giovedì 29 aprile 2010

Alcune mosse per difendere i risparmi dallo tsunami-Grecia


Come difendere i propri risparmi in questi momenti di turbolenza? È una domanda, da molti di voi posta tramite e-mail, che non ha una risposta facile. I mercati, sia quello azionario sia quello delle commity sia quello del reddito fisso, si trovano in un momento delicato. Il sole24ore.com, senza alcuna pretesa di completezza, ha girato ad alcuni esperti i vostri dubbi e quesiti.

Come capire se ho titoli greci in portafoglio?
«C'è la possibilità - spiega Maila Bozzetto, consulente indipendente e massima esperta di reddito fisso- che diversi fondi abbiano in portafoglio titoli di stato di Atene. Utilizzando il codice Isin, un primo approccio è quello di guardare a sito di Morningstar. Lì è possibile vedere i principali investimenti del fondo». «È vero - specifica Angelo Drusiani, di Albertini Syz -. Tuttavia ricordo che gli aggiornamenti indicati dai fondi spesso arrivano in ritardo. Un altro modo, seppure indiretto, per capire se il prodotto finanziario ha in pancia titoli a rischio è guardare la quotazione del fondo stesso». Vale a dire? «In questo momento i fondi obbligazionari, seppur di poco, salgono. Al contario se la quotazione scende vuol dire che possono esserci dei bond i cui prezzi crollano». Ciò detto, «per avere un quadro completo - aggiunge Bozzetto - il risparmiatore deve recarsi dalla banca o della Sgr che gli ha venduto il fondo e farsi dare l'indicazione esatta della composizione del fondo».

Cosa fare se si hanno dei titoli greci in portafoglio?
«Dipende dalla propensione al rischio del risparmiatore e dall'esposizione sulla Grecia, o su altri paesi periferici, del fondo stesso». Vale a dire? «Facciamo l'ipotesi più favorevole. Se una persona ha investito solo il 10% dei propri soldi in un prodotto che, per esempio, ha un'esposizione del 5% sulla Grecia l'indicazione è di tenere il fondo. Aspettare, anche se si ha una propensione al rischio bassa, e monitorare attentamente la situazione. Una qualche "toppa", nel brevissimo periodo, dovrebbe essere messa con il programma di aiuti dell'Ue o dell'Fmi. Poi, successivamente si deciderà se smobilizzare il fondo».


E se invece l'esposizione è alta? «Nel caso di scuola teorico, ma utile per comprendere la strategia da seguire, in cui il fondo sia esposto, per esempio, al 40% su Atene o su altri paesi periferici e il risparmiatore abbia una quota importante, diciamo del 30%, su questo prodotto il consiglio è di vendere subito. Una scelta che vale sia per chi ha una propensione al rischio bassa, ma anche per chi ha voglia di rischiare un po'». «Sono daccordo -fa da eco Drusiani - Su queste tipologie di bond l'esposizione, anche per chi ha una alta propensione al rischio, non deve superare il 10 per cento . La diversificazione nell'asset allocation è sempre fondamentale».

E poi «sul medio periodo - aggiunge l'analista indipendente - gli interventi all'orizzonte non sono convincenti». Per quanto il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso ha detto che la «ristrutturazione del debito non è un'opzione», la Bozzetto non se la sente «di escluderla. Noi da tempo consigliamo di stare alla larga da simili investimenti: il messaggio è uscire da queste posizioni».

Se ho della liquidità posso investirla su titoli sicuri?
«Chi cerca tranquilità assoluta -risponde Drusiani - può tenere i soldi sul conto corrente, sapendo però che la banca carica sul correntista stesso i costi di gestione». Quindi, si perdono soldi in conto capitale e non si difende il patrimonio dall'inflazione, seppure bassa, di questi tempi. «Se, invece - dice la Bozzetto -, si cerca un minimo di remunerazione può essere interessante guardare a titoli di stato di paesi del centro Europa: gli Oat francesi e i TBundtedeschi. Penso alle emissioni tedesche 2,25% aprile 2015, il 3,5% aprile 2013 e il 3,25% aprile 2014; oppure quelle francesi: il 4,5% luglio 2013, il 3% luglio 2014 e il 2,5% gennio 2015». «Io sono per duration più brevi - ribatte Drusiani -. Bisogna stare attenti all'eventuale rialzo dei tassi».

E riguardo ai titoli di stato italiano? «Certamente rimangono un'opzioneinteressante: non sono tra quelli che credono ci possano essere problemi per questo tipo di emissioni». «Penso che un'emissione come Btp, 1,7% settembre 2011 - aggiunge Drusiani - possa guardarsi. Anche se chi va in cerca di qualche occasione in più può optare per l'equity. Le condizioni macro-economiche sono tali per cui potrebbe esserci un miglioramento della situazione nell'azionario».

I dubbi sull'azionario
«Non sono tanto daccordo - ribatte Sergio Pigoli, presidente di Pigoli consulenza-. Lo scenario rimane molto confuso. Diversi tasselli non sono al loro posto: penso, per esempio, alle azioni volte al contenimento della liquidità in Cina. E si sa, queste politiche smorzano gli entusiami sull'equity. Fino a 15 anni fa si viveva in un mondo a compartimenti stagni e, quindi, non dovevamo troppo preoccuparci di ciò che accadeva a Pechino. Adesso non è più così». Di conseguenza? «Non credo sia questo il momento di entrare sull'azionario, per chi ne è fuori. Assisteremo, penso, ad una correzione attorno al 15-20% e solo allora ci saranno occasioni giuste». E anche in quel caso, si tratta di occasioni da investitori abbastanza esperti, che fanno stock-picking. L'impostazione è condivisa da Maurizio Milano, responsabile analisi tecnica delgruppo Banca Sella: «Proprio ieri è aumentata la volatilità implicita dei mercati. Fino a lunedì, il Vix si muoveva in un range tra 15,2 e 20: nella scorsa seduta è balzato a 23. È un segnale di nervosimo del mercato in un momento in cui prevale la debolezza. Il Ftse Mib ieri ha chiuso a 22.036 punti, oggi come minimo intraday ha toccato 21.281. Fin quando stiamo sotto la soglia dei 23.000 l'impostazione è al ribasso». E di conseguenza? «Bisogna lasciare che il mercato si "sfoghi" e ceda ancora un 10 per cento. Adesso non è il momento, per chi è fuori dall'azionario e non è un trader, di entrare».

FONTE: Vittorio Carlini (ilsole24ore.it)

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