sabato 20 febbraio 2010

Vivere di rendita, calcoli e investimenti per realizzare un sogno


«Che disperazione, che delusione dover campar,sempre in disdetta, sempre in bolletta!.Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità!», cantava Gilberto Mazzi nel 1939; settant’anni dopo, il boom del nuovo “gratta e vinci rateale”, Win for Life, ripropone il mito del vivere di rendita con la “modica” speranza di vincere 4.000 € al mese per vent’anni; ed in una concorrenza al rialzo “Turista per Sempre” della Lottomatica con l’acquisto di un biglietto da 5 euro promette la speranza di vincere 200.000, 6.000 euro al mese per 20 anni e almeno 100.000 euro di bonus finale. Al di là dei “sogni dorati” , dal punto di vista più concreto, è possibile e con quali strumenti si può costruire il finanziamento della propria longevità con le rendite ?
Rendite e pianificazione previdenziale: Il vivere di rendita presuppone l’avere già un capitale accumulato; volendo collocarsi temporalmente nella vita di un lavoratore si può immaginare di trovarsi in una fase avanzata come il fine carriera sia per raggiunti limiti di età o per fuoriuscita “forzata” dal mondo del lavoro; altro caso concreto potrebbe essere quello di avere avuto introiti ingenti derivanti o da idee di business vincenti o ancora da eventi economicamente fortunati (eredità, vincite). Quali sono gli elementi importanti da considerare per progettare il decumulo, vale a dire la trasformazione in rendita del capitale a dispozione? Cerchiamo di considerarli in maniera schematica:
1.situazione previdenziale: qual è la mia situazione previdenziale ? In che regime rientro (retributivo, contributivo, misto) e a che età andrò in pensione nel mio regime obbligatorio di appartenenza (INPS;INPDAP, Casse di previdenza, ENPALS) ? 2.stile di vita: qual’è il tenore di vita che voglio mantenere ? E a cascata, quali sono le possibili entrate ed uscite (conto economico) e le altre ricchezza accumulate (stato patrimoniale)? E quanta parte di questa eventuale consistenza patrimoniale si vuole trasmettere agli eredi ?
3.età ed orizzonte temporale: a che età voglio cominciare a percepire la rendita ? e per quanto tempo voglio “vivere di rendita” ? Sicuramente nella pianificazione del decumulo va considerata la esigenza di fronteggiare il “rischio longevità”, alla luce dell’invecchiamento progressivo, cioè il rischio di “sopravvivere al proprio reddito”. In parole povere vi è la “ragionevole speranza” di vivere più a lungo delle generazioni precedenti, dobbiamo cercare di vivere anche meglio sia come condizioni di salute che avendo le risorse economiche necessarie 4.propensione al rischio e attitudine all’investimento:che dimestichezza ho all’investimento , che propensione al rischio ho e cosa voglio dal punto di vista finanziario dal mio decumulo ?
5.mantenimento potere d’acquisto: diventa di fondamentale importanza considerare, nella costruzione del proprio portafoglio del decumulo particolar modo, il rischio svalutazione. Occorre cioè conferire potere “reale” e non meramente nominale al rendimento finanziario complessivo generato.
Gli strumenti per vivere di rendita: ma andando nel pratico, quali possono essere gli strumenti per “vivere di rendita”?
a)Rendite assicurative: le soluzioni possono essere quelle tipicamente di rendita assicurativa immediata (può esserci un brevissimo intervallo di differimento, in genere pari a 3 mesi) che consente di tradurre il risparmio già accantonato in un trattamento erogato “vita natural durante”. Quali sono i vantaggi ? Il principale, prerogativa esclusiva dei contratti assicurativi, è quello di affrontare in maniera appropriata il già citato “rischio longevità”; la periodicità è infatti erogata fin che il percettore sia in vita, trasferendosi così sulla compagnia assicurativa, indipendentemente dall’entita` del capitale versato (premio), il rischio di vivere oltre la media. Altro beneficio è poi rappresentato dalla conservazione nel tempo del potere d’acquisto della rendita; le compagnie ne praticano infatti la indicizzazione, ancorandone direttamente l’importo all’andamento dell’ inflazione,o le rivalutano, come accade nella prevalenza dei casi, collegandole e` al’andamento di un fondo a gestione separata (che investe prevalentemente in titoli di stato e obbligazionari). Ulteriore caratteristica è quella di potere “modellare” la rendita sulle esigenze concrete del percettore attraverso meccanismi di reversibilità o con la certezza della erogazione per un periodo predeterminato (5 o 10 anni) anche a beneficio di ulteriori soggetti (familiari, conviventi) indipendentemente dalla sussistenza in vita dell’assicurato. Ne va poi evidenziato il particolarmente favorevole trattamento fiscale, essendo dal 1º gennaio 2001 considerate esenti (è soggetta alla imposta sostitutiva del 12,50% la sola rivalutazione annuale); in precedenza invece l’importo doveva essere inserito al 60% nella dichiarazione dei redditi con la molto concreta possibilità di impattare in maniera incrementale sull’aliquota marginale IRPEF del percettore
b)Rendite finanziarie: possono poi abbinarsi alle rendite assicurative anche soluzioni che producano rendite finanziarie, potenzialmente più remunerative sul piano dei rendimenti,con il limite pero` rappresentato dal vincolo di permanenza alla conservazione del capitale di origine; non vi è quindi la protezione dal “rischio di longevità”. In quest’ottica una prima possibilità è quella del servizio di rimborso programmato applicata all’investimento nei fondi comuni di investimento. Vanno predeterminati la periodicita` e l’ammontare del disinvestimento (porzione capitale costante, numero di quote fisse o una frazione percentuale del controvalore delle quote detenute). Con la stessa funzione possono essere poi utilizzati i fondi comuni e le polizze vita a distribuzione dei proventi. Ulteriore e validissimo veicolo previdenziale possono essere poi i titoli di Stato con flusso cedolare: i Btp (Buoni poliennali del Tesoro), caratterizzati dal tasso fisso e cedola semestrale e con durata a 3, 5, 10 e 30 anni (con un occhio di riguardo ai Btp indicizzati all’inflazione) e i Cct (Certificati di credito del Tesoro), a tasso variabile con interessi indicizzati al rendimento dei Bot semestrali o annuali emessi nel bimestre che precede il mese antecedente allo stacco della cedola, ugualmente semestrale. Ed ancora, i titoli obbligazionari con cedola, prestando la dovuta cautela ed attenzione all’analisi del rischio emittente. Da non trascurare poi la possibile costruzione di flussi periodici attraverso la sottoscrizione in serie di buoni postali.
c)Rendite immobiliari: in un Paese come il nostro poi della “casa, dolce casa”, da non trascurare le possibilita`che possono emergere dal settore immobiliare. Una prima possibilita` può essere quella di acquistare un immobile da destinare alla locazione, considerando da un lato le prospettive di rivalutazione del mattone in conto capitale e poi i canoni di locazione netti. Per categorie di risparmiatori meno facoltosi, possibilita` da considerare e` quella di separare la nuda proprietà` dell’immobile conservandone invece l’usufrutto. E' una formula di compravendita immobiliare che consente al nudo proprietario di diventare proprietario pieno a termine, alla morte dell’usufruttuario, il quale potra` quindi continuare a godere del bene abitando direttamente la casa o affittandola. Al di là del valore commerciale dell’immobile, il prezzo della nuda proprieta` dipende anche dalle caratteristiche demografiche del venditore (età e sesso per stimarne la probabilità di decesso).

FONTE: Carlo Giuro (ilmessaggero.it)

0 commenti: