Economia. Impennata dell’inflazione: 2,8% ad agosto contro il 2,7% del mese precedente. Per via soprattutto degli aumenti di benzina e trasporti. Ma, avverte l’Istat, il valore dei prezzi al consumo registra una crescita maggiore nel confronto annuale: +0,3%. Levata di scudi del Codacons: a causa del caro prezzi vacanze più caredegli ultimi dieci anni. A settembre nuova fiammata sui prodotti al dettaglio.Il Codacons lo aveva preannunciato che in seguito all’ondata di rincari, le vacanze per gli italiani quest’anno sarebbero state molto più esose del passato. E puntuale oggi è arrivata la conferma.
L’impennata dell’inflazione che ad agosto è salita a quota 2,8%, dato diffuso oggi dall’Istat, ne è la testimonianza. Stando ai numeri la sigla dei consumatori ha stimato che “le vacanze 2011, sotto ilprofilo degli incrementi di prezzi e tariffe, sono state per gli italiani le più care degli ultimi 10 anni”. Basti considerare una serie di fondamentali voci di spesa: la fiammata sul prezzo di benzina(+16% rispetto al 2010), trasporti (+5,7%), traghetti (+61,4%), aerei (+5,1%), treni (+9,7%).
Morale della favola: ognuna delle famiglie che ha avuto la possibilità (anzi la fortuna) di fare le ferie fuori di casa ha dovuto sborsare in questa stagione estiva 360 euro in più rispetto all’anno scorso.
Ma al ritorno in città ci attendono altre brutte sorprese. “Temiamo una nuova ondata di aumenti dei prezzi al dettaglio nel mese di settembre – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi”. Perché? “Con la riapertura degli esercizi commerciali –spiega il leader dell’associazione - i listini potrebbero subire ritocchi al rialzo, con effetti negativi sui consumi e sul tasso di inflazione, e con un conseguente depauperamento del potere d’acquistodelle famiglie”. Di male in peggio.
L’inflazione. È uno dei principali spauracchi, soprattutto in questo periodo di recessione: la fiammata ulteriore sui prezzi, l’impennata dell’inflazione che mette ancora più a repentaglio il potere d’acquisto degli italiani. E così è stato. L’Istat segnala che ad agosto c’è un incremento dell’0,1%. L’inflazione insomma è passata dal 2,7% di luglio al 2,8% di agosto. Si tratta di stime preliminari che non fanno presagire nulla di buono. Nel confronto con l’anno scorso, l’incremento dell’inflazione è ancora più consistente e sale di 0,3 punti percentuali. Mentre, sottolinea l’Istat, il dato acquisito per il 2011 è pari al 2,6%.
Sull’andamento generale dell’aumento dei prezzi ad agosto hanno pesato soprattutto i rincari dei beni energetici non regolamentati (i carburanti registrano +0,9%) che determinano, spiega il nostro Istituto di statistica “un’ulteriore accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (15,5%, dal 13,6% di luglio)”. Ma una buona parte di responsabilità spetta anche agli aumenti registrati alla voce “servizi relativi ai trasporti” che hanno subito incrementi del 2,5%. “Per contro – spiega l’Istat - il principale effetto di contenimento, si deve alla diminuzione congiunturale dei prezzi dei beni alimentari non lavorati”. I cibi freschi, infatti, nel confronto annuale (rispetto ad agosto 2010) costerebbero lo 0,4% in meno. Infine, “sulla base delle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e del 2,2% subase annua, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto a luglio 2011 (+2,1%)”.
FONTE: Redazione Le Novae/mf



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