martedì 25 gennaio 2011

McDonald's assume mille giovani

Big Mac conquista il palato degli italiani e la fiducia della casamadre, tanto che Oak Brook mette a disposizione di McDonald's Italia almeno 150 milioni l'anno per lo sviluppo immobiliare e spinge per aprire fino a 50/60 ristoranti l'anno. Nel 2011 la controllata italiana, che ha intanto sottoscritto una trentina di contratti di acquisto di immobili e terreni, ne aprirà "soltanto" 23 e assumerà un migliaio di addetti, cosa non facile se si considera che al Nord 4 dipendenti McDonald's su 10 sono extra-comunitari. Intanto McDonald's Italia ha chiuso il 2010 con ricavi per 904 milioni (+8,4% annuo e + 3,5% a parità di numero di ristoranti) e un utile che si aggira attorno al 9% del giro d'affari. Per quest'anno il fatturato dovrebbe lambire la boa del miliardo.
Nel 2010 gli scontrini staccati sono stati 127 milioni, in crescita dell'8,5%, ma a fronte di un costo medio in calo del 7% a 6,9 euro. «Fino a ottobre – spiega Roberto Masi, 46 anni, a.d. di McDonald's Italia – crescevamo al ritmo del 5% a rete costante, ma tra novembre e dicembre il mercato del consumo fuori casa è scivolato del 7%. Un dato preoccupante per tutti, anche se McDonald's ha sovraperformato il mercato di 7-8 punti. Continueremo a investire anche quest'anno per inaugurare 23 nuovi ristoranti e rinnovarne altri 41».
Dopo 25 anni, il board di McDonald's si è convinto che l'Italia è un mercato strategico: insieme con Cina e Russia presenta il maggior potenziale di crescita nei prossimi 5 anni. Probabilmente anche per la crisi dei consumi che ha colpito l'industria della ristorazione rapida americana (il default di Sbarro non è casuale) ma da cui McDonald's è relativamente indenne: ieri la corporate ha comunicato ricavi consolidati in crescita del 6% al record di 24,07 miliardi di dollari. Per quest'anno sono previsti investimenti per circa 2,5 miliardi, di cui circa la metà per l'apertura di 1.100 nuovi ristoranti dalla M dorata e l'altra metà per rinnovare le sedi esistenti. Nella geografia del colosso di Oak Brook, l'Italia è il quarto paese europeo per numero di ristoranti McDonald's, dopo Francia, Gran Bretagna e Germania che hanno giri di affari, nell'ordine, di 4,2 miliardi, 2,5 e 3.

FONTE: Emanuele Scarci (ilsole24ore.it)

lunedì 24 gennaio 2011

Per l'81% degli italiani le tasse sono troppo elevate


In Italia il carico fiscale è troppo elevato. La pensa così l'81% dei contribuenti intervistati nell'ambito di una ricerca realizzata dal Censis per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti. La ricerca, realizzata su un campione di 1.000 contribuenti, mostra che per il 36% degli italiani il Fisco è «ingiusto». Continua a essere sostanzialmente negativa la percezione che gli italiani hanno del fisco: ingiusto per il 36,2%, inefficiente per il 25,5% ed esoso per il 23,7%. Solo il 9,9% lo giudica efficiente e il 4,7% solidale.

Le imposte più indigeste sono canone Rai, bollo auto e Ici
Le imposte più indigeste sono il canone Rai (per il 47,3%), il bollo auto (14,5%), l'Ici (12,7%), la tassa sulla nettezza urbana (12,1%) e l'Irpef (11,6 per cento). Ma le tasse non sono giudicate troppo alte in assoluto, quanto in relazione alla qualità dei servizi ricevuti (per il 58,1 per cento).

Metà degli italiani disposti a più tasse ma con maggiori servizi
Il 55,7% del campione é disposto a pagare più tasse in cambio di maggiori servizi. Per una riforma del sistema fiscale "solo" il 23,4% chiede di abbassare il livello dell'imposizione e il 22,1% di semplificare il sistema tributario. Aumentare le forme di tutela é la priorità per il 20% del campione, per il 16,6% é l'attuazione del federalismo fiscale per il 12,5% l'introduzione del quoziente familiare.

Riforma fiscale: solo il 23,4% chiede di abbassare il livello dell'imposizione
Parlando di una riforma del sistema fiscale, però, "solo" il 23,4% chiede di abbassare il livello dell'imposizione e il 22,1% di semplificare il sistema tributario. Aumentare le forme di tutela é la priorità per il 20% del campione, per il 16,6% é l'attuazione del federalismo fiscale per il 12,5% l'introduzione del quoziente familiare.

Poche tutele di fronte al fisco
La ricerca mette in luce che sono scarse le tutele per il cittadino di fronte al sistema fiscale: la complessità e la scarsa chiarezza del sistema tributario sono la principale fonte di disagio per il 79,9% del campione. Seguono la difficoltà a vedere tutelati i propri diritti di contribuente (72,3%) e la mole di documentazione necessaria per avere accesso alle agevolazioni (72,2 per cento). Il 68,2% lamenta poi i tempi di attesa troppo lunghi per ottenere rimborsi. Complessivamente, per il 36,8% degli intervistati il sistema fiscale degli ultimi tre anni é peggiorato, é rimasto uguale per il 48,6% ed é migliorato solo il 14,6 per cento.

FONTE: Nicoletta Cottone (ilsole24ore.it)

martedì 18 gennaio 2011

Case fantasma, c'è tempo fino a marzo per la sanatoria con spese ridotte

Slitta al 31 marzo il termine per approfittare della sanatoria con spese ridotte per le case fantasma. Tre mesi in più anche per la regolarizzazione catastale per gli appartamenti che sono stati ristrutturati in maniera significativa senza però effettuare la variazione. Nel decreto "milleproroghe" pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 29 dicembre, infatti, è stato spostato in avanti il termine altrimenti destinato a scadere a fine anno. Da gennaio, comunque, sarà possibile per l'Agenzia del territorio attivare tutte le procedure per attribuire la rendita d'ufficio a chi non ha ancora avviato le pratiche per la regolarizzazione. Per evitare questo rischio è comunque sufficiente comunicare all'Agenzia di aver dato un incarico ad un tecnico, anche se la procedura materialmente non è ancora iniziata.

Quanto "costa" la rendita d'ufficio - Le spese da rimborsare all'Agenzia per l'accertamento d'ufficio per attribuire la rendita alle case fantasma, infatti, sono decisamente salate: dai 1.030 euro per gli immobili con superficie entro i 100 metri quadri coperti e arrivano ai 1.270 per gli immobili oltre i 200 metri quadri, somma alle quale vanno aggiunti le spese per la compilazione dei documenti tecnici (altri 3/400 euro per immobile), e le relative sanzioni. L'obbligo di messa in regola riguarda anche per gli immobili che hanno perso le caratteristiche per poter essere definiti rurali, e per i quali viene prevista la stessa procedura.

La variazioni interne - A poter essere regolarizzate con sanzioni ridotte fino al 28 febbraio sono anche le variazioni interne. L'obbligo di variazione - come chiarito dall'Agenzia - sussiste in tutti i casi in cui l'intervento effettuato incide sullo stato e sulla consistenza dell'immobile, ridistribuendo i servizi interni o modificando il numero di vani. Quindi vanno regolarizzate dal punto di vista catastale opere quali:
-trasformazione di balconi in verande chiuse;
- trasformazione di sottotetti in ambienti abitabili;
- costruzione di soppalchi;
- realizzazione di un secondo bagno;
- trasformazione di un ripostiglio in un bagno
- spostamento della cucina in un altro ambiente (ad esempio trasformazione del salone in salone con angolo cottura);
- abbattimento di un tramezzo e trasformazione di due ambienti in un unico ambiente (da studio e salone a salone doppio);
divisione in due ambienti di uno di maggiori dimensioni (ad esempio una camera da letto matrimoniale trasformata in due stanze singole).

Sono, invece, esclusi dalla variazione catastale opere quali lo spostamento di un tramezzo o di una porta, perchè pur variando la superficie dei vani non comportano una riduzione o un aumento del numero dei vani stessi.

Come procedere per mettersi in regola se è stata richiesta la Dia - Per chi ha effettuato interventi che hanno comportato un cambiamento dello stato dell'appartamento, dunque, scatta l'obbligo di regolarizzazione. Cosa fare, però, dipende dalle modalità con le quali è stato effettuato l'intervento. Tutte le opere elencate, infatti, rientrano tra quelle per le quali è necessaria la Dia: chi l'ha presentata a suo tempo e ha semplicemente dimenticato di richiedere la variazione catastale, potrà mettersi in regola pagando circa 700 euro. Occorre per questo rivolgersi ad un tecnico (architetto, ingegnere, geometra o altro perito abilitato) e richiedere la messa a punto della nuova planimetria dell'alloggio e la presentazione della variazione. Costo del lavoro del tecnico tra i 500 e i 600 euro, ai quali vanno aggiunte le tasse e le sanzioni: 50 euro per la variazione e 103 euro di multa per la presentazione in ritardo.

Le opere senza Dia - Diverso, invece, il caso in cui questi interventi siano stati effettuati senza richiedere il permesso del Comune. Anche in questo caso è possibile mettersi in regola, a patto che, però, non si tratti di veri e propri abusi edilizi, ossia di opere per le quali sarebbe stata necessaria la licenza edilizia e non la semplice Dia. Rientrano tra questi, ad esempio, tutti gli interventi di sopraelevazione e quelli che hanno comportato un ampliamento dell'immobile. Esclusi questi casi, sostanzialmente tutte le opere interne possono ancora essere sanate. La soluzione in questo caso la offre l'articolo 36 della legge 380/2001, ossia il Testo unico in materia edilizia. In base a queste norme, infatti, il responsabile dell'abuso, o l'attuale proprietario dell'immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della sua realizzazione sia al momento della presentazione della domanda. Quindi mettersi in regola è possibile anche questo caso, ma occorre preventivare costi assai più elevati. Oltre al maggior esborso per la pratica del tecnico - che dovrà descrivere i lavori e garantire che non ci siano ulteriori abusi - l'articolo 16 della legge prevede, infatti che per il rilascio del permesso in sanatoria occorra pagare, a titolo di oblazione, il doppio del contributo di costruzione dovuto. Il contributo è fissato autonomamente dai singoli comuni: a Roma, ad esempio, attualmente la somma richiesta per la sanatoria si aggira sui 1.000 euro.
Per tutti i chiarimenti l'Agenzia del territorio ha messo a disposizione il numero verde 800.863. 119.

FONTE: Antonella Donati (repubblica.it)

giovedì 13 gennaio 2011

Bot a 12 mesi: boom dei rendimenti

Toccati i massimi dal dicembre 2008 a quota 2,067%. Offerti 7 miliardi di euro richieste per 11,3 miliardi

Boom del rendimento dei titoli di Stato. Il Tesoro ha collocato tutti i sette miliardi del Bot a 12 mesi in programma oggi, con un rendimento salito al 2,067%, massimo dal dicembre 2008. Rispetto alla precedente collocamento il rendimento è salito di 0,053 punti. Boom di richieste da parte degli investitori, con domande superiori agli 11,3 miliardi rispetto ai sette offerti.
I risparmiatori italiani sembrano quindi tornare in massa verso gli investimenti "rifugio" degli anni '80, quando venivano identificati con il nomignolo di "bot people".

SPREAD - Si allarga intanto lo spread tra titoli di Stato decennali italiani e spagnoli con quelli tedeschi. Il differenziale tra quelli italiani e tedeschi sale a 204 punti base, mentre quello spagnolo raggiunge i 279 punti base.

FONTE: corriere.it

lunedì 10 gennaio 2011

L'auto elettrica tra i tablet

Il futuro dell'automobile è nell'elettronica, ma non nei dispositivi che già affollano plance e cofani, bensì nei suoi clienti. Nelle stanze dei bottoni della case, gli esperti di marketing pensano infatti che la prima clientela destinata comprare le auto elettriche sarà la generazione "digitale", per la quale ricaricare la consolle di gioco o lo smartphone è un modo di vivere ed è quindi pronta a fare lo stesso con la propria automobile. Per questo, tra telefonini e infotainment, all'International Consumer Electronics Show di Las Vegas sono andati ufficialmente in scena Audi, Ford, General Motors e Toyota.
E lo hanno fatto non solo per presentare le novità in tema di infotainment e connettività all'interno dei loro prodotti, ma soprattutto per mostrare la loro visione dell'automobile, in particolare quella che si ricarica.
La presenza dell'auto elettrica al Ces, al consumer electronic show, tempio della tecnologia, è il simbolo massimo di un cambiamento in atto di vasta portata: l'automobile a ioni di litio non appartiene più solo al vecchio mondo meccanico, ma fanno parte di quel pianeta di silicio e software che ha trasformato il mondo negli ultimi anni del secolo scorso così come fecero deceni prima bielle e pistoni.
Così Gm ha presentato le ultime evoluzioni del suo sistema infotelematico OnStar e la ricarica a induzione per telefonini della quale nel 2012 sarà equipaggiata la Chevrolet Volt grazie a un investimento di 5 milioni di dollari, per una tecnologia che domani sarà applicata per la ricarica di tutte le auto elettriche e plug-in come la Volt. Toyota risponde con il suo sistema multimediale Entune, ricordando di essere il leader dell'elettrificazione dell'auto in vista della presentazione della Prius monovolume all'imminente Salone di Detroit.
Presenza ai massimi livelli per le altre due case presenti. Rupert Stadler, Ceo di Audi, ha portato al Ces il nuovo Mmi sviluppato con Nvidia e tre e-tron: la Spyder ibrida diesel plug-in con la quale ha fatto irruzione sul palco, la R8 elettrica e la A1 elettrica ad autonomia estesa grazie a un piccolo motore Wankel. Tre tipologie di automobile ricaricabile già viste e promesse per il futuro prossimo, date finalmente in assaggio a un pubblico profano di ruote e motori, ma avvezzo a tutto quello che ha elettroni in corpo.

FONTE: Mario Cianflone (ilsole24ore.it)

lunedì 3 gennaio 2011

Bilancio di famiglia, guida al risparmio in sei piccole mosse

Proviamo a immaginare i conti di una famiglia come un vero e proprio bilancio. Se il 2010 si è chiuso in perdita ci sono alcune cose che è possibile fare per affrontare il 2011 con qualche accorgimento in grado di ridurre la voce uscite. Dall'assicurazione Rc auto, ai consumi elettrici, alla scelta di utilizzare i conti bancari online. Dall'affitto concordato allo sforzo di programmare i viaggi. Ecco sei piccoli consigli per risparmiare.
1 Prestiti e conti online
Magari non è stato il primo pensiero allo scoccare della mezzanotte, ma ripianificare il bilancio familiare può essere un valido aiuto per risparmiare di più nel nuovo anno. E il punto di partenza non può che essere il conto corrente, fotografia sincera del nostro stile di vita: analizzare le uscite e individuare le voci che si possono ridurre, partendo proprio dal costo di gestione. Così, se si hanno più conti correnti, è bene unificarli magari scegliendone uno concordato che ha un costo annuale già quantificato, oppure si può optare per i conti online o in Posta, in genere più convenienti.Altroconsumo stima che cambiando banca si può arrivare a risparmiare fino a 500 euro all'anno. Se poi si è sempre in rosso e c'è bisogno di un finanziamento, meglio rivolgersi alle banche online: da una recente indagine dell'Università Bocconi emerge che per un fido fino a 10 mila euro, il tasso passivo medio è del 7,23% sul web, mentre sale al 15,21% allo sportello di un istituto tradizionale.
2 Cento euro in meno
Mantenere l'auto costa, ma se non è possibile eliminarla si possono pur sempre adottare scelte più convenienti. A partire dalle dimensioni e dalla cilindrata, quando si è nella fase d'acquisto. Riconsiderando l'assicurazione, per i veicoli già in nostro possesso. La copertura di due auto arriva a pesare una mensilità sul bilancio di una famiglia. L'errore più comune, mette in guardia Paolo Landi di Adiconsum, è rinnovare l'assicurazione automaticamente, senza aver prima confrontato le offerte tra le diverse compagnie: cambiando è possibile risparmiare dai 50 ai 100 euro. L'altra voce che grava sul portafogli è il carburante. Una soluzione può essere fare il pieno nei distributori durante l'ora di chiusura in modalità «Iperself»: il risparmio va dai 6 ai 10 centesimi al litro, che su 25 mila chilometri significa 70-100 euro in meno. Se poi si percorrono grandi distanze, è bene valutare l'opportunità di convertire la propria auto a gas.
3 Affitto con meno tasse
L'affitto un inquilino non se lo può tagliare, ma nei grandi centri urbani può chiedere il canone concordato, che è a metà strada tra il prezzo di mercato e la casa popolare. Si tratta di un contratto tra associazioni della proprietà e degli inquilini, che consente di risparmiare all'affittuario ma anche al proprietario, che ottiene una facilitazione fiscale: l'imponibile Irpef la parte del canone, cioè, che va dichiarata è del 59,5%, anziché l'85% ordinario.
4 Lavatrice e boiler di notte
Lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, scaldabagno e forno elettrici - per fare alcuni esempi - sono tra gli elettrodomestici più energivori. Con il passaggio di 20 milioni di contatori (e dunque di famiglie) alla tariffa elettrica bioraria, per risparmiare si deve concentrare almeno due terzi dei consumi nelle fasce serali e notturne dei giorni lavorativi (dalle 19 alle 8), oppure nei sabati, domeniche e festivi. Nelle ore diurne feriali si spenderà il 3,7% in più.
5 Offerte e gruppi d'acquisto
Risparmiare è anche sinonimo di stile di vita. Per contenere le spese, soprattutto nel settore alimentare, è necessario scegliere con attenzione cosa si mette nel carrello e soprattutto dove si va a comprare: in ballo c'è il 20-25% del reddito di una famiglia. Le mosse, in questo caso, magari sembrano scontate e banali ma - stima Paolo Landi di Adiconsum - possono arrivare a far risparmiare anche 500 euro in un anno. Primo accorgimento è optare per la grande distribuzione, senza snobbare le promozioni; poi rivalutare i discount; quindi acquistare frutta e verdura al mercato di quartiere, ancora meglio il sabato a mezzogiorno quando i prezzi vengono ulteriormente ribassati si arriva a spendere anche la metà. Ci sono poi i gruppi di acquisto solidale ma anche semplici forme di «coalizione» tra famiglie che puntano a eliminare i vari passaggi intermedi della distribuzione: il risultato è una maggiore garanzia di qualità e la possibilità di contrattare il prezzo.
6 Sconti per chi prenota
Anche divertirsi ha un prezzo. Ma pianificando si può risparmiare, ad esempio, sui viaggi. A cominciare dal treno: se si acquista il biglietto fino a 15 giorni prima dalla partenza il vantaggio è di circa il 30%, fino a sette giorni del 15%. Facendo un esempio, cambia così il prezzo di un biglietto di seconda classe Milano-Venezia comprato oggi: partenza odierna il costo è 30,50 euro; partenza il 9 gennaio 26 euro; partenza il 18 gennaio 21 euro. Ci sono poi le promozioni per famiglie, con sconti dal 20 al 50%. Il fattore tempo vale anche per i voli. Acquistare con largo anticipo un biglietto aereo permette di risparmiare centinaia di euro. Un Milano-Londra EasyJet solo andata, partenza domani, costa circa 165 euro, ma se si vuole atterrare a Gatwick a marzo la tariffa scende a 20 euro. La programmazione premia anche i pacchetti vacanze: gli operatori turistici ora preferiscono lanciare offerte più vantaggiose a chi prenota in anticipo rispetto al last minute.

FONTE: Francesca Basso (corriere.it)