venerdì 10 dicembre 2010

Green jobs in cerca di manager. Ecco realtà e prospettive dei lavori verdi

Si espande in Italia, come nel resto del mondo, il mercato dei green jobs, trainato dalla diffusione delle energie rinnovabili. Secondo una ricerca della società di recruiting Michael Page International, quest'anno nel nostro paese i posti di lavoro legati alla produzione di energia pulita sono aumentati del 17% rispetto al 2009. In crescita le assunzioni di profili manageriali, come project manager e site manager, capaci di gestire lo sviluppo degli impianti. Altre figure richieste sono gli addetti alle vendite, i business developer, che hanno il compito di individuare le zone dove conviene investire, e i progettisti degli impianti, che solitamente sono ingegneri elettrici ed elettronici.

Con i green jobs continua l'inchiesta del Sole24ore.com dedicata al lavoro (leggi le interviste ai capi del personale di Microsoft,Enel, Decathlon, Ikea; il decalogo sulle agenzie di selezione e i consigli per compilare il curriculum).

"Le aziende italiane e straniere attive nelle rinnovabili cercano project manager, in genere laureati in ingegneria gestionale o in economia e commercio, in grado di coordinare diverse iniziative sul territorio e persone dalle elevate competenze tecnico-scientifiche a cui affidare la progettazione e la gestione di sistemi complessi. I project manager vengono richiesti soprattutto da aziende che hanno sede nel Lazio, in Lombardia e nel Triveneto, mentre i site manager lavorano negli impianti, localizzati in prevalenza nel centro-sud. Il resto degli addetti, circa l'80% del totale, invece sono installatori e addetti alla manutenzione", spiega Emilio Luongo, responsabile della divisione Green Economy della società di selezione Gi Group e autore del libro Green Job, edito da Hoepli.

Dai green jobs alla green economy
In base ai numeri forniti dal Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro), nel nostro paese gli occupati nelle fonti energetiche rinnovabili (Fer) sono oltre 100mila. Le previsioni per il 2020 indicano oltre 51mila nuovi posti di lavoro, qualora i ritmi di crescita dovessero essere in linea con quelli attuali. In presenza di investimenti più cospicui, invece, i nuovi assunti sarebbero molti di più: da 102mila a 111mila. Si attende un'espansione costante dell'eolico e del fotovoltaico, mentre potrebbe guadagnare posizioni il settore delle biomasse, che necessita di interventi poco costosi e idonei a essere inseriti all'interno di aziende agricole e allevamenti presenti su tutto il territorio nazionale. "Tuttavia, il fenomeno diventa ancora più importante se non ci si limita a considerare soltanto le Fer. La green economy, a mio avviso, va intesa in modo più ampio, includendo anche la mobilità sostenibile, la bioagricoltura, la bioedilizia e la gestione dei rifiuti. E, ancora, stanno in questo ambito la scienza dei materiali, le iniziative che mirano al risparmio energetico e, più in generale, il movimento culturale che fa riferimento all'idea dello sviluppo sostenibile. Se ragiona così, si vede bene come le aziende green sono molte di più di quelle che si occupano direttamente di energia rinnovabile", fa notare Luongo.

FONTE: Luca Vaglio (ilsole24ore.it)

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