martedì 30 novembre 2010

Marchionne presenta la nuova Fiat agli analisti. L'auto punta a ricavi doppi nel 2014

Fiat riparte nel 2011 con un nuovo marchio. Con le previsioni di un fatturato in crescita a 29 miliardi nel 2014. E con l'appoggio dei sindacati a replicare il modello Mirafiori. Questi gli spunti che sono emersi finora nella presentazione delle nuove strategie del Lingotto nell'ambito di un evento in corso a Piazza Affari, in programma fino alle 18.30. Presenti l'a.d. Sergio Marchionne, il ceo di Cnh, Harald Boyanovsky, il numero uno di Iveco e Fpt, Alfredo Altavilla, il tesoriere Camillo Rossotto e il capo Investor Relator, Marco Auriemma.


Nuovo marchio
Per effetto della scissione di Fiat Group, decisa in occasione dell'assemblea degli azionisti il 16 settembre, ci saranno il primo gennaio 2011 Fiat Spa e Fiat Industrial Spa, due nuovi gruppi, entrambi quotati alla Borsa di Milano, che avranno marchi distinti.

Fiat, con una chiara missione di business concentrata nel settore automobilistico (lo scorso 22 novembre ha presentato a Los Angeles la nuova 500 per il mercato degli Stati Uniti), si legge in una nota, sarà contraddistinta da un logo che riporta la scritta Fiat con lettere allungate e di colore blu. Il nuovo marchio nasce in risposta all'esigenza di differenziare il logo del gruppo automobilistico dal brand di prodotto in modo tale da rafforzare il ruolo guida della holding nella gestione di un complesso produttivo plurimarche.

La progettazione del marchio, in particolare, é stata guidata dalla volontà di creare un'icona in cui fosse possibile ritrovare un forte legame tra passato e futuro. Questo ha portato alla riedizione di un logo già rappresentato nell'iconografia storica dell'azienda, ma nel cui carattere é rintracciabile una forte tensione alla modernità e all'innovazione.

Fiat Industrial Spa, rappresentata dai veicoli industriali, dalle macchine per l'agricoltura e le costruzioni e dai relativi motori e trasmissioni, ha mantenuto l'iconografia che era stata creata per Fiat Group. Di questa, infatti, conserva l'intento di rappresentare solidità di un grande gruppo industriale. Rispetto al marchio Fiat Group, lo sfondo é il tradizionale blu dell'azienda e la denominazione Fiat Industrial é rappresentata con il colore giallo-arancio. I nuovi marchi, che sono stati realizzati da "Robilant Associati", sostituiscono il logo Fiat Group che era stato adottato nell'ottobre di cinque anni fa.

FONTE: www.ilsole24ore.it

venerdì 19 novembre 2010

L'Inps ha scoperto in dieci mesi 55mila lavoratori in nero


Le ispezioni effettuate sono state oltre 72.000, l'evasione contributiva accertata è di oltre 930 mila euro e si stima che entro fine anno potrebbe arrivare al miliardo e 200 milioni


Nei primi dieci mesi dell'anno l'Inps ha scoperto quasi 55 mila lavoratori in nero per un'evasione contributiva accertata di oltre 930 mila euro. Lo rende noto un comunicato diffuso dall'istituto di previdenza che ha condotto oltre 72 mila ispezioni. L'Inps stima che entro fine anno l'evasione contributiva accertata potrebbe assestarsi intorno al miliardo e 200 milioni.
''La lotta all'evasione contributiva continua incessantemente - dice il presidente Mastrapasqua - la nuova convenzione tra Inps e Agenzia delle Entrate, non potrà che portare nuova linfa alla lotta al lavoro nero''.

FONTE: repubblica.it

lunedì 15 novembre 2010

Giù la produzione, cresce la domanda: è il cioccolato l'oro nero del futuro


Una volta si diceva “una mela al giorno toglie il medico di torno”. Ma oggi la scienza sostiene che insieme a quella mela sarebbe bene mangiarsi una piccola tavoletta di cioccolato, di tipo fondente e poco zuccherato. Il cioccolato sembra infatti una mano santa: ricerche scientifiche provano che aiuta a prevenire la senilità, abbassa il colesterolo, protegge il cuore. E per di più, è molto buono. Nell’arco di dieci anni, dunque, il consumo delle tavolette con alto contenuto di cacao è andato alle stelle. Ma la coltivazione non tiene più testa alla domanda, ora arrivata a ben 2,8 milioni di tonnellate all’anno (1,2 solo in Europa). In tre anni, il prezzo all’ingrosso si è più che triplicato, passando da 17 a 35 dollari al chilo. Lo scorso mese di luglio, il prezzo ha raggiunto così il suo massimo storico. E i produttori lanciano un grido di allarme: se continua così, entro vent’anni il cioccolato sarà un vero lusso, «come il caviale», e solo i ricchi potranno permetterselo.

A complicare la vita dei chocoholics (i cioccolato-dipendenti) sono intervenuti componenti ambientali e sociali. Il primo è il fatto che la produzione di cacao è limitata alle zone equatoriali, e in alcune di esse, come l’Indonesia, i cambiamenti climatici hanno reso la coltura sempre più difficile. L’Indonesia è il terzo produttore mondiale. Ma anche nei primi due Paesi produttori, Costa D’Avorio e Ghana, nell’Africa Occidentale, la situazione non è affatto facile: l’albero di cacao richiede moltissima cura, ci impiega almeno tre-cinque anni a produrre, ed è soggetto ad attacchi di parassiti. E gli agricoltori che lo coltivano ci guadagnano si e no 80 centesimi al giorno.
La conseguenza di ciò è che i giovani si rifiutano di restare nelle terre e scappano verso le città, o verso altre forme di agricoltura più facile e remunerativa, come quella della palma da olio (usata per i biocarburanti). Nei campi di cacao restano gli anziani e i bambini.

Nel frattempo, la richiesta di cacao per cioccolato fondente (quello che fa bene) continua ad aumentare. E ci si aspetta che aumenterà ancor di più, non appena i due nuovi giganti dell’economia mondiale, India e Cina, scopriranno i vantaggi culinari e farmaceutici di questo antico prodotto della terra.

La difesa sembra stare nella diffusione del commercio solidale. Nei due Paesi africani si assiste a due diversi sviluppi: il Ghana sta creando cooperative che raccolgono circa 45 mila coltivatori, per evitarne l’esodo e assicurar loro una vita dignitosa. La Costa D’avorio è lontana da questa organizzazione, e gli esperti temono che la sua produzione sia a rischio: la sua speranza è l’accordo firmato con una grande società alimentare svizzera, che si è impegnata a piantare almeno un milione di nuovi alberi nell’arco dei prossimi due anni.
Nel frattempo, in vari Paesi del sud-America, come l’Ecuador, la produzione di cacao biologico dilaga velocemente. Ma si tratta in genere di piccole aziende ”boutique”, il cui prodotto è limitato e di alta qualità, e quindi costoso. Lo si trova spesso nei negozi più eleganti negli Stati Uniti, venduto in piccole tavolette numerate, come se si trattasse di opere d’arte.

FONTE: Anna Guaita (ilmessaggero.it)

domenica 14 novembre 2010

L'Euribor si è fermato. È finita la corsa? Le previsioni sui tassi per i mutui fino al 2014


L'Euribor si è fermato. In una settimana convulsa per i mercati finanziari europei (che hanno dovuto fronteggiare trimestrali bancarie non esaltanti unite alle rinnovate preoccupazioni sui debiti sovrani dell'Eurozona, Irlanda in primis) dal fronte interbancario è arrivato un punto fermo. Gli indici Euribor - che rappresentano il costo a cui le banche si prestano capitali fra di loro e che interessano da vicino gli italiani che hanno stipulato (o stanno pensando di farlo) un mutuo a tasso variabile dato che le rate sono indicizzate proprio a questi parametri - si sono appiattiti. Dopo sette mesi di rialzi consecutivi.

Nel dettaglio, l'indice a 3 mesi è stato fissato oggi alle 11 al tasso dell'1,049%, in ribasso rispetto all'1,05% di giovedì, che era poi lo stesso valore di inizio settimana. È la prima settimana, da agosto, in cui questo indicatore non cresce. Anzi, seppur briciole, ha perso qualcosina. Piatto anche l'indice a 1 mese, fermo da tre giorni allo 0,852 per cento.

Come mai? Secondo gli operatori la frenata di questo parametro riflette l'ampia liquidità in circolazione. In sostanza gli istituti di credito in questo momento non si stanno strappando i capelli per chiedere/prestare capitali. Del resto, che sul mercato interbancario sia una fase di calma piatta, lo dimostrano anche i dati del collocamento di ieri, giovedì 11 novembre, di fondi della Banca centrale europea all'1%, che ha mostrato l'ennesimo calo delle richieste da parte delle banche della zona euro. Nel dettaglio, l'istituto centrale ha assegnato 12,552 miliardi di euro contro poco meno di 36 che rientrano (restituiti in quanto in scadenza), soddisfacendo interamente le richieste pervenute da 23 banche. Calma piatta che, quindi, non spinge certo all'insù gli Euribor.

È quindi finita la mini-corsa dell'Euribor? Se si guardano le previsioni sull'andamento dell'Euribor a 3 mesi (attraverso i contratti future scambiati nel mercato londinese Liffe) si denota un timido rallentamento della cresciuta (attesa) di questo indice al termine del prossimo triennio (quando le aspettivave vertono versa una normalizzazione dell'andamento economico e, di conseguenza, verso una normalizzazione dell'Euribor intorno alla sua media storica che è pari al 3%). Un mese fa i future sull'Euribor 3 mesi a fine 2011 portavano questo parametro all'1,38 per cento. I contratti odierni, invece, lo prezzano all1,3 per cento (8 punti base in meno). Scenario diverso, invece, per fine 2012. Un mese fa il contrato future proiettava l'indice all'1,63% mentre gli scambi odierni lo proiettano all'1,73 per cento (10 punti base in più).

FONTE Vito Lops www,ilsole24ore.it

mercoledì 10 novembre 2010

Il grido di dolore dell'agricoltura


Il maltempo ha devastato le campagne con interi raccolti, soprattutto ortofrutticoli, completamente distrutti. Migliaia di ettari sono ancora sott'acqua mentre la furia delle intemperie ha causato lo smottamento dei terreni e spazzato via intere strade rurali. Stalle, serre e attrezzature sono allagate o inagibili. Le organizzazioni agricole sono in allarme e stimano danni di circa un miliardo in Veneto ma anche in Calabria, Toscana, Friuli, Campania e Basilicata.
La Confederazione italiana agricoltori (Cia) ha attivato un monitoraggio sulle zone colpite e istituito punti di soccorso per venire incontro alle esigenze degli agricoltori. «Centinaia di famiglie – ha sottolineato il presidente, Giuseppe Politi – non hanno più niente e per loro la Cia ha aperto una sottoscrizione per portare aiuto e solidarietà».
La prima risposta del Governo con la proclamazione dello stato d'emergenza nelle regioni colpite appare insufficiente. «Servono risorse adeguate – sottolinea Politi – per venire incontro alle necessità di una popolazione duramente colpita, di un sistema imprenditoriale che ha subito conseguenze dilanianti. Non ci si può limitare alla presa d'atto di uno scenario disastroso. È indispensabile intervenire in fretta e soprattutto nel modo più opportuno». Anche per la Confagricoltura «i fondi richiesti dalla Protezione Civile, pari a 20 milioni di euro, appaiono inadeguati anche solo per i primi interventi». I danni, infatti, sono di gran lunga superiori. Nel Nord-Est sono andati distrutti cereali, tabacco, piante e fiori e ortaggi tra cui il rinomato radicchio. La vendemmia è salva, ma circa 500 ettari di vigneto appartenenti alla Doc del Soave – 7mila ettari in totale – sono stati coinvolti nelle alluvioni. L'acqua e il fango, come segnala il Consorzio di tutela, «hanno raggiunto anche l'altezza di 2 metri, arrivando in alcuni punti a coprire completamente i vigneti». Al momento è difficile una stima precisa dei danni alla filiera vitivinicola, «ma si annunciano pesanti». Gravi difficoltà si segnalano anche per la raccolta delle olive e per il trasporto del latte mentre sono a forte rischio gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame. Secondo la Coldiretti sono letteralmente annegati centomila tacchini, ventimila polli, cinquemila conigli e centinaia di maiali e mucche per un totale di circa 150mila capi. «Si tratta di una vera e propria carneficina che – rileva l'organizzazione – ha colpito principalmente il triangolo di terra compreso nelle province di Padova, Vicenza e Verona dove forte è la concentrazione di allevamenti, che si trovano ora in ginocchio». La richiesta di Coldiretti è quella di prevedere già nella prossima finanziaria «un giusto indennizzo agli allevatori in base all'entità delle perdite subite».

FONTE: ilsole24ore.com