
In seguito alle norme varate da Bankitalia ogni tipo di rapporto bancario dovrà avere un indicatore sintetico di costo, in modo che sia possibile confrontare più facilmente i prodotti e scegliere il meno caro per le proprie esigenze
Con più chiarezza e meno spreco di tempo dal 26 maggio sarà più facile confrontare i costi dei conti correnti. Lo ha chiesto la Banca d'Italia, che a luglio 2009 ha introdotto le nuove istruzioni di vigilanza, e gli istituti di credito non potevano che adeguarsi. Un altro passo avanti verso trasparenza e concorrenza. Questa almeno la promessa, tutta da verificare. Il miracolo si chiama Indicatore sintetico di costo (Isc), formula matematica che mette insieme costi fissi e variabili e ne esprime il prezzo finale per il cliente. E dato che non tutti hanno le stesse esigenze, Bankitalia ha elaborato i profili di clientela, dai giovani ai pensionati, cui corrisponderanno altrettanti conti standardizzati. Sul sito delle banche, sul sito Patti Chiari (che già utilizza l'Isc dal 2007) o direttamente allo sportello, i clienti, dal 26 maggio, dovranno trovare i nuovi pacchetti con l'Isc. "Una grande novità - spiega Massimo Roccia, direttore centrale dell'Abi e segretario del consorzio Pattichiari - con la quale 30 milioni di consumatori italiani potranno confrontare i prezzi e scegliere l'offerta più conveniente". Comprato il "pacchetto", se non si va fuori con le operazioni, alla fine dell'anno il costo finale sarà quello concordato. E saperlo non dovrebbe essere difficile. Le aziende di credito nell'estratto conto di fine anno dovranno dare due informazioni, sintetiche anche queste: quanto ha speso il cliente per il suo conto corrente e quanto ha speso alla voce credito (dunque se si ha un finanziamento quanto è costato). Una rendicontazione vera e propria. Se il conto è costato più di quanto previsto (150 invece di 120 euro, per esempio), sarà la stessa banca a suggerire il passaggio a un altro profilo. "Tutti potranno così verificare da soli quale profilo gli si addice di più e confrontare tra le circa 2mila proposte quella più conveniente", ha detto Roccia. Tutti i fogli informativi, infine, dovranno basarsi su un formato omogeneo e più facilmente confrontabile. ma soprattutto saranno meno di quanti se ne consumano oggi. Le banche risparmieranno circa un miliardo di pegine di carta l'anno, 35 per ogni cliente. Tutto più semplice e trasparente, ma difficilmente più a buon mercato. L'Abi stima che il costo medio di un conto corrente sia oggi di 103,1 euro se allo sportello e di 63 se solo online. Un po' meno di quanto calcola la Banca d'Italia, che è 114. Un costo, quello allo sportello, che secondo l'Abi è sceso del 29,3 per cento negli ultimi quattro anni. "Ma che difficilmente potrà ridursi in un prossimo futuro - ha spiegato Roccia - perché ogni operazione costa 1 euro al minuto alla banca". Cifre che l'Adusbef contesta. "L'Abi - ha dichiarto il presidente Elio Lannutti - deve smetterla di raccontare favole agli italiani sul costo dei conti correnti bancari, affermando che sarebbero addirittura diminuiti negli ultimi 4 anni".
FONTE: Brabara Ardù (ilsole24ore.it)



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