venerdì 19 marzo 2010

Due super-matricole in arrivo al listino


Prima Fideuram, subito dopo Enel Green Power. Dopo un anno di magra, con il record storico negativo di una sola quotazione in tutto il 2009, anche a Piazza Affari tira aria di primavera. La ripresa dei mercati - arrivati ai massimi degli ultimi tre mesi in Europa - sembra propizio per lo sbarco delle due matricole più attese. E non solo dagli operatori finanziari: per la tipologia del business e il flottante che sarà messo sul mercato potrebbero essere anche un'occasione di investimento per i piccoli risparmiatori. Pochi giorni fa, i vertici di Intesa Sanpaolo hanno dato il via libera alla quotazione di Banca Fideuram, la società del risparmio gestito leader del settore in Italia con una quota del 30% grazie ai 630mila clienti e una massa amministrata pari a 65 miliardi di euro. L'intenzione è quello di collocare fino al 70% del capitale, per una valorizzazione complessiva che - secondo gli esperti - potrebbe arrivare fino a 3 miliardi di euro. Il debutto di Fideuram dovrebbe avvenire entro giugno, visto che il prospetto informativo è già stato consegnato alla Consob.
Ed entro l'estate conta di arrivare a Piazza Affari anche l'altra big attesa da Borsa Italiana. Questa mattina da Londra, dove si è tenuta la presentazione del bilancio 2009, l'ad di Enel Fulvio Conti ha confermato l'accelerazione del progetto di quotazione dello spin off in cui l'ex monopolista elettrico ha fatto confluire tutte le attività dedicate alle energie rinnovabili, dall'eolico al solare, dall'idroelettrico al geoternico (settore, quest'ultimo, di cui è leader mondiale). Enel - ha dichiarato Conti - punta alla presentazione della documentazione per l'Ipo di Enel Green Power entro aprile, per avviare le contrattazioni entro giugno. Solo un'inversione di tendenza dei mercati potrebbe decidere il rinvio a dopo l'estate.
Quanto spera di incassare Conti? Secondo una valutazione di Citigroup, EGP potrebbe valere fino a 12 miliardi di euro, tenendo conto anche dei progetti in corso d'opera e già autorizzati. L'intenzione è quella di mettere sul mercato almeno il 35-39% del capitale. Ma non è detto che prima dello sbarco in Borsa non venga ceduto un altro pacchetto intorno al 10% "a investitore strategico e industriale".
Risultato: nelle casse di Enel potrebbero entrare fino a 6 miliardi di euro. In questo modo sarebbe raggiunto l'obiettivo promesso dalla società di abbassare il debito dagli attuali 51 miliardi a 45 per la fine del 2010. per la cronaca, Enel ha chiuso il 2009 con un risultato netto pari a 5,4 miliardi di euro, in crescita dell'1,9% rispetto ai 5,3 del 2008. Il fatturato si attesta a 64,03 miliardi di euro, in progressione del 4,7% rispetto ai 61,18 del 2008, mentre i margini sono cresciuti del 12% a 6 miliardi.

FONTE: Luca Pagni (ilsole24ore.it)

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