mercoledì 28 aprile 2010

Redditi, meno di diecimila euro l'anno per un italiano su quattro


Un lavoratore autonomo su tre (35,4%) guadagna meno di 10mila euro l'anno, mentre tra i lavoratori dipendenti solo un quinto (22,1%) ha redditi inferiori a questa soglia. E' quanto emerge dall'indagine "La distribuzione del carico fiscale e contributivo in Italia" dell'Istat, relativa al 2007.

Per uno su quattro meno di diecimila euro.Considerando tutte le fonti di reddito, nel 2007 il reddito individuale totale dei residenti in Italia è risultato, nel 27,5% dei casi inferiore a 10.000 euro, nel 55,3% compreso tra 10.001 e 30.000 euro, nel 15% compreso tra 30.001 e 70.000 euro e solo nel 2,2% dei casi supera i 70.000 euro annui.

Dipendenti, autonomi e pensionati. Nello specifico, redditi lordi individuali da lavoro dipendente (al netto dei contributi sociali) si concentrano, per il 50% circa, nella fascia di reddito compresa fra i 15.001 e i 30.000 euro annui. Mentre i redditi lordi da lavoro autonomo risultano più dispersi: nel 35,4% dei casi essi sono inferiori a 10mila euro (contro il 22,1% dei redditi da lavoro dipendente); nel 21,5% dei casi superiori a 30mila euro (contro il 14,4% dei redditi da lavoro dipendente). I redditi lordi da pensione, a loro volta, sono concentrati nella classe inferiore: il 42,7% risulta, infatti, al di sotto dei 10.000 euro annui.

Nel complesso, l'incidenza delle imposte dirette sul reddito individuale lordo (al netto dei contributi sociali) è pari al 18,6% a livello nazionale, con significative differenze per fonte e per classe di reddito. Il cuneo fiscale e contributivo, ossia la somma dell'imposta personale sul reddito da lavoro dipendente, dei contributi sociali del lavoratore e dei contributi posti a carico del datore di lavoro, è pari, in media, al 44,5% del costo del lavoro dipendente. L'incidenza delle imposte dirette sul reddito da lavoro autonomo è pari al 17,3% se si considerano solo l'Irpef e le addizionali regionali e comunali, mentre sale al 20,6% se si include la stima dell'Irap per la sola parte che grava sul reddito del contribuente autonomo. Il carico fiscale raggiunge il 19,4% del reddito da lavoro dipendente e il 15,7% del reddito da pensione. Sui redditi inferiori a 10mila euro il carico fiscale è pari al 9,3% del reddito autonomo, al 5,6% del reddito da lavoro dipendente e al 3,9% delle pensioni. Se si include la quota Irap, i redditi da lavoro autonomo mostrano un'incidenza più alta anche nella classe dai 10 ai 15mila euro. Per le fasce di reddito più elevate, infine, l'incidenza è maggiore per i redditi da lavoro dipendente e da pensione.

Per quanto riguarda il cuneo fiscale e contributivo, nel Nord-ovest raggiunge il 45,8%, mentre al Sud e nelle Isole è al 42,6% del costo del lavoro. Data la struttura del mercato del lavoro, dove le donne guadagnano redditi mediamente più bassi rispetto agli uomini, il cuneo delle lavoratrici risulta inferiore di quasi tre punti percentuali rispetto a quello dei lavoratori. Il prelievo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro autonomo arriva al 37,2% se si include l'imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e si attesta al 33,9% al netto di questa componente. Il carico tributario e contributivo dei lavoratori autonomi è quindi di oltre 7 punti percentuali inferiore al cuneo sui redditi da lavoro dipendente, mentre la distanza tra il carico delle lavoratrici autonome e quello degli uomini è di solo un punto percentuale. A livello di ripartizione, la pressione fiscale e contributiva sul reddito autonomo risulta un po' più elevata al centro (37,7%).

Considerando le caratteristiche individuali dei percettori di reddito da lavoro dipendente, il cuneo si amplia con l'aumentare della classe di età e dell'anzianità contributiva dei lavoratori, passando dal 42,7% per i lavoratori con meno di 35 anni al 46,3% per i dipendenti di età compresa fra i 55 e i 64 anni. Dai 65 anni in poi la riduzione della componente contributiva ridimensiona drasticamente il cuneo al 30% del costo del lavoro. Relativamente alla posizione lavorativa, il cuneo fiscale e contributivo raggiunge il 51,1% per i dirigenti e oltre il 49% per i quadri.

Il carico fiscale, comprensivo delle imposte dirette e dell'Irap, sul reddito da lavoro autonomorisulta un punto percentuale più elevato al Centro (21,6%) rispetto alla media nazionale. L'incidenza delle imposte cresce all'aumentare della classe di età dei percettori di reddito da lavoro autonomo ed è più elevata in presenza di lavoro organizzato con dipendenti e per 30 ore e più alla settimana. Viceversa, l'incidenza delle imposte risulta inferiore di quasi 5 punti percentuali per i liberi professionisti e i lavoratori in proprio senza dipendenti, che lavorano meno di 30 ore alla settimana.

FONTE: ilmessaggero.it

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