare più semplice e meno dispendiosa grazie a macchine che i medici siano in grado di controllare a distanza.

FONTE: ilsole24ore.it