martedì 24 maggio 2011

Tassi in rialzo? Ecco i bond (per durata e Paese) consigliati dagli esperti


I tassi di interesse sono destinati, nell'arco del prossimo biennio, anormalizzarsi intorno al 3 per cento. Lo indicano i contratti future sugli indici Euribor che sintetizzano l'opinione prevalente degli operatori del settore. Considerando che allo stato attuale siamo all'1,25% c'è quindi da aspettarsi, al netto di ulteriori stravolgimenti macroeconomici, nell'arco dei prossimi 24 mesi una mini-serie di strette monetarie da parte della Banca centrale europea.

Se così sarà, per chi è orientato a investire la liquidità in strumenti obbligazionari su quali durate e su quali Paesi è meglio posizionars i? (guarda la tabella dei rendimenti dei bond governativi per le varie durate). In uno scenario, come quello attuale, in cui la Grecia si avvicina una ristrutturazione (soft) del debito e il debito italiano ha incassato nel week end una revisione al ribasso dell'outlook (da stabile a negativo) da parte dell'agenzia di rating Standard and Poor's, non è facile scegliere. Gli esperti, però, hanno visioni e strategie chiare, ovviamente da prendere con il condizionale perché nessuno, in finanza, ha la sfera di cristallo.

La domanda chiave del momento è: conviene investire oggi (quando si prospetta una prolunga fase di strette monetarie) in strumenti non indicizzati all'aumento dei tassi per un lungo periodo di tempo, come spesso viene prospettato in banca dove vengono proposti contratti obbligazionari a rendimento garantito che impegnano il capitale anche fino a 7 anni?

BTp da preferire al Bund
«È vero che siamo entrati in una fase di normalizzazione dei tassi e che nel giro di due anni arriveremo probabilmente al 3% - spiega Federico Mobili, gestore azionario di Bnp Paribas investment partners -. Ma ci sono ancora troppe incognite, a cominciare dai prezzi delle materie prime. Per questo motivo difficilmente ci sarà un cambiamento strutturale nel mercato obbligazionario. Ne consegue che investire in titoli a 10 anni, come i BTp, che oggi offrono rendimenti molto più interessanti rispetto al Bund tedesco, potrebbe essere un'occasione. Così come sono interessanti alcune emissioni a breve, tipo quella in scadenza a giugno 2012, delPortogallo con rendimenti netti intorno al 7 per cento. Ovviamente in questo caso, si tratta di un investimento ad alto rischio, considerate le preoccupazioni sui Pigs, cui dedicare solo una minima parte del portafoglio. In questa scia è da valutare anche un piccolo investimento in titoli spagnoli,Paese sta facendo un rientro molto importante della crisi immobiliare e finanziaria (anche se è alle prese con una crisi politica dopo la disfatta dei socialisti di Zapatero, ndr)».

FONTE: Vito Lops (ilsole24ore.it)

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