martedì 30 agosto 2011

Consumatori: benzina troppo cara rispetto ai prezzi del Brent. Petrolieri: calcoli errati

Sul prezzo della benzina continuano a gravare 7 centesimi di troppo «dovuti alla doppia velocità» e che vengono «incamerati dalla filiera petrolifera». E' quanto sostengono Adusbef e Federconsumatori che, alla luce delle obiezioni dell'Unione petrolifera, hanno fatto i calcoli su quale dovrebbe essere il prezzo effettivo dei carburanti rispetto all'andamento del Brent. In questi giorni la quotazione del greggio europeo, affermano i consumatori, «si attesta attorno a 108 dollari (con un cambio euro-dollaro a 1,44). Per trovare un identico punto di confronto bisogna prendere in considerazione il periodo a cavallo di gennaio e febbraio 2011, con identica quotazione rettificata con il cambio euro-dollaro a 1,35/1,36. In quei giorni la benzina veniva venduta a 1,46 euro al litro ed il gasolio a 1,34 euro al litro».

«È evidente - sottolineano - come ad oggi vi sia un differenziale di 14 cents in più sul prezzo di quei due carburanti poiché la benzina viene venduta oggi attorno a 1,60 euro al litro e il gasolio a 1,48 euro. Di questi 14 cent, 7 sono causati da una sciagurata decisione dell'esecutivo che ha portato la benzina, tra aumenti dell'accisa e Iva, da 81 a 88 centesimi al litro di tassazione, e il gasolio da 65 a 72 cent. Gli altri 7 sono invece dovuti a quella che si può sempre definire la doppia velocità del prezzo della benzina». Le associazioni calcolano quindi che l'automobilista, rispetto a febbraio 2011, paga ogni pieno 7 euro in più.Petrolieri: calcoli sbagliati, il greggio è aumentato. Quando per confrontare l'andamento del prezzo della benzina con quello del petrolio ci si richiama al greggio americano si commette «un errore», perché «il riferimento vero è il prezzo del Platts». Così Piero De Simone, direttore generale dell'Unione petrolifera, replica alle accuse di sindacati e consumatori che in questi giorni hanno riportato alla ribalta il problema degli alti costi dei carburanti. «Se facciamo riferimento al Platts - afferma nel corso della trasmissione Baobab di Radio - tra gennaio e febbraio 2011 vediamo che il prezzo era di 0,470-0,480 euro litro. Oggi siamo 0,562. Quindi c'è stato aumento, e non sono stati i petrolieri ad essersi messi in tasca i centesimi in più». De Simone sottolinea quindi che la differenza che esiste con i listini europei è «correlata alla situazione più critica del sistema distributivo italiano».

FONTE: ilmessaggero.it

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