
martedì 31 marzo 2009
Eurozona, insufficienti gli ultimi dati per dire se l'economia si stabilizzerà

lunedì 30 marzo 2009
Fotovoltaico, le aziende italiane si lanciano nella produzione di silicio

domenica 29 marzo 2009
Cellulari low cost, tariffe a confronto
Chi, tra gli operatori mobili virtuali, è anche virtuoso? L'ultimo arrivato è Erg Mobile, che userà l'infrastruttura di Vodafone, le piattaforme tecnologiche di Nokia Siemens e la catena dei distributori di benzina di Erg Petroli. Il prossimo sarà Intesa Sanpaolo, che conterà sulla sua vasta rete di clienti, sportelli e servizi bancari. Partiti in ritardo rispetto ad altri Paesi d'Europa, in Italia gli operatori mobili virtuali esistono solo dal giugno 2007. Sono infatti 14 (ma solo 10 hanno un'offerta commerciale operativa) rispetto ai 30 della Gran Bretagna, ai 50 della Germania e ai 60 della piccola Olanda. E al 31 dicembre 2008, il dato ufficiale più recente, contavano un milione e mezzo di clienti. Stiamo parlando di quegli operatori che, non possedendo una propria infrastruttura, affittano quelle di Tim, Vodafone, Wind e 3 per offrire i propri servizi: si va dal leader di mercato PosteMobile (con circa 900 mila clienti e il 60% del mercato) ai big della grande distribuzione (Coop, Conad, Auchan e Carrefour), agli operatori di rete fissa come Fastweb e Bt, fino all'interessante fenomeno nuovo degli operatori cosiddetti «etnici», quelli cioè che servono grandi comunità come i cinesi e i filippini (gli stranieri in Italia sono in totale 4 milioni). Per questo tipo di utenti i servizi mobili in prospettiva possono diventare alternativi agli stessi phone center.
Dopo il confronto tariffario tra operatori tradizionali (Corriere della Sera dell'11 novembre 2008), abbiamo provato a paragonare le varie proposte dei virtuali sulla base di dati e metodologie utilizzati dall'Autorità per le Comunicazioni Agcom. Ne abbiamo ricavato il grafico pubblicato qui accanto. Il metodo scelto è quello adottato dall'authority britannica Ofcom e ritenuto valido dall'Agcom italiana: consiste nel definire diverse tipologie di consumatori — i basket (panieri), che in questo caso sono due — nell'identificare le varie offerte disponibili, confrontare i prezzi e mettere a fuoco le proposte più convenienti. I due tipi di profili considerati sono, il primo (paniere 1), una persona che totalizza 60 minuti di conversazioni telefoniche al mese e non manda sms né mms; il secondo (paniere 2) è un cliente che fa telefonate per un totale di 380 minuti mensili incluse alcune chiamate internazionali e invia 60 sms. Qualche avvertenza è indispensabile.
Non vengono prese in considerazione le offerte flat (a forfait), vantaggiose per chi telefona molto, perché questo renderebbe complicatissimo un confronto omogeneo. Peraltro alcuni operatori virtuali hanno esclusivamente — Fastweb e Daily Telecom (quest'ultimo specializzato in comunicazioni con la Cina) — o prevalentemente (PosteMobile) offerte flat o semi-flat. Se le avessimo incluse, i risultati del confronto sarebbero usciti sostanzialmente modificati, soprattutto nel paniere 2. In particolare PosteMobile, Fastweb, Daily Telecom e Noypi (di proprietà della telecom filippina Pldt) sarebbero emersi come i più convenienti. Inoltre non sono considerate le modalità di tariffazione, al secondo o a scatto anticipato di 30 o 60 secondi, né vengono calcolati i costi di attivazione del piano e i costi una tantum. Dal confronto infine sono esclusi Bt, filiale italiana del colosso britannico British Telecom, orientata esclusivamente alla clientela business, e Erg, l'ultimo arrivato, che non ha ancora commercializzato il servizio.
Come si può vedere dalle tabelle, l'offerta più conveniente per entrambi i tipi di consumatori è quella di Conad, presente sul mercato con il marchio ConadInsim. Seguita — nel basket 1 (il consumatore che telefona solo per un'ora al mese) — da PosteMobile, Telepass (brand di Autostrade), Coop Voce (Coop Italia), Uno Mobile (Carrefour), Amobile (Auchan) e Noypi. Secondo i nostri conti infatti il consumatore del primo tipo spende 8,8 euro al mese con ConadInsim, 9,6 con PosteMobile, 9,8 con Telepass, 10,2 con Coop Voce, 10,8 con Uno Mobile, 10,8 con AMobile e 13,4 con Noypi. Se invece consideriamo il consumatore del secondo tipo (che totalizza 380 minuti al mese e 60 sms), la graduatoria della convenienza cambia un po': al primo posto rimane ConadInsim (70,1 euro mensili), al secondo si posiziona Telepass (75,6), al terzo PosteMobile (78,8), al quarto AMobile (81,1), al quinto Uno Mobile (82), al sesto Coop Voce (83) e al settimo Noypi (89,2). Come abbiamo detto — ma conviene ripeterlo — l'inclusione di offerte flat e semi-flat modificherebbe i risultati, sia nell'ordine di graduatoria che nell'ammontare della spesa, perché questo tipo di offerte consente ai sottoscrittori di ottenere forti risparmi, soprattutto per chi telefona molto e all'estero come nel caso dei filippini o dei cinesi che da città come Milano, Prato o Roma chiamano i parenti a Manila o a Shanghai.
FONTE: Edoardo Segantini (corriere.it)
venerdì 27 marzo 2009
Internet alle grandi manovre. Accordo tra Seat e Google

Da una parte c'è il principale motore di ricerca sul web, Google. Dall'altra gli elenchi online di Seat Pagine Gialle. In teoria dovrebbero essere, se non proprio «nemici», almeno concorrenti perché di certo il quasimonopolio del motore Usa nelle ricerche qualcosa deve aver strappato a Seat. Eppure a giudicare dal +37,5% del titolo in Borsa, quello di Seat Pagine Gialle, diventato ieri rivenditore autorizzato di Google AdWords, dovrebbe essere un bel colpo. La key word, cioè la parola chiave che mette tutti d'accordo, in questo caso è «pubblicità». Anzi «pubblicità online». Che siano o meno grandi manovre è difficile dirlo. Certo è che questo settore, parallelamente alle difficoltà mostrate in questo momento dall'advertising più tradizionale, è finito sotto il mirino delle aziende anche in Italia. A dimostrarlo, in un altro segmento pubblicitario sempre online, c'è anche il consorzio Premium Publisher Network (Ppn) per la gestione in esclusiva dei text link pubblicitari a performance nei siti dei giornali nato di recente da un accordo tra Rcs Media Group (Corriere.it e Gazzetta.it) e L'Espresso e al quale hanno già aderito sia l'Editrice La Stampa che Athesis. AdWords è il meccanismo di vendita all'asta della pubblicità online che compare sulla parte destra del motore di ricerca e che si basa sulla parola chiave. In seguito alla firma dell'intesa ora sarà integrato con PGclick, cioè la piattaforma della Seat che già permetteva alle aziende con dei semplici passaggi di accedere alla pubblicità online. L'obiettivo dichiarato di Seat è mettere in contatto soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese italiane con uno degli strumenti che hanno fatto la fortuna di Google. «L'accordo - ha spiegato Massimo Castelli, direttore generale per l'Italia di Seat PG - nasce per sviluppare la cultura del marketing online e dare un supporto alle aziende nel loro percorso di innovazione e crescita ». Anche se - per inciso - il meccanismo di vendita all'asta della key word, cioè della parola chiave che agirà da ponte tra spot online e ricerca, qualche problema lo sta creando a Google. Il motore di ricerca Usa (in realtà molte altre cose) è stato trascinato in un tribunale francese da LVMH per il nodo delle borse Louis Vuitton. Una vicenda sulla quale dopo la pronuncia a favore del gruppo LVMH da parte del giudice francese è atteso ora il parere della Corte di giustizia europea. In realtà l'intesa che non è in esclusiva - visto che rimane la possibilità di accedere individualmente alla piattaforma pubblicitaria direttamente da Google (una versione low cost e basic di AdWords costa 5 euro) potrebbe anche essere interpretata come un segnale di «debolezza » da parte di Google Italia: non solo da PgClick era già possibile decidere di comparire tra la pubblicità del motore di ricerca, ma si poteva e si potrà scegliere di comparire anche o solo su Yahoo! o su Msn (Microsoft). Cioè due sicuri nemici. Mentre un'altra tegola è proprio l'accordo tra gli editori dei principali giornali online che sarà operativo dal 2 aprile e che ha già di fatto strappato a Google e a Yahoo! la gestione dei text link, cioè degli annunci «in tema» che si trovano in fondo agli articoli.
FONTE: Massimo Sideri (corriere.it)
mercoledì 25 marzo 2009
Usa, il mercato del mattone riparte

martedì 24 marzo 2009
Compagnie aeree: perdite raddoppiate

Previsioni nere per il trasporto aereo. L'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), che rappresenta 230 compagnie di tutto il mondo, per il 2009 prevede una perdita globale del settore di 4,7 miliardi di dollari (pari a 3,46 miliardi di euro), molto peggio rispetto alle precedenti previsioni che prospettavano perdite per 2,5 miliardi di dollari (1,84 miliardi di euro). Anche per le entrate del settore, la Iata prevede un calo del 12% a 467 miliardi di dollari.
DOMANDA - La domanda dovrebbe calare nettamente, con una contrazione del traffico passeggeri del 5,7%, mentre il traffico merci dovrebbe scendere del 13%. La situazione è «cupa, molto peggiore di quella seguente all'11 settembre 2001» e l'anno in corso si profila tra i più difficili mai affrontati dalle compagnie aeree, ha commentato il direttore generale della Iata, l'italiano Giovanni Bisignani. «A causa della crisi economica, la domanda si è ridotta molto più rapidamente di quanto avevamo previsto qualche mese», ha detto. Bisignani ha ricorda che oltre alla crisi del 2001-2002, il settore aereo ha subito un altro duro colpo nel 2003 con l'epidemia di Sars, che ha contratto i voli specie in Asia.
FONTE: corriere.it
lunedì 23 marzo 2009
Casa, tutte le novità del decreto. E in arrivo c'è la liberalizzazione

sabato 21 marzo 2009
Il Tesoro Usa prepara il piano salvabanche

venerdì 20 marzo 2009
La Ue raddoppia a 50 miliardi gli aiuti ai Paesi dell' Est Europa

giovedì 19 marzo 2009
L'Fmi: "Graduale ripresa nel 2010"

mercoledì 18 marzo 2009
Energia, dalla Ue 30 milioni in più all'Italia

martedì 17 marzo 2009
Blue chips europee: I ratings di oggi

lunedì 16 marzo 2009
Così l'austerity entra in azienda

domenica 15 marzo 2009
La porno tax è pronta al decollo
Al via il prelievo del 25% sulle trasmissioni televisive pornografiche e su quelle di maghi e cartomanti. Pubblicato il Dpcm attuativo della disposizione introdotta con la manovra anti-crisi. Per la porno-tax e il prelievo sulle trasmissioni di maghi e cartomanti il Fisco si prepara a passare all'incasso. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato il decreto attuativo delle nuove extra-imposte dirette a disincentivare le produzioni pornografiche e lo sfruttamento della credulità popolare. L'addizionale sui prodotti «in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti», nonché sulle emittenti che le trasmettono, è stata introdotta con la manovra anti-crisi. L'articolo 31 del decreto legge 185/08 (poi convertito nella legge 2/09) rimandava però a un Dpcm proposto dal ministro dei Beni culturali la determinazione del concetto di "materiale pornografico". Il Dpcm, varato da Palazzo Chigi e subito pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 60 del 13 marzo 2009, in realtà si limita a riprodurre la definizione contenuta nel Dl 185. Di fatto però la pubblicazione rende esigibile il supplemento di tributo pari al 25% del reddito «proporzionalmente corrispondente alla quota di ricavi derivanti dalla trasmissione di programmi televisivi pornografici» stabilito dall'articolo 1, comma 466 della legge 266/05. Supplemento di tributo che andrà pagato già con riferimento al periodo d'imposta 2008. Lo stesso discorso vale per l'addizionale applicabile ai soggetti che utilizzano «trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare che si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento», con particolare riferimento ai programmi di sedicenti maghi e cartomanti.venerdì 13 marzo 2009
Forbes: sempre meno miliardari, il più ricco del mondo è Bill Gates
Secondo la rivista Usa i super-ricchi, a causa della crisi, si sono ridotti di un terzo. Ferrero è l'italiano più riccoLa crisi si fa sentire anche nel mondo dei super-ricchi. Tanto che nel 2008 si sono sensibilmente ridotti. A guidare la pattuglia dei plurimiliardari c'è il fondatore di Microsoft, Bill Gates, che è tornato ad essere l'uomo più ricco del mondo, secondo la tradizionale classifica stilata dalla rivista americana «Forbes». Il magazine è tornato a stilare la sua classifica alla luce della crisi finanziaria che ha colpito i mercati mondiali, e secondo le sue ricerche ha verificato che il numero dei miliardari del pianeta si è ridotto di almeno un terzo nell'ultimo anno. Tra i ricchi più colpiti, quelli di Russia, India e Turchia.
SEMPRE PRIMO - Bill Gates invece con i suoi 40 miliardi di dollari ha riguadagnato la vetta della classifica, seguito dall'americano Warren Buffet, con 37 miliardi, e dal magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim con 35. Tutti, comunque, hanno accusato il colpo portato dalla crisi: Gates solo un anno fa era accreditato di una fortuna pari a 58 miliardi, Buffet di un patrimonio superiore ai 60 miliardi e Carlos Slim di 62 miliardi di dollari. Secondo Forbes, solo questi tre miliardari avrebbero perso complessivamente in un anno una ricchezza pari a 68 miliardi di dollari. Il magazine sostiene che nell'ultimo anno i miliardari del mondo hanno perso circa 2mila miliardi di dollari, circa 1560 miliardi di euro. I ricchissimi del pianeta un anno fa erano 1.125, oggi sono 793. New York è tornata a rimpiazzare Mosca come la città in cui vivono il maggior numero di super ricchi (55), mentre Mosca, che un anno fa aveva 87 supermiliardari, oggi ne conta 32. A New York però l'unico che non ha accusato perdite nell'ultimo anno è stato il sindaco Michael Bloomberg, il cui patrimonio sarebbe cresciuto da 11,5 a 16 miliardi. Bloomberg è oggi secondo Forbes l'uomo più ricco di New York e figura tra i primi 17 al mondo, mentre un anno fa era solo sessantacinquesimo. Lo scorso anno figurava nella classifica di Forbes anche il miliardario texano Allen Stanford, coinvolto quest'anno in'inchiesta federale con l'accusa di aver truffato secondo la Sec (la Consob americana) «almeno» 8 miliardi di dollari. Ora la classifica è decisamente l'ultima delle sue preoccupazioni.
ITALIA - Sul fronte dei magnati di casa nostra l'italiano più ricco è, sempre secondo Forbes, Michele Ferrero. Il padre della Nutella si è piazzato al quarantesimo posto con un patrimonio valutato attorno ai 9,5 miliardi di dollari. Seguono a distanza, al settantesimo mo posto, il remier Silvio Berlusconi e famiglia con 6,5 miliardi di dollari e Leonardo del Vecchio, patron di Luxottica, al settantunesimo posto con 6,3 miliardi. Per trovare altri italiani bisogna scendere alle posizioni più basse della lista dei ricchi del pianeta. Primo tra questi «ultimi» è lo stilista Giorgio Armani al duecentoventiquattresimo mo posto con 2,8 miliardi di dollari di patrimonio.
FONTE: corriere.it
martedì 10 marzo 2009
Usa e Ue, assedio ai paradisi fiscali

sabato 7 marzo 2009
Casa: per gli italiani è meglio l'affitto, il “mattone” è troppo caro

venerdì 6 marzo 2009
Ponte sullo stretto, via libera del Cipe

AMMORTIZZATORI SOCIALI - Il governo ha poi annunciato lo stanziamento di 4 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali precisando che si aggiungono ai 4 miliardi di euro delle Regioni e al miliardo di euro della Finanziaria. «Complessivamente la somma diventa di 9 miliardi» ha fatto notare lo stesso premier, Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri. È una cifra, ha poi puntualizzato, che «riteniamo esuberante, ma noi volevamo dire ai lavoratori di stare tranquilli». Non solo: per Berlusconi «nessuno ha fatto più di noi in Europa; se ci sono cifre più imponenti- ha detto- è perchè sono state destinate a salvataggi di banche».
FONTE: corriere.it


