
DETROIT - Ora Chrysler potrebbe farcela ad evitare il fallimento: ha superato due dei maggiori ostacoli alla sua sopravvivenza e all’accordo con Fiat. Ha raggiunto un’intesa di massima con il sindacato Uaw sul ridimensionamento di salari e benefit dei lavoratori Usa e ha ratificato quella stretta qualche giorno fa con i sindacati dei suoi stabilimenti canadesi. Ma per ottenere i sei miliardi di dollari promessi dal governo Usa, dopo i quattro già concessi, Chrysler deve perfezionare l’alleanza con Fiat e sciogliere il nodo del debito con banche ed hedge funds, titolari di 6,9 miliardi di dollari di crediti. I dettagli dell’accordo con Uaw saranno resi noti solo oggi, ma il potente sindacato dell’auto Usa ha annunciato che l’intesa è stata raggiunta con Chrysler, Fiat e con il Tesoro Usa. Questi significa che c’è la benedizione del governo e che la Fiat è stata coinvolta in maniera molto intensa nel negoziato ed è seriamente intenzionato a prendere una quota del 20% in quello Usa in cambio della sua tecnologia sulle auto di piccola cilindrata. E per due persone vicine ai negoziati alla firma dell’accordo con Fiat manca solo al sistemazione dei creditori.
IL SINDACATO - Uaw ha definito dolorose le concessioni fatte nel quadro dell’intesa con l’azienda, ma ha aggiunto che l’accordo approfitta della seconda possibilità offerta a Chrysler dall’amministrazione Obama. «L’accordo provvisorio raggiunto fornisce il quadro necessario a garantire la competitività della produzione e contribuisce a soddisfare i requisiti avanzati dal Tesoro» ha affermato in una nota il vice presidente Chrysler per le relazioni industriali Al Iacobelli. «Chrysler può perciò continuare a negoziare per la partnership con Fiat». Chrysler sopravvive grazie ai quattro miliardi concessi dal governo e potrebbe ricevere altri 500 milioni per tirare avanti fino a giovedì, giornata entro la quale dovrà produrre un piano di riassetto che soddisfi l’amministrazione Obama. Altrimenti il Tesoro chiuderà i rubinetti del credito e l’esito più probabile per la più piccola delle tre case di Detroit sarà la vendita fallimentare.
CASA BIANCA - Domenica il consigliere economico della Casa Bianca Larry Summers si è detto convinto che Chrysler possa evitare di portare i libri in tribunale. Tuttavia Tesoro, azienda e banche, le parti coinvolte nel negoziato sui termini dello scambio dei 6,9 miliardi di debiti, sembrano ancora distanti: il Tesoro dovrebbe presentare lunedì un’altra controfferta dopo quelle tutte bocciate dal pool di creditori. Il vice presidente di Uaw General Holliefield ha affermato che «gli iscritti e i pensionati del sindacato dovranno fare straordinari sacrifici per la sopravvivenza di Chrysler. Per garantire un futuro sostenibile alla società, tutti gli stakeholders dovranno mostrare la stessa volontà a contribuire al bene comune che è state dimostrata ripetutamente dai nostri iscritti». Il presidente di Canadian Auto Workers Ken Lewenza ha affermato che l’accordo raggiunto con i lavoratori canadesi rende il costo del lavoro competitivo rispetto a quello della Toyota canadese, non sindacalizzata. Consentirà a Chrysler di risparmiare circa 200 milioni di dollari l’anno, senza tagliare i salari base o le pensioni.
FONTE: corriere.it



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