
L'industria italiana si fa bella per il ritorno in patria del nucleare, tra i ritardi della politica e le polemiche delle Regioni. Con una "nostalgica" casualità: la dipartita da Caorso all'inizio dell'estate delle ultime 64 barre di uranio (in tutto erano 1.032), "salpate" dalla ex centrale alla volta della Francia (si veda Il Sole 24 Ore del 22 giugno). Questi i numeri principali del piano governativo, in attesa che la promozione, data per probabile, di Paolo Romani a ministro dello Sviluppo acceleri i nodi politici ancora da sciogliere: da qui al 2018-2019 è prevista la costruzione di otto reattori in grado di produrre 100 miliardi di chilowattora l'anno, un quarto del fabbisogno energetico.
Oggi l'atomo è parte essenziale del nostro programma infrastrutturale. Complice una maggioranza "nuclearista" che tuttavia, a un anno dalla legge 99/2009 che ha sancito il ritorno all'invenzione (tra gli altri) dei ragazzi di via Panisperna, non ha ancora sbloccato l'iter dell'Agenzia per la sicurezza nucleare.
Intanto i big dell'industria si sono già mossi, con due cordate che, assieme alle centinaia di piccole e medie imprese dell'indotto, saranno protagoniste del ritorno al nucleare. Da un lato c'è il raggruppamento tra Gdf Suez ed Eon, che per ora prevede solo l'esame di fattibilità con la partecipazione di partner locali, da Acea ad A2A. E poi il progetto più definito: quello di Enel ed Edf, con la collaborazione di Ansaldo (Finmeccanica), promosso dai governi Berlusconi e Sarkozy. Sulle 8 centrali in cantiere, Enel ed Edf si sono candidate alla costruzione di quattro basate sulla terza generazione avanzata di nucleare ad acqua pressurizzata (Epr), brevettate da Areva. I reattori Epr per il progetto italiano hanno una potenza di 1.600 megawatt e costano circa 4,5 miliardi di euro.
Secondo uno studio di Confindustria, se è vero che il nostro paese intende arrivare al 25% dell'energia prodotta con il nucleare, saranno necessari 30 miliardi di euro dei quali circa il 70% potrebbero riguardare l'indotto italiano, quindi oltre 20 miliardi. E proprio Viale Dell'Astronomia, insieme con Enel, ha iniziato nei mesi scorsi un road show per reclutare piccole e medie imprese, nel quale sono già state selezionate 514 aziende da coinvolgere nella rinascita del nucleare.
FONTE: Daniele Lepido (ilsole24ore.it)



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