venerdì 26 febbraio 2010

Ripresa o nuova recessione Dove e quando i punti di svolta


In marzo molte le scadenze ma le possibilità di proroga sono elevate. I tassi di riferimento poco rilevanti. Ben più importanti le manovre straordinarie in sostegno della liquidità. Senza dimenticare la dinamica del credito. L'obiettivo? Capire il timing dell'exit strategy

Ben Bernanke, presidente della Federal reserve, davanti al Congresso Usa lo ha detto senza giri di parole: «Non cambio politica monetaria, i tassi di riferimento rimarranno eccezionalmente bassi ancora a lungo». Un'affermazione, avvenuta dopo il ritocco all'insù del tasso di sconto (ora allo 0,75%), che ha riempito le pagine dei giornali e lasciato i mercati tranquilli: nulla di nuovo sotto il sole. Anche perché gli stessi mercati guardano altrove; scrutano altri segnali per capire dove e quando sarà la tanto decantata exit strategy. Ilsole 24ore.com, senza pretesa di completezza e con l'aiuto di esperti, ha tentato di leggere le carte a Mr Fed e al collega della Bce Jan Claude Trichet. Lo scopo? Realizzare una "bussola" utile per sopravvivere alla "strategia d'uscita".

Quali tassi d'interesse
In questa fase affaticarsi gli occhi sui principali tassi di riferimento ha poco senso. Il consensus è abbastanza unanime: la Bce, salvo cataclismi, rimarrà ferma all'1% per tutto il 2010; dall'altra parte dell'Oceano la Federal reserve è attesa ad un rialzo nella seconda metà dell'anno, per arrivare, passo dopo passo, poco oltre l'1% a dicembre. Indicazioni che (per ora) non "interessano" troppo ai mercati. Più rilevanti, al limite, le mosse sui tassi marginali di deposito e sugli impieghi: in Eurolandia, prima della crisi, la differenza tra i due saggi era di 200 basis points; con il grande crack è scesa a 100 basis points. Un bell'aiuto alle banche nella gestione della liquidità che verrà meno quando l'Eurotower interverrà sullo spread, avvicinandosi all' uscita dall'emergenza.

Le manovre straordinarie sulla liquidità
A ben vedere, però, altre sono le variabili da inquadrare nel radar. «È molto più importante - dice
Antonio Cesarano, responsabile Market strategy di Mps capital services - dare uno sguardo alle manovre straordinarie, messe in piedi dalle banche centrali, per iniettare liquidità nel sistema». «Anche perché - fa da eco Nicola Trivelli, direttore investimenti Sella gestione Sgr - la Fed, al di là del successo delle sue operazioni, sa benissimo che i fiumi di denaro sono rimasti nel sistema interbancario, spesso alimentando la speculazione». E giocoforza, in uno scenario che vede alzarsi lo scontro tra Washington e i "signori" di Wall Street, Bernanke vorrà tentare ulteriori mosse sul ritorno verso la normalità.

FONTE: Vittorio Carlini (ilsole24ore.it)

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