
Oltre 8 euro per i pagamenti allo sportello, fino a 4,5 gli ordini ricorrenti. Stop alle domiciliazioni gratis
Abbiamo analizzato i conti correnti per famiglie di sei istituti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl, Bpm, Ubi (vedi tabella). Alcuni hanno ritoccato le spese al rialzo, in particolare proprio il Montepaschi presieduto da Giuseppe Mussari, da luglio presidente anche dell'Abi, e l'Ubi. Altri no, come Intesa Sanpaolo, Bnl e Unicredit (che però era già intervenuta su canone e prelievi in primavera). La media naturalmente è quella di Trilussa, ma lo stesso significativa. A fianco dei picchi, nelle operazioni in filiale e con i contanti, da evitare assolutamente - un bonifico per cassa allo sportello costa ancora fino a 8,5 euro (Intesa Sanpaolo) e il pagamento delle utenze, sempre allo sportello e per cassa, sfiora i 6 euro (5,8 euro in Bpm) - sono cresciuti gran parte dei costi medi.
Capitolo bonifici. Per l'«effetto Mps», in media sono saliti tutti: 6,81 euro quelli per cassa (era 6,73), quasi 2 euro quelli permanenti (1,88 euro contro 1,28 a maggio), 54 centesimi online (erano 37). In compenso, è sceso da 4,03 a 3,86 euro il bonifico allo sportello con addebito in conto, sempre per l'effetto Mps, che, questa spesa, l'ha ridotta.
Capitolo utenze. Con l'Ubi che rompe il fronte del gratuito, ora si pagano persino le domiciliazioni: 14 centesimi in media. Il gruppo guidato da Victor Massiah (che, fra l'altro, ha anche alzato il costo del prelievo Bancomat su altra banca, da 1,8 a 1,9 euro) è l'unico finora a chiedere questa commissione, ma c'è da credere che seguiranno altri.
Quanto agli altri canali: pagare le bollette per cassa costa in media ormai 4,15 euro (era 3,81), allo sportello con addebito in conto 2,32 euro (era 2,30), via Internet 76 centesimi (erano 72). «Abbiamo alzato i costi, che ricordiamo sono solo per i nuovi clienti, per due motivi - dice Mps -. Primo, perché i nostri listini erano fermi da anni. Secondo, per l'impatto della direttiva su servizi e pagamenti, che ha spinto le banche a riequilibrare la struttura dei costi. Per noi ci sono maggiori oneri, perché elimina totalmente i ricavi dai giorni-valuta». Il paradosso è che questa direttiva è nata, come l'Isc, a vantaggio dei consumatori. Il bicchiere mezzo pieno è che, grazie alla trasparenza, oggi i clienti possono confrontare davvero i costi. E decidere, nel caso, di cambiare la banca.
FONTE: Alessandra Puato (corriere.it)






