
giovedì 31 dicembre 2009
Piazza affari, un 2009 di crescita ma l'anno chiude col segno meno

mercoledì 30 dicembre 2009
Autostrade, dal 1° gennaio via ai rincari A capodanno aumenta anche la benzina

martedì 29 dicembre 2009
Saldi, si parte il 2 gennaio un "decalogo" contro le truffe

lunedì 28 dicembre 2009
Maxi fondo di emergenza per le economie asiatiche

sabato 26 dicembre 2009
Mutui: sale all'8% la soglia dell'usura

mercoledì 23 dicembre 2009
Parte il Ponte sullo stretto, costerà 800 milioni in più

Al via la variante Cannittello. L'opera, del valore di 26 milioni di euro, elimina una interferenza ferroviaria con il futuro cantiere della torre del ponte
lunedì 21 dicembre 2009
Casa, è boom di pignoramenti

domenica 20 dicembre 2009
Utility, energie verdi e media: le scommesse del 2010

sabato 19 dicembre 2009
Trieste batte Aosta: è prima nella qualità della vita

giovedì 17 dicembre 2009
Due milioni di case fantasma: i dati dell'Agenzia del territorio

martedì 15 dicembre 2009
Ecco le aziende dove si lavora meglio in Italia

Pubblicata la classifica 2010 Great Place To Work. Microsoft al primo posto
venerdì 11 dicembre 2009
«Made in Italy», primo sì alla legge

Urso: «Legge bandiera per avere più forza negoziale in Europa». Reguzzoni: salva 1 milione di posti di lavoro
ETICHETTA - La legge istituisce un sistema di etichettatura obbligatoria nei settori dell'abbigliamento, arredo casa, pelletteria e scarpe. Viene evidenziato il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione e si assicura la tracciabilità dei prodotti. Il testo stabilisce che «nell’etichetta dei prodotti finiti e intermedi l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale. L’impiego della denominazione ’Made in Italy’ è permesso esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale ed in particolare se almeno due delle fasi di lavorazione sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità». Le sanzioni arrivano fino a 50 mila euro, se si tratta di una impresa fino a 70 mila euro. Se le violazioni sono ripetute, c'è la reclusione da uno a 3 anni. Se le violazioni sono commesse attraverso attività organizzate, reclusione da tre a sette anni.
I COMMENTI - Adolfo Urso, vice ministro dello Sviluppo economico con delega al commercio che si è astenuto alla votazione ha chiarito che il testo approvato dalla Camera è «una bandiera, un'affermazione di principio. Questa legge ci darà più forza in sede europea per convincere i Paesi partner a varare il nuovo regolamento sull'etichettatura obbligatoria e, quindi, a tutela del made in Italy». Secondo Urso, quindi, «la soluzione del problema è solo in Europa e, in quella sede, porteremo la volontà comune del Parlamento italiano affinché siano tutelati i consumatori, le imprese e il lavoro italiano ed europeo». Il primo firmatario del provvedimento, il leghista Reguzzoni, aggiunge: «L'etichetta non dirá più dove è stata fatta l'ultima lavorazione, ma dove effettivamente è stato fatto il prodotto. Noi consumatori avremo maggiori informazioni sulla qualitá e sulla sicurezza dei prodotti acquistati. Potremo finalmente avere la possibilitá di selezionare e indirizzare le nostre scelte verso prodotti di qualitá, che rispettino la salute umana e l'ambiente. Dunque anzitutto una legge per tutelare i consumatori, ma che aiuta anche le nostre industrie in un momento di grave crisi. Salveremo un milione di posti di lavoro. L'etichettatura obbligatoria sui prodotti tessili, dell'abbigliamento, dell'arredo casa, delle calzature e della pelletteria non sará più semplicemente un obbligo doganale, ma dirá a chi acquista dove è stato fatto il prodotto».
FONTE: corriere.it
mercoledì 9 dicembre 2009
Giochi di Stato, quando il banco stravince

Da «Win for Life» 350 milioni in due mesi. Nel 2009 l'Erario incasserà 9 miliardi
SOLO IL 34,6% TORNA AI GIOCATORI - Quel che è certo è che con il Superenalotto solo il 34,6% della raccolta torna ai giocatori in termine di vincite. Come dimostra il grafico elaborato da Agicos (agenzia giornalistica concorsi e scommesse) su dati dei Monopoli di Stato: fatta 100 la raccolta, il 65,4% va alla filiera del gioco, che si divide tra ricevitorie (in media l'8%), concessionario (tra il 2 e il 10% a seconda dei casi) e il governo, che quindi incassa la fetta di torta più grande. Con il Lotto le possibilità di vincita salgono ma non di molto. In questo caso il «pay out» è variabile, ma la media dei primi dieci mesi dell'anno si ferma al 56%, che arriva al 70% nel nuovo 10eLotto. Idem per i concorsi pronostici (50% per Totocalcio, Totogol e Totomatch) e per il nuovissimo «Win for life», come riportato anche da Milano Finanza. Il 65% della raccolta del «Vinci per la vita» torna sì in tasca ai giocatori, ma l'importo riconosciuto, in relazione alle probabilità di vincita, risulta più basso del dovuto e soprattutto è diluito nel tempo. Va molto meglio per il Gratta e Vinci: in questo caso si calcola una vittoria ogni quattro giocate circa. Tant'è che il banco riesce a tenere appena il 27% della raccolta. Tutto il resto viene distribuito per le vincite. E in alcuni casi, come nell'ultimo biglietto lanciato per Natale, il «pay out» può arrivare anche all'80%. Stessa percentuale per gli skill games (i giochi a distanza) e il poker online, dove la filiera del gioco si deve accontentare di «appena» del 20% della raccolta.
FONTE: Corinna De Cesare (corriere.it)
martedì 8 dicembre 2009
Il risparmio può partire da casa

lunedì 7 dicembre 2009
Censis, 3 famiglie su 10 in difficoltà a fine mese

domenica 6 dicembre 2009
Fondi, raccolta positiva per 1,27 miliardi a novembre

sabato 5 dicembre 2009
Finanziaria, maxi emendamento da 9 miliardi

mercoledì 2 dicembre 2009
Visure catastali, da oggi si possono richiedere anche agli sportelli postal

martedì 1 dicembre 2009
Natale sarà meno low cost



