giovedì 19 gennaio 2012

La Finanza da Standard & Poor’s L'ira dell'agenzia: "Siamo costernati"


Le Fiamme Gialle stanno compiendo verifiche per conto della Procura di Trani. L'accusa: "manipolazione del mercato" mediante "notizie esagerate e tendenziose sul sistema economico-finanziario italiano"

Da questa mattina la Guardia di Finanza sta compiendo verifiche nella sede milanese nell’agenzia di rating Standard & Poor’s. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani.

La magistratura di Trani ha da tempo in corso un’inchiesta nei riguardi di Standard e Poor’s e Moody’s accusate di aver manipolato il mercato con «giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Nell’inchiesta - secondo quanto è finora noto - vi sono sei indagati: tre analisti «con funzioni apicali» di S&P, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie. I tre analisti di S&P sono accusati, oltre che di «manipolazione del mercato», anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano».

L’inchiesta avviata dalla procura di Trani su Standard & Poor’s, secondo quanto si apprende, è stata estesa anche agli ultimi declassamenti diffusi dall’agenzia di rating venerdì scorso. Nel frattempo proseguono gli accertamenti negli uffici milanesi della società con acquisizione di documenti e l’audizione di persone informate sui fatti. Nella sede, insieme ad una decina di agenti della Guardia di Finanza, anche il Pm titolare dell’indagine. «Standard and Poor's è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti» fa sapere l’agenzia in una nota.

FONTE: lastampa.it

0 commenti: