venerdì 29 luglio 2011

«La scelta di DeutscheBank? Un suicidio»

L'ex premier: «Significa la fine di ogni legame di solidarietà. Sono assolutamente turbato»

Una decisione-shock? La scelta di affossare definitivamente la moneta unica? O semplicemente la presa di coscienza che il rischio insolvenza per l'Italia si fa concreto e continuare a investire in titoli di stato del nostro Paese (pur garantendo un rendimento sempre maggiore) è una scommessa tipica del gioco del lotto? Al netto delle opinioni la notizia riportata mercoledì dal Financial Times, secondo la quale nei primi sei mesi del 2011 Deutsche Bank avrebbe tagliato l'esposizione verso le obbligazioni italiane dell'88% (per un controvalore di circa 7 miliardi di euro) ha sconvolto Romano Prodi.

IL COMMENTO - L'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea indossa l'abito dell'economista e in un'intervista rilasciata a margine di un evento della regione Emilia Romagna dice la sua: «E' la dimostrazione di una mancanza di solidarietà che porta al suicidio anche per la Germania. Significa la fine di ogni legame di solidarietà e significa obbligare tutti a giocare in difesa. E quando questo viene dalla Germania, un Paese che ha avuto più saggezza nel capire gli altri fino a qualche anno fa, sono assolutamente turbato». Strali (che assumono peso specifico maggiore se commisurati alla sobrietà del personaggio) nei confronti della massima istituzione creditizia tedesca, invitata ad avere maggiore senso di responsabilità e di leadership.

I MERCATI - Sono molti gli osservatori che attribuiscono alla decisione di Deutsche Bank l'aumento del differenziale tra BTp e Bund giovedì schizzato a 336 punti base. Unito anche al maggior rendimento dei credit default swaps collegati alle obbligazioni italiane, di cui sta facendo incetta proprio la banca centrale tedesca per tutelarsi dal rischio insolvenza.

FONTE: Fabio Savelli (corriere.it)

giovedì 28 luglio 2011

Arriva in Italia la super car elettrica Fisker Karma

La prime supercar elettrica ad autonomia estesa Fisker Karma saranno consegnate a partire da settembre in Italia. La quattro posti a basso impatto ambientale è lunga 4.996 mm, larga 1984 e alta 1334 mm e unisce lo stile e le prestazioni da sportiva a soluzioni tecnologiche «verdi». Realizzata grazie alla collaborazione fra il designer danese Henrink Fisker, già padre della Bmw Z8 e dell'Aston Martin DB9 e la Quantum Tecnologies, leader mondiale nella propulsione alternativa, la Fisker Karma è dotata di ogni confort. Interni eleganti, navigatore satellitare e l'impianto Dvd con schermi Lcd integrati nei poggiatesta ne sono un esempio, ma ciò che lascia senza parole è il concentrato di tecnologia che garantisce consumi ed emissioni inferiori rispetto a quelli delle attuali vetture ibride.

Il condizionatore d'aria funziona grazie ad una pellicola fotovoltaica posta sul tetto che contribuisce a ricaricare le batterie mentre il motore è un ibrido di seconda generazione «plug-in» che consente l'azionamento della vettura esclusivamente attraverso un motore elettrico permettendole di percorrere fino a 80 km ad emissioni zero, affiancato a uno scoppio che viene utilizzato solo per ricaricare le batterie agli ioni di litio. La potenza complessiva è di ben 408 cavalli. La trazione è posteriore. Capace di accelerare da 0 a 100 kmh in 5,9 secondi e di raggiungere la velocità massima, autolimitata, di 200 kmh la Fisker Karma si colloca perfettamente in linea con le auto della sua categoria. Questo autentico capolavoro di tecnologia è presentata in questi giorni a Milano ed entro settembre le prime vetture verranno consegnate ai 70 acquirenti sui 3000 che già l'hanno richiesta nel mondo. La Fisker Karma è disponibile in tre diversi livelli di allestimento: Ecostandard in vendita al prezzo di 102.600 euro, Ecosport che costa 112.200 euro e infine Ecochic a listino a 118.200 euro. (C.Ca.)

FONTE: ilsole24ore.it

mercoledì 27 luglio 2011

L'oro e l'argento superstar dei mercati che temono i crac

Il gestore Siano: il petrolio è meno interessante

L’accordo per salvare la Grecia tampona le falle dell’Eurozona? La reazione iniziale dei mercati è stata di (prudente) favore, ma la risposta a problemi di lungo periodo non si può misurare in pochi giorni. Massimo Siano, responsabile per l’Italia di Etf Securities (compravendita di strumenti finanziari sulle materie prime), non è ottimista: «Se guardiamo alla Grecia, al Portogallo e all’Irlanda - dice - in questo momento stanno peggio di un anno fa. E lo stesso vale, anche se in maniera meno drammatica, per la Spagna e l’Italia. Tutti questi Paesi hanno fatto delle manovre economiche severe, hanno rafforzato i bilanci, eppure quest’anno per finanziare il loro debito devono pagare di più, alcuni di loro anche il doppio dell’anno scorso. Questo vuol dire che gli investitori non si fidano, continuano a temere un possibile default di questi Paesi, e richiedono tassi d’interesse altissimi per compensare questo rischio. Va bene l’accordo salva-Grecia, ma non potremo dire di essere fuori dalla crisi finché i tassi d’interesse dei Pigs non scenderanno con decisione».Un altro segno che il pessimismo di fondo dei mercati non è superato sono i flussi globali di investimenti monitorati da Etf. «C’è un afflusso di risorse sull’oro, nonostante le quotazioni record che potrebbero sembrare rischiose, e anche sull’argento, che di recente aveva subìto un crollo ma è ripartito rapidamente. Molto forte anche la richiesta di franchi per investire in Svizzera. L’oro, l’argento e il franco svizzero sono tipici beni-rifugio. Invece sta cadendo la domanda di investimento sulle materie prime, che sono correlate al ciclo economico. Per carità, io rappresento Etf, che è solo una compagnia di investimenti e non il Fondo monetario internazionale. Ma dal mio punto di osservazione di Londra, vedo che la struttura dei flussi di investimento anticipa una seconda recessione, o per lo meno una pausa della crescita economica, e non una ripresa decisa».Ma il petrolio? Non fa eccezione? Sì, a guardare i prezzi del barile che oscillano fra valori sempre alti, però secondo Siano questa è un’eccezione che non funziona come indicatore dell’economia generale: «In questo momento gli investimenti sul petrolio sono puramente speculativi, nel senso che non sono correlati al ciclo economico e neanche alle aspettative sul ciclo. Gli operatori, semplicemente, comprano a prezzi bassi e vendono a prezzi alti, ma senza strategia». Cioè chi compra e vende sul mercato petrolifero vive alla giornata, a differenza di chi commercia negli altri beni citati sopra, che si muovono secondo un orientamento preciso e ben discernibile.Daniel Wills, che in Etf Securities è analista senior, allarga il discorso agli Stati Uniti, che a loro volta combattono in questi giorni una dura battaglia sul filo del default, e trova indicazioni convergenti: «Il mercato anticipa un Qe3, cioè una terza tornata del “quantitative easing”, e questo significa una nuova e abbondante fornitura di liquidità per sostenere una congiuntura economica debole. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha detto chiaro e tondo di essere sempre pronto a un Qe3 se ce n’è bisogno, e se si accetta la validità di questa logica il bisogno è evidente, alla luce dei dati macroeconomici degli Stati Uniti. Per lo stesso motivo i mercati non si aspettano che la Fed alzi i tassi di interesse prima del 2012, e anche allora Bernanke lo farà, se lo farà, con molta prudenza. Perciò prevediamo molta liquidità in dollari e un dollaro debole ancora per un anno o più».Attenzione alla concatenazione del discorso: probabilmente è in arrivo una nuova valanga di soldi (o almeno gli operatori si muovono sulla base di questo presupposto), che come i precedenti Qe1 e Qe2 si dirigerà un po’ verso gli investimenti produttivi e molto verso la speculazione - come è noto, non si può obbligare a bere un cavallo che non vuole, e in questo caso il cavallo è l’economia reale. Solo che stavolta la speculazione è più selettiva e punta su oro, argento e franco svizzero. Siano dice: «A me fa piacere perché in Etf vendo queste cose, ma credo che la politica monetaria della Fed sia sbagliata: meglio una recessione e poi una ripartenza vera anziché continuare con questa crescita stentata gonfiando i deficit pubblici con poco risultato».Un’analisi curiosa sul rapporto fra la Grecia e i mercati viene da Ronald Leven, direttore esecutivo e senior currency strategist di Morgan Stanley: «Noi non prevediamo alcun default della Grecia o di altri Paesi dell’euro. Ma i mercati si stanno convincendo che anche il default di un Paese dell’Eurozona non significherebbe la fine dell’euro», perché la rete di sicurezza è solida. Tuttavia, «finché la ripresa non si rafforza, l’euro resta fragile».Come dire: siamo in una situazione di stasi in cui i problemi non si risolvono e si va avanti navigando a vista.

FONTE: lastampa.it

venerdì 22 luglio 2011

Piano da 160 miliardi per la Grecia L'Europa: "Riusciremo a salvarla"

A Bruxelles vertice fiume dei 27: "C'è l'intesa". E le Borse corrono

Un piano da circa 160 miliardi di euro per salvare la Grecia e l’euro. Questa la risposta data oggi dai leader dell’Eurozona alla crisi del debito sovrano attraverso un pacchetto di misure senza precedenti adottato all’unanimità. Al salvataggio parteciperanno anche le banche e, davanti al rischio di un default selettivo che potrebbe essere decretato dalle agenzie di rating, i leader dei 17 hanno deciso di creare un paracadute attraverso l’estensione del campo di azione del fondo salva-Stati, l’Efsf. «Abbiamo preso importanti decisioni pienamente sostenute da tutti per alleggerire il debito greco, fermare il rischio di contagio e migliorare la gestione della crisi della zona euro», ha detto il presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy al termine dell’incontro. «Per la prima volta politica e mercati sono insieme in un pacchetto molto credibile», ha osservato il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso. Un accordo «cruciale» per la stabilità finanziaria dell’area euro e per la gestione del debito greco, secondo il presidente della Bce, Jean Claude Trichet. «È un buon accordo - ha rilevato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - c’è con chiarezza l’impegno dell’Eurogruppo a non far fallire nessuno Stato. Abbiamo lavorato per evitare il contagio». Il pacchetto di misure varato oggi dai leader dei 17 - grazie anche alla ritrovata sintonia tra Francia e Germania - prevede una nuova iniezione di aiuti da parte di Ue e Fmi in favore di Atene per circa 109 miliardi di euro destinati a garantire la sostenibilità della situazione finanziaria della Grecia per i prossimi anni, almeno fino al 2014. L’Europa si è assunta l’impegno di concedere il nuovo prestito attraverso l’Efsf a condizioni più favorevoli. La durata dei prestiti potrà arrivare fino a 30 anni (contro i sette e mezzo di quelli già in essere) con un periodo di ’grazià di 10 anni, e il tasso d’interesse potrebbe attestarsi intorno al 3,5%. Parallelamente, saranno allungate le scadenze dei prestiti già in essere. In aggiunta a questi interventi, banche e altri investitori privati saranno chiamati a dare il loro contributo ’volontariò - stimato in 37 miliardi - alla nuova operazione di salvataggio della Grecia scegliendo tra diverse opzioni destinate a allungare la vita dei titoli pubblici greci da loro detenuti. Per le banche greche, il piano europeo prevede un particolare sostegno al fine di evitare qualsiasi problema di liquidità e quindi il rischio di fallimento. In questo contesto, il piano Ue prevede un intervento di buyback, ovvero di riacquisto dei titoli pubblici greci, per un importo stimato in 12,6 miliardi. Operazione che porta quindi a circa 160 miliardi l’impegno complessivo per il secondo e si spera ultimo salvataggio della Grecia. Il coinvolgimento del settore privato «è una soluzione eccezionale» adottata «solo ed esclusivamente per la Grecia», ha tenuto a sottolineare Barroso davanti al rischio - assai probabile - che essa venga considerata dalle agenzie di rating come un default selettivo. La Grecia è un «caso eccezionale» e il default selettivo «una soluzione unica», ha insistito Trichet che, non escludendo la possibilità che i mercati possano giudicare il contributo delle banche al piano bis per la come un default selettivo, si è detto certo che quanto deciso non provocherà un credit event, cioè‚ una situazione che si crea quando uno Stato è considerato totalmente nell’impossibilit… di pagare il proprio debito. Ma la risposta dell’Eurozona alla crisi va anche oltre. All’Efsf e all’Esm (lo strumento destinato a diventare il fondo salva-Stati permanente) i 17 hanno deciso di dare una maggiore flessibilità per poter intervenire anche in via preventiva in aiuto dei Paesi in difficoltà e contribuire, prestando soldi agli Stati, alla ricapitalizzazione del sistema bancario. Inoltre, sempre nell’ottica di tagliare le unghie della speculazione, l’Efsf potrà intervenire - come finora fatto dalla Bce - sui mercati secondari per l’acquisto di titoli pubblici di Paesi sotto attacco.

FONTE: Marco Zatterin (lastampa.it)

giovedì 21 luglio 2011

Dal bollo al forfettone del 5% Chi vince e chi perde con il Fisco

Il prelievo sul conto titoli fino a 680 euro, l'Irap al 4,2%, la tassa sulle stock option: che cosa cambia

Più tasse per le società concessionarie, per le banche e per le assicurazioni. Più tasse per i risparmiatori, ma anche per i manager sui bonus e sulle stock option e per le auto di lusso. Vantaggi fiscali, invece, per l'imprenditoria giovanile e per il finanziamento delle nuove aziende. Infine, procedure semplificate per chiudere rapidamente e a condizioni vantaggiose il contenzioso col Fisco e una sanatoria sulle partite Iva non attive. La parte strettamente fiscale della manovra è corposa e concorre in maniera decisiva alla correzione dei conti pubblici. Basti dire che, nel 2014, ben 29 dei 48 miliardi di euro necessari per azzerare il deficit di bilancio verranno da maggiori entrate e solo 19 da tagli di spesa. Ma vediamo più da vicino le norme approvate.

Aumenta l'Irap

Salirà dal 3,9% al 4,2% l'aliquota Irap per le società concessionarie ad esclusione di quelle autostradali, già dall'anno di imposta 2011. Viene, inoltre, incrementata di 0,75 l'aliquota Irap applicata alle banche e alle società finanziarie, che sale così al 4,65%, e di due punti quella sulle assicurazioni, che diventa quindi del 5,9%. Anche qui a decorrere dal periodo d'imposta 2011. L'operazione frutterà allo Stato 889 milioni nel 2012 e 480 sia nel 2013 sia nel 2014. Viene infine consentito alle Regioni di variare le aliquote addizionali fino a un punto percentuale.

Più caro il deposito titoli

La manovra inasprisce l'imposta di bollo sul deposito titoli, sia pure in maniera più lieve di quanto inizialmente previsto. In particolare gli importi vengono modulati per fasce di valore complessivo dei titoli depositati presso l'intermediario finanziario. Il bollo è pari a 34,2 euro per un valore di titoli non superiore a 50 mila euro. Sale a 70 euro per depositi tra 50 mila e 150 mila euro, a 240 euro per quelli tra 150 mila e 500 mila euro e a 680 per i volumi superiori a 500 mila euro.

Fisco per i manager

L'articolo 23 del decreto legge modifica le norme del 2010 per il trattamento degli emolumenti variabili percepiti da dirigenti e collaboratori di imprese del settore finanziario. Quelle norme fissavano un'aliquota addizionale del 10% sui bonus e le stock option per la quota degli stessi superiore al triplo della parte fissa della retribuzione. Per effetto della manovra, sui compensi erogati a decorrere da oggi, l'addizionale del 10% si applica alla quota di bonus e stock option che eccede l'importo della retribuzione fissa. Saranno quindi molti di più i manager colpiti. Il maggior gettito previsto ammonta a 5,4 milioni nel 2011 e a 21,6 milioni nel 2012 e per gli anni successivi.

Salgono le accise

Diventa permanente l'aumento delle accise di 4 centesimi stabilito il 28 giugno per benzina e gasolio da autotrazione. Dalla norma deriveranno consistenti entrate, quantificate dalla relazione tecnica in circa 1,7 miliardi di euro.

Superbollo auto

Per i veicoli di potenza superiore a 225 chilowatt scatta un bollo aggiuntivo di 10 euro per ogni chilowatt oltre 225. Sono 418 le supercar colpite. In qualche caso per importi notevoli. Per esempio per le Ferrari 599 GTB e per le nuove FF si pagheranno rispettivamente altri 2.310 e 2.600 euro.

Agevolazioni per i giovani

Il nuovo regime prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 5%. Nel testo finale l'agevolazione è stata estesa oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività, ma non oltre il compimento del trentacinquesimo anno di età. Sono così incentivati ad aprire una azienda anche i giovani sotto i 30 anni. Ma la concessione del beneficio è condizionata al fatto che l'attività sia effettivamente nuova e non una prosecuzione di precedenti imprese.

Finanziamenti alle imprese

Per favorire l'accesso al capitale di rischio e la crescita di nuove imprese è prevista l'esenzione dai proventi derivanti dalla partecipazione ai fondi di venture capital per le società che abbiano determinati requisiti: 1) Investano almeno il 75% dei capitali raccolti in società non quotate nella fase di sperimentazione, di costituzione, di avvio dell'attività o di sviluppo del prodotto; 2) Non siano quotate; 3) Svolgano attività di impresa da non più di tre anni; 4) Abbiano un fatturato precedente all'investimento nel fondo di venture capital non superiore a 50 milioni di euro.

Proroga del bonus sul salario di produttività

Il governo, sentite le parti sociali, provvederà entro il 31 dicembre 2011 alla determinazione del sostegno fiscale e contributivo alle quote di salario legate alla produttività. Nel 2011 la detassazione al 10% è stata concessa per i redditi fino a 40 mila euro.

Mediazione fiscaleLa manovra prevede anche una sanatoria sulle liti fiscali pendenti al primo maggio 2011 di valore non superiore a 20 mila euro, al netto di sanzioni e interessi, che costituiscono oltre la metà di quelle instaurate presso le commissioni tributarie. Il contribuente potrà presentare un reclamo per l'annullamento totale o parziale della lite (tranne che riguardi il recupero di aiuti di Stato). Se l'ufficio non ritiene di accogliere il reclamo, scatta la mediazione sulla base della proposta avanzata dallo stesso contribuente al quale l'Agenzia delle entrate può opporre una controproposta.

Se il valore della lite è di importo fino a 2.000 euro il contribuente potrà chiudere la vertenza pagando 150 euro. In caso di valore superiore a 2.000 euro, si aprono tre possibilità. Il contribuente dovrà pagare il 10% del valore della lite qualora a soccombere nell'ultima pronuncia sia stata l'amministrazione fiscale, il 50% qualora a perdere sia stato il contribuente, il 30% qualora la lite penda ancora nel primo grado di giudizio. Infine, la manovra estingue di diritto i processi in materia previdenziale che vedono coinvolto l'Inps, se sono pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010 e il cui valore non superi complessivamente i 500 euro. L'estinzione assicura la vittoria al ricorrente.

FONTE: Enrico Marro (corriere.it)

domenica 17 luglio 2011

Ticket sanitari e superbollo. Le misure partono subito

La verità è che il governo ha deciso una manovra di tagli e aumento delle tasse sotto varie forme

Entrano in vigore oggi, dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», le norme previste dalla manovra economica approvata a tempo di record dal Parlamento. Torna, dunque, il ticket sanitario da 10 euro sulle prestazioni specialistiche (già applicato in alcune Regioni), a cui si aggiunge quello da 25 euro sui ricorsi impropri al pronto soccorso, i cosiddetti «codici bianchi». Un avvio con polemiche, visto che alcune Regioni hanno deciso di non applicare il ticket.

Oltre alla normativa sui ticket sanitari scatteranno subito i rincari del bollo sul deposito titoli, il superbollo per le auto di lusso sopra i 225 kw, la stretta sulle stock option e l'aumento dell'Irap sulle concessionarie dello Stato. Il nuovo «bollo» scatta da subito. Non cambia nulla solo per chi ha un portafoglio titoli inferiore ai 50 mila euro: continuerà a pagare 34,20 euro l'anno. Sopra questa soglia, la somma cresce a 70 euro fino a 150.000 euro di titoli, a 240 euro per investimenti fino a 500 mila euro, a 680 euro sopra questo valore. Il bollo si paga sulle comunicazioni.

Il prelievo sulle pensioni d'oro partirà invece dal primo agosto mentre per le altre norme ci vorrà più tempo: il taglio lineare delle agevolazioni fiscali e assistenziali del 5% prima e del 20% poi, ad esempio, scatterà rispettivamente nel 2013 e nel 2014, se il governo non sceglierà prima quali voci alleggerire.

Ma è sul ticket la polemica più forte. Viene garantita l'autonomia di scelta, come ha precisato lo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ha ribadito «la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti». Il ticket entra in vigore subito in sette Regioni (Basilicata, Sicilia, Lazio, Veneto, Calabria, Liguria e Lombardia), mentre quattro hanno detto no (Sardegna, Emilia Romagna, Val D'Aosta e Toscana). Per il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani si tratta di «un ticket sbagliato e ingiusto». Il presidente lombardo Roberto Formigoni spiega al «Tg3» che «la Lombardia non eliminerà il ticket da 10 euro sulla specialistica, ma cercherà di abbassarlo: si stanno valutando le compatibilità di bilancio». Intanto continuano le critiche delle opposizioni. Per Paolo Ferrero (Prc) «oggi è il giorno della vergogna». Sergio D'Antoni (Pd) chiede che fine ha fatto il piano per il Sud del governo. Antonio Di Pietro (Idv): «Hanno scelto di togliere ai cittadini e di salvare la Casta».

FONTE: Alessandro Trocino (corriere.it)

lunedì 11 luglio 2011

"In vacanza soltanto un italiano su cinque"

I consumatori: estate nera per il turismo, rincari medi di duecento euro a famiglia

Solo il 20% degli italiani quest’anno andrà in vacanza e il 62% per una sola settimana, con un aumento medio della spesa per famiglia di 200 euro. Lo rileva una indagine dell’Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori secondo cui il budget per il 56% dei vacanzieri è mediamente di 700 euro e le mete più gettonate sono agriturismi e terme. Secondo l’Associazione, dunque, «sarà un’estate nera per il turismo: solo un quinto degli italiani andr… in vacanza e la maggior parte di questi opterà per viaggi brevi e economici - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc - secondo i risultati dell’indagine sei italiani su dieci soggiorneranno al massimo per una settimana, mentre solo l’1% potrà permettersi quasi un mese di relax. Anche perché per spostarsi e alloggiare quest’anno si spenderanno in media 200 euro in più che nel 2010». L’Adoc sottolinea come il costo di un traghetto quest’anno è aumentato del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno e per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, un biglietto del treno costa il 7% in più. Prendere l’auto comporterà un esborso maggiore di oltre 20 euro per due pieni. In rialzo dell’1,6% anche i pacchetti vacanza «tutto compreso», mentre l’alloggio in un albergo a mezza pensione per una settimana costa lo 0,8% in più. La spesa media di una singola persona, per viaggio e alloggio, si aggira sui 700 euro, solo il 2% ha preventivato un budget superiore a 1000 euro per le proprie vacanze. Inoltre, il carovita ha costretto a ridurre drasticamente il soggiorno fuori casa. Dunque crescono i viaggi low cost, scelti dal 39% dei vacanzieri e quelli pagati a rate, circa l’11%. Secondo l’Aduc, infatti, l’indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in crescita di circa il 2% rispetto allo scorso anno, per un importo medio tra i 1500 e i 2000 euro, sia i viaggi, che i gli alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate. «Con il rischio, elevato - si sottolinea - che il relax di una settimana si tramuti in un sacrifico economico troppo oneroso da sostenere durante il resto dell’anno, visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%». Anche i tour operator stessi offrono prodotti finanziari ad hoc, che vanno ad aggiungersi agli altri tipi d’indebitamento. «Il 58% sceglierà l’Italia e in particolare le località marittime come meta del proprio viaggio - continua Pileri - per chi andrà all’estero la meta preferita è l’Europa, in particolare le città d’arte, solo il 23% si sposterà oltreoceano. Il 62% acquisterà un biglietto low-cost o si organizzerà in completa autonomia, magari in camper. I campeggi hanno registrato un aumento del prenotazioni del 2%, diventando la meta preferita dal 5% dei vacanzieri». Infine Adoc segnala come un nuovo fenomeno che sta prendendo sempre più piede è il couch surfing, letteralmente «saltare da un divano all’altro». È un programma che permette di mettere in contatto persone da ogni parte del mondo. C’è chi mette a disposizione una stanza della sua casa e c’è chi parte e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. «È un sistema che offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi, una sorta di tour operator fai-da-te. Solo in Italia sono oltre 33mila i «praticanti», che crescono alla media del 2% l’anno. L’età media è molto bassa, intorno ai 28 anni ma ci sono casi in cui viaggiare in questo modo sono persone ultra sessantenni».

FONTE: lastampa.it