martedì 16 giugno 2009

La sorpresa di monsieur Arosio l'italiano che compra Montecarlo

Milanese, 52 an ni, commercialista. Conosciuto da pochi, ha un hotel da 250 milioni

Caccia a mister Tank. «L’italia no Tank», dicono a Roquebru ne, ha comprato un piccolo, suggestivo, preziosissimo pez zo di costa francese. Costa Az zurra per la precisione, proprio sulla punta di Cap Martin, un quarto d’ora d’auto dal confine italiano. Bar, ristorante, scogli e mistero sul prezzo. Pare sia una delle due sole spiagge private d’Oltralpe, l’altra è in Normandia. Ma risulta essere anche il padrone del Vista Palace, «quel l’albergo là in alto»: 12mila me tri quadrati, più 45mila di par co a terrazze, appollaiato a 300 metri d’altezza, il mare sotto, Montecarlo a destra e Cap Mar tin a sinistra. È l’oggetto di una delle più rilevanti operazioni immobiliari della zona. Si parla di 250 milioni, tutto compreso, anche rifare da zero la struttura con un progetto firmato da Nor man Foster che attende (da pa recchio tempo) il completamen to dell’iter autorizzativo, ora, pare, alle battute finali. Prima di infilarsi sui tornanti e salire al Vista Palace, si intra vede una grande villa in ristrut turazione, ma con i lavori fer mi. Confina con la residenza di Domenico Dolce e Stefano Gab bana. È la villa che Gianpiero Fiorani (Popolare Lodi) intestò a prestanome, quella in cui spe se 200mila euro per l’ascensore e 160mila di giardiniere. È in vendita? Non si capisce, è un groviglio giudiziario. Però vie ne fuori che tale Vincenzo Scan durra (rivenditore di auto di lusso a Montecarlo) a cui Fiora ni aveva ceduto (con opzione di riacquisto) il 45% della villa, è inseguito da una cartella esat toriale del fisco italiano per la «modica» cifra di 22.205.306,01 euro. Saliamo verso il Vista Palace che, osservato dalla costa, è de cisamente brutto. Ma la posizio ne è spettacolare e dentro è un cinque stelle. Norman Foster avrà da lavorare. E mister Tank? Qui non c’è, è a Milano e non è un cognome ma una società. Anzi, è il fondo immobiliare Tank Re II, sede a due passi dal Duomo. L’ammi nistratore delegato si chiama Bruno Arosio, milanese, 52 an ni, commercialista, ex PriceWa terhouse, consulente di azien de e famiglie molto note come Seragnoli, Safilo, Bormioli, Trussardi, Sisal e altri. È sua la maggioranza delle quote del fondo, come lui stesso afferma, dopo che alcuni in vestitori sono usciti e sono sta ti liquidati. Insomma è di Aro sio una delle proprietà più ric che e coreografiche della Costa Azzurra, dietro la quale c’è un progetto che richiede investi menti e partner. Per fare cosa? Metà hotel di lusso e metà ap partamenti di super lusso, vale a dire un «Private Residence Club». Compri 5 settimane per trent’anni (costo indicativo in torno ai 500mila euro) e hai tut to quel che vuoi: per esempio maggiordomo fisso, elicottero, Ferrari per trotterellare in inco gnito nel Principato e yacht in alternativa all’appartamento. Ma tra il sognare e il business c’è di mezzo la lira, come si diceva una volta. Mister Arosio Tank non aspetta altro che arrivi l’ultimo timbro della pre fettura di Nizza, per far partire i lavori e cambiare i connotati al Vista Palace. «Non ho problemi a trovare investitori e, del re sto, questo è il mio obiettivo e la ragione per cui la proprietà è in un fondo immobiliare. Ho già un’offerta scritta di un grup po arabo che è pronto a entrare al 50% nell’operazione. E co munque nessuna fretta: siamo senza debiti».

FONTE: Mario Gerevini

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