
venerdì 27 agosto 2010
Istat, boom del lavoro "intermittente" aumentato del 75% tra il 2007 e il 2009

venerdì 20 agosto 2010
Scatta la corsa al business atomico

martedì 17 agosto 2010
Caserme, cimiteri e terreni incolti Il patrimonio italiano in vetrina

L'Agenzia del Demanio ha pubblicato sul sito la lista dei beni pubblici che potrebbero essere venduti: migliaia di schede di strade, edifici spesso fatiscenti, ruderi abbandonati che rappresentano la storia di ogni piccola località
venerdì 13 agosto 2010
L'export riparte grazie all'euro debole (+22,8%). Prosciutto, occhiali e turbine fra i prodotti top

Fermandosi al bilancio dei primi sei mesi dell'anno, comunque, in giugno l'export segna una ulteriore accelerazione rispetto a maggio (+17,1%) mentre le importazioni si stanno assestando (+31,1% a maggio), pur se su livelli sostenuti. Ad acquistare i prodotti delle nostre aziende è soprattutto il mercato non comunitario che si è rivelato il più dinamico in assoluto con il +26,4%, rispetto a quello interno all'Unione Europea che si è fermato al +20,1%. Distinguendo per paesi, nel mese di giugno 2010 per le esportazioni si evidenziano incrementi significativi verso Turchia (+66%), paesi Mercosur (+63,5%), Russia (+40,8%), Stati Uniti (+31,8%) e Cina (+31,7%), ma anche verso partner comunitari, come Austria (+37,3%), Germania (+29,2%), e Francia (+22,1%).
Bisogna sempre varcare i confini comunitari per capire anche l'altro lato della medaglia, e cioè il forte aumento dell'import che si deve a una crescita del 37,4% dei flussi dai paesi extra Ue e a un incremento del 25,5% di quelli provenienti dai paesi comunitari. Tra i principali paesi extra Ue si registrano incrementi rilevanti per paesi Eda (+63%) e Cina (+52,7%), mentre tra i paesi comunitari, si rilevano andamenti particolarmente positivi per Austria (+49,7%) e Regno Unito (+40,7%).
FONTE: Cristina Casadei (ilsole24ore.it)
mercoledì 11 agosto 2010
Le sei mosse per garantirsi il futuro

Le ultime riforme hanno spostato in avanti il traguardo. E il trattamento sarà sempre più ridotto. Ecco gli alleati che possono aiutare ad assicurarsi una vecchiaia più tranquilla
martedì 10 agosto 2010
L'impresa Italia recupera redditività, ma sui ricavi ancora non ci siamo

Si tratta di indicazioni significative per tastare il polso all'economia reale, perchè, anche se le semestrali non sono disponibili per tutte le imprese analizzate, il giro d'affari complessivo del campione di 2025 società è rappresentativo del 51% dell'industria italiana (il 43% della manifattura), il 68% dei servizi pubblici, il 33% delle attività nei trasporti, il 24% della distribuzione al dettaglio.
L'eccezione è rappresentata dal settore delle costruzioni che anche lo scorso anno, seppur di poco (+0,3%), hanno ampliato il giro d'affari, grazie però in particolare ai cantieri all'estero (+27,3% l'export). È il contrario di quanto registrato a livello dell'intero campione, dato che le vendite totali delle 2025 imprese analizzate hanno subito una battuta d'arresto più pesante oltre confine (-19,2%) che sul mercato domestico (-15,5%). Pochi altri comparti sono riusciti ad attraversare la crisi senza dimagrire: il farmaceutico, cresciuto del 3,3%, e la grande distribuzione, che ha aumentato il giro d'affari dell'1,5% ma soprattutto grazie all'apertura di nuovi punti vendita. Se si riclassificano le imprese per dimensioni, all'interno dell'industria manifatturiera (-17,2% i ricavi), si vede che hanno sofferto di più i maggiori gruppi (-19,1%) e le aziende medio-grandi (-19,3%), piuttosto che le medie imprese (-16,3%) che oltretutto hanno tagliato di meno investimenti (-15,5% contro la media del 23,1%) e occupazione (-1,7% contro -2,8%).


