giovedì 3 giugno 2010

Trento capitale dell'economia


L'informazione. Il suo stretto rapporto con le scelte, la sua influenza sullo sviluppo. Da domani e per quattro giorni si discute di questo a Trento nell'ambito della quinta edizione del Festival dell'economia. Nel 2006 il primo di questi appuntamenti impressionò per la capacità di attrarre un pubblico vasto e composito. Stupì l'attenzione che i temi dell'economia riuscivano a suscitare ed è anche per questo che nell'edizione che celebra il primo lustro si è deciso di puntare l'obiettivo sull'informazione «perchè – come ha spiegato il responsabile scientifico Tito Boeri – il mondo in cui viviamo è sempre più ricco di informazioni e sempre più povero di attenzione». Proprio l'informazione, o meglio un certo tipo di informazione, è sotto accusa per la crisi che dallo scorso anno ha messo sotto pressione il mondo intero. Una asimmetria informativa ha in qualche modo favorito il crollo legato al fenomeno dei titoli tossici. Partirà proprio con un approfondimento sulla mutazione dei prezzi in un mercato in cui vengono a mancare molte informazioni di base l'analisi che Vernon L. Smith, premio Nobel per l'economia nel 2002, farà domani, mettendo a confronto la crisi attuale con quella del 1929, per entrambe c'è un analogo punto di partenza: una grande bolla immobiliare. Ma ad aprire la lunga serie di eventi del Festival sarà l'appuntamento forse più atteso, quello con Robert D. Putnam, considerato dai giornali internazionali come «l'accademico più importante del mondo oggi». Putnam, dopo la cerimonia di apertura, nelle sale del Castello del Buonconsiglio risponderà alle domande del direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta sull'era di Obama e le sfide di una società multietnica. Poi si andrà ad un crescendo di appuntamenti a tutte le ore con più di 60 relatori fino ad arrivare alla giornata conclusiva, domenica 6 giugno, con l'incontro con Nouriel Roubini, il professore turco che per primo aveva previsto la crisi finanziaria e che a tutt'oggi ritiene che il problema sia tutt'altro che superato. Nel mezzo ci sarà spazio, tra l'altro, per parlare di informazione zoppa sulla struttura di controllo delle società con il presidente di Rcs Piergaetano Marchetti, del "caso Alitalia" tra informazione e realtà con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, di trasparenza e finanza con Corrado Passera. Dopo i "processi" della precedente edizione la novità quest'anno è il format "vero/falso" che cercherà di fare chiarezza, magari sfatando anche radicati miti, su alcuni temi molto seguiti dai media nell'ultimo anno, come le pandemie influenzali piuttosto che il rapporto fra immigrazione e criminalità. Completano il quadro dell'offerta spettacoli di tutti i tipi, mostre, laboratori per bambini e ragazzi, incontri organizzati da varie associazioni, presentazioni di libri, occasioni di confronti informali nei caffè delle piazze. Come da tradizione Trento si è già colorata di arancione per l'evento esponendo ovunque lo scoiattolo simbolo del Festival. Nei quattro giorni sono attesi almeno 50mila ospiti, perchè se l'evento ha un'impostazione culturale è anche vero che ha un importante ritorno economico : a fronte di un milione di spese generali l'indotto, nella precedente edizione, ha superato i 2,5 milioni.50mila


L'EVENTO

50mila - I visitatori
Nei giorni del Festival dell'economia sono attesi almeni 50mila visitatori 2,5 milioni

2,5 milioni - L'indotto
A fronte di un costo di circa un milione di euro, il Festival dell'economia di Trento genera un indotto che nel 2009 ha superato i 2,5 milioni di euro

FONTE: Claudio Pasqualetto (ilsole24ore.it)

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