martedì 17 agosto 2010

Caserme, cimiteri e terreni incolti Il patrimonio italiano in vetrina


L'Agenzia del Demanio ha pubblicato sul sito la lista dei beni pubblici che potrebbero essere venduti: migliaia di schede di strade, edifici spesso fatiscenti, ruderi abbandonati che rappresentano la storia di ogni piccola località


Angoli, strade, edifici, caserme e cimiteri, aree spesso diroccate o in condizioni fatiscenti. Il patrimonio dello Stato, che nell'ambito del federalismo demaniale potrebbe in parte passare agli enti locali 1 ed essere eventualmente venduto, non è solo il paesaggio montano, le innumerevoli spiagge o le antiche residenze, ma è composto in gran parte di pezzetti d'Italia che ricordano e raccontano il passato e il presente di tante piccole località e frazioni. Terreni incolti, alvei di fiume, ruderi di ogni genere, ma anche rifugi antiaerei, ex case littorie, ricoveri per senzatetto per disastri accaduti oltre sessant'anni fa.

La lista del patrimonio italiano è disponibile sul sito dell'Agenzia del Demanio 2 "a eccezione - spiega una nota sulla homepage - dei beni in uso alle pubbliche amministrazioni, di quelli appartenenti al demanio storico artistico, nonché di quelli situati nelle Regioni a statuto speciale e nel Comune di Roma". Sono migliaia di indirizzi con una breve scheda e prezzi di inventario, a volte accompagnati da immagini scattate in fretta e di bassa qualità. La consultazione non è veloce: bisogna sapere bene cosa cercare e dove, visto che per accedere agli elenchi si deve scegliere la regione, poi la provincia e il comune. E non basta, bisogna poi scegliere obbligatoriamente la tipologia dell'immobile selezionando tra beni oggetto di intese con enti territoriali, università, luoghi di culto, beni oggetto di accordi internazionali o altro patrimonio. Nonostante il periodo di ferie estive, il sito, che viene aggiornato ogni 15 giorni, ha registrato oltre 60.000 contatti. Tra gli utenti ci sono sicuramente i curiosi ma anche i responsabili degli enti locali che possono dare una sbirciata al mega magazzino online per valutare eventuali richieste.

Spulciando le migliaia di schede si trovano molte curiosità ma anche pezzi di un'Italia datata. A Venezia Lido ci sono gli alloggi popolari che erano stati costruiti dopo la guerra, con i finanziamenti della legge del 1947, per accogliere coloro che avevano visto la propria abitazione distrutta dai bombardamenti. Per restare nei ricordi del periodo della guerra, a Perugia c'è invece il ricovero antiaereo sottostante il palazzo del Governo in Piazza Italia. Richiama alla storia della prima metà del secolo scorso anche la ex Casa Littoria di Genova, in località Geminiano.

Girovagando tra le schede a Capri c'è il Fortino San Michele nella proprietà del principe Caracciolo, all'isola del Giglio i terreni ferriferi, mentre all'Elba rientrano nella lista il bastione e i magazzini di san Francesco oltre all'Arsenale delle Galeazze a Portoferraio. E ancora il Fabbricato per i senza tetto san Bonaventura a Bagnoregio, la cantina in via del Tavolato a Capranica, il cimitero militare alleato a Caserta, la zona monumentale della Valletta di Belfiore a Mantova dove sono elencati anche alcuni terreni costituenti il lungolago dei Gonzaga e una porzione dell'impianto petrolchimico. C'è poi il rifugio antiaereo in galleria presso il castello di Lerici o l'ex casa del fascio a Venezia.

Era pensato per i senzatetto, ma questa volta a causa del terremoto di 63 anni fa, il fabbricato di Argusto a Catanzaro. C'è poi una ex stazione di bachicoltura ad Ascoli Piceno o l'ex convento dei Domenicani a Mola di Bari (valore inventariale: oltre due milioni di euro). A Catanzaro Lido c'è invece il "Vecchio fanale distrutto", così come è indicato nella sua scheda, con tanto di fotografia; questo varrebbe solo 596,63 euro anche se "non sono prezzi di vendita - tengono a precisare dall'Agenzia del Demanio - le cifre contenute nelle schede sono valori inventariali, che sono stati inseriti perché i beni sono nel conto patrimoniale e dunque deve essere assegnato a ciascuno un valore. Ma non sono valori di mercato".

Altra precisazione: nulla di tutto questo è direttamente in vendita. Si tratta di un'operazione "trasparenza", precisa il Demanio sul sito, "nell'ambito delle attività propedeutiche all'attuazione del Federalismo Demaniale". Intanto vengono resi noti, se poi troveranno una valorizzazione o comunque una destinazione diversa da quella attuale si vedrà. Vendita vera e propria, invece, per l'ex carcere di Vigevano in Lombardia e l'ex caserma Piave in Liguria. I bandi d'asta sono stati pubblicati da qualche giorno dalla stessa Agenzia. Ma se nel primo caso la richiesta base è di poco più di 600.000 euro, per l'ex caserma di Albenga la cifra è proibitiva: si parte infatti da una base d'asta di 40 milioni.

FONTE: Rita Celi (repubblica.it)

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