sabato 15 maggio 2010

Edilizia fiaccata dalla crisi: 137mila posti di lavoro persi


«In un anno non è cambiato nulla: solo le perdite per il settore si sono fatte più pesanti». L'urlo di dolore arriva dagli Stati generali delle costruzioni riunito oggi a Roma, a 12 mesi dalla sua prima convocazione. Intorno al tavolo, a snocciolare dati per nulla confortanti, ci sono tutti: sindacati, Ance, grandi costruttori e rappresentanti dell'indotto. E per tutti lo scenario è drammatico.

Questa la fotografia: nel 2009 137mila persone hanno perso il posto di lavoro nel solo settore delle costruzioni che però sommato a quello dell'intero indotto danno 210mila posti di lavoro in meno; nello stesso anno 9mila imprese hanno chiuso e altre 7.800 hanno fatto la stessa fine in soli tre mesi del 2010; i fallimenti poi sono stati 2mila; negli ultimi 6 anni il numero di bandi di gara per lavori pubblici si è ridotto del 55 per cento.

«Vogliamo essere convocati a Palazzo Chigi – ha tuonato Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance – e se non otterremo risposte concrete entro i mesi di giugno e luglio siamo pronti a scendere in piazza». La coincidenza di un Cipe che proprio ieri ha dato il via libera a 17 miliardi in grandi opere non ha sortito alcun effetto: i rappresentanti di categoria parlano di un segnale che va salutato positivamente ma che non risolve i problemi del settore, «anche perchè tra l'approvazione e la spesa passano mediamente tre anni».

Buzzetti ha anche ricordato l'importanza delle nuove regole sulla semplificazione della Conferenza dei servizi («qualcuno alla Camera fa resistenza e sono gli stessi che parlando di modernizzare il Paese»). E sulle vicende legate agli scandali giudiziari l'Ance mette le mani avanti: «Siamo stati i primi e per molto tempo gli unici a schierarci contro il progetto di Protezione Civile Spa, alla fine del 2009».

FONTE: Flavia Landolfi (ilsole24ore.it)

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