
Ue: nel 2013 altri aiuti se serviranno. Per le Borse europee un'altra giornata di passione
La Grecia sarà oggi paralizzata dallo sciopero generale indetto contro la stretta anticrisi da 30 miliardi di euro del governo Papandreou. Per i timori legati al piano di salvataggio della Grecia ieri le borse europee hanno bruciato oltre 140 miliardi di capitalizzazione, azzerando i guadagni messi a segno da inizio anno. In scia Wall Street, con il Down Jones crollato in chiusura del 2,02%. Oggi in Spagna vertice tra il premier Josè Luis Zapatero ed il leader dell'opposizione Mariano Rajoy sul piano di aiuti alla Grecia e sulla manovra di riforma delle casse di risparmio spagnole.
Merkel: aiuti necessari. Gli aiuti alla Grecia sono necessari perchè «ne va del futuro dell'Europa e del futuro della Grecia in Europa». Così la cancelliera Angela Merkel ha difeso il piano di sostegno ad Atene parlando al Bundestag e assicurando che nessuna decisione sugli aiuti alla Grecia sarà presa senza la Germania o contro la Germania. «La chiave per superare la crisi è con la Grecia», ha aggiunto Merkel, per la quale l'Europa «si trova a un bivio».
Sciopero generale. Dopo le manifestazioni e l'astensione dal lavoro proclamata ieri dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy e da quello comunista Pame, la protesta si trasforma oggi in sciopero generale con la discesa in campo della confederazione del settore privato, Gsee. Lo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi e il primo dopo l'annuncio delle nuove misure di austerità, paralizza il paese oscurato da un black out informativo, a causa dello sciopero dei giornalisti, e bloccato dallo stop al traffico aereo, ferroviario, marittimo e urbano (questo parziale per consentire l'arrivo dei manifestanti). Sono chiusi inoltre ospedali, scuole, banche, uffici pubblici e negozi (questi ultimi con l'eccezione di Atene).
Piano condannato da opposizione. Il piano di austerità è condannato, oltre che dai sindacati, da tutta l'opposizione politica che, a cominciare da Nuova Democrazia (ND, centrodestra), voterà contro in parlamento ad eccezione del piccolo partito di estrema destra Laos. La legislazione ha tuttavia l'approvazione garantita grazie alla maggioranza di 160 seggi su 300 di cui gode il partito di governo Pasok.
Il piano concordato con Ue-Fmi in cambio di 110 miliardi di euro in tre anni, prevede nello stesso periodo una riduzione della spesa per 30 miliardi grazie al congelamento dell'impiego e a tagli su salari e pensioni per i dipendenti pubblici, riforma fiscale con aumento dell'Iva e delle imposte su carburanti, alcolici, sigarette e beni di lusso. Nonchè in virtù della riduzione delle indennità di licenziamento e degli straordinari ed estensione della possibilità di licenziare nel settore privato. Contro il piano scendono oggi in piazza operai, impiegati, agricoltori, studenti, professori e pensionati, insieme all'intera sinistra parlamentare ed extraparlamentare e al movimento anarchico con marce e concentrazioni in tutto il paese.
«Anche nel 2013 copriremo le necessità della Grecia se ce ne sarà bisogno»: così il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Olli Rehn ha risposto a chi gli chiedeva se i 110 miliardi di aiuti stanziati per Atene fossero sufficienti. «Il piano Ue-Fmi è triennale, ed è stato pensato per coprire tutte le necessita di finanziamento della Grecia fino al 2012». Il commissario ha però aggiunto che «anche nel 2013 copriremo tali necessità se ce ne sarà bisogno».
Rehn: Grecia ha truccato conti per anni. Il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, sottolineando come sia stato «l'unico Paese ad aver truccato i conti per anni, ma ora li ha corretti». «Nessun altro Paese europeo può essere paragonato alla Grecia», ha insistito Rehn, dicendosi «fiducioso che alla fine riuscirà a risistemare le cose». In una conferenza stampa a Bruxelles per presentare le previsioni economiche di primavera, il commissario ha poi precisato che i dati sono del 20 aprile e dunque non tengono conto delle cifre diffuse da Eurostat due giorni dopo. Per cui, rispetto alle previsioni, il Pil greco diminuirà del 4% nel 2010 (e non del 3%) e del 2,5% nel 2011 (e non dello 0,5%). In ogni caso, ha chiarito Rehn, «le previsioni sulla Grecia non cambieranno quelle per l'eurozona, perchè incidono solo per il 2%».
Per le Borse europee si profila un'altra giornata di passione. Dopo la deblacle della vigilia e un'iniziale rialzo che ha dato l'illusione di una ripresa dei mercati,le piazze del Vecchio continente, ad oltre un'ora dall'apertura delle contrattazioni, appaiono deboli sui timori che l'effetto Grecia contagi anche Spagna e Portogallo. Sotto pressione Atene che, nel giorno dello sciopero generale, cede il 3,73%, così come Madrid (-2,47) e Lisbona (-2,43%) L'indice d'area Dj Stoxx 600 cede quasi un punto percentuale.
«Un rischio di contagio» dalla Grecia verso altri Paesi dell'Eurozona «è sempre possibile» ed è «necessario essere molto vigili». Lo ha detto il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn, al quotidiano francese Le Parisien. È necessario, ha aggiunto, evitare questo tipo di rischi e «il piano greco è stato pensato anche con questo obiettivo». Il Portogallo, uno dei Paesi presi di mira dalla speculazione, «sta già prendendo tutta una serie di misure - ha osservato Strauss-Kahn - e gli altri Paesi sono in una situazione molto più solida». «Non ci sono rischi reali» per Francia, Germania e per gli altri grandi Paesi dell'Eurozona.
FONTE: ilmessaggero.it



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