
I tassi di interesse sono destinati, nell'arco del prossimo biennio, anormalizzarsi intorno al 3 per cento. Lo indicano i contratti future sugli indici Euribor che sintetizzano l'opinione prevalente degli operatori del settore. Considerando che allo stato attuale siamo all'1,25% c'è quindi da aspettarsi, al netto di ulteriori stravolgimenti macroeconomici, nell'arco dei prossimi 24 mesi una mini-serie di strette monetarie da parte della Banca centrale europea.
Se così sarà, per chi è orientato a investire la liquidità in strumenti obbligazionari su quali durate e su quali Paesi è meglio posizionars i? (guarda la tabella dei rendimenti dei bond governativi per le varie durate). In uno scenario, come quello attuale, in cui la Grecia si avvicina una ristrutturazione (soft) del debito e il debito italiano ha incassato nel week end una revisione al ribasso dell'outlook (da stabile a negativo) da parte dell'agenzia di rating Standard and Poor's, non è facile scegliere. Gli esperti, però, hanno visioni e strategie chiare, ovviamente da prendere con il condizionale perché nessuno, in finanza, ha la sfera di cristallo.
La domanda chiave del momento è: conviene investire oggi (quando si prospetta una prolunga fase di strette monetarie) in strumenti non indicizzati all'aumento dei tassi per un lungo periodo di tempo, come spesso viene prospettato in banca dove vengono proposti contratti obbligazionari a rendimento garantito che impegnano il capitale anche fino a 7 anni?



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