venerdì 13 agosto 2010

L'export riparte grazie all'euro debole (+22,8%). Prosciutto, occhiali e turbine fra i prodotti top


Se i consumi interni faticano a ritrovare slancio e ancora non rappresentano un solido gancio per la ripresa, le esportazioni italiane stanno dando segnali molto positivi. Secondo l'Istat in giugno sono aumentate del 22,8% rispetto allo stesso mese del 2009 - la crescita più significativa dal gennaio del 2001 - mentre le importazioni hanno registrato un +30,4 per cento. In valori assoluti, in giugno il disavanzo commerciale è arrivato a 3.058 milioni di euro, in peggioramento rispetto agli 899 milioni dello stesso mese di un anno fa. I prodotti top sono prosciutto, occhiali , arredamento e turbine. Ma la ripresa resta fragile e servono scelte coraggiose. Il vice ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, sostiene che giugno abbia chiuso «un semestre d'oro per le nostre esportazioni». Meno positive le previsioni per la seconda parte dell'anno dove «ci saranno maggiori difficoltà – dice Urso –. La ripresa subirà un rallentamento come dimostra la frenata degli Stati Uniti e, in misura diversa, della stessa Cina, dove l'import ha rallentato».

Fermandosi al bilancio dei primi sei mesi dell'anno, comunque, in giugno l'export segna una ulteriore accelerazione rispetto a maggio (+17,1%) mentre le importazioni si stanno assestando (+31,1% a maggio), pur se su livelli sostenuti. Ad acquistare i prodotti delle nostre aziende è soprattutto il mercato non comunitario che si è rivelato il più dinamico in assoluto con il +26,4%, rispetto a quello interno all'Unione Europea che si è fermato al +20,1%. Distinguendo per paesi, nel mese di giugno 2010 per le esportazioni si evidenziano incrementi significativi verso Turchia (+66%), paesi Mercosur (+63,5%), Russia (+40,8%), Stati Uniti (+31,8%) e Cina (+31,7%), ma anche verso partner comunitari, come Austria (+37,3%), Germania (+29,2%), e Francia (+22,1%).

Bisogna sempre varcare i confini comunitari per capire anche l'altro lato della medaglia, e cioè il forte aumento dell'import che si deve a una crescita del 37,4% dei flussi dai paesi extra Ue e a un incremento del 25,5% di quelli provenienti dai paesi comunitari. Tra i principali paesi extra Ue si registrano incrementi rilevanti per paesi Eda (+63%) e Cina (+52,7%), mentre tra i paesi comunitari, si rilevano andamenti particolarmente positivi per Austria (+49,7%) e Regno Unito (+40,7%).

FONTE: Cristina Casadei (ilsole24ore.it)

0 commenti: