mercoledì 29 febbraio 2012

Nuove regole su farmacie e taxi Primo sì alle liberalizzazioni


Alzato il tetto per l'apertura degli esercizi. Imprese, nasce il rating per la legalità. Nulle le clausole sulle linee di credito delle banche

La battuta è del senatore Raffaele Ranucci, Pd: «Potevamo affidare la vendita dei farmaci di fascia C ai tassisti. Un colpo di qua, uno di là e avremmo chiuso subito». Ironia ma non solo, perché se la commissione Industria del Senato è riuscita ad approvare solo in zona Cesarini il decreto legge sulle liberalizzazioni è stato proprio per quei due nodi, taxi e farmacie. Due nodi politici, due questioni di bandiera, più che due leve per mettere in moto il «cresci Italia», come è stato chiamato dallo stesso Mario Monti. Eppure i veri scogli sono stati questi. Il Pdl ha messo il veto sui taxi, dicendo no all'idea di rafforzare l'Autorità dei trasporti che avrebbe sottratto potere ai sindaci. E solo dopo aver incassato l'ok del governo ha ceduto sull'aumento del numero delle farmacie che, rispetto al testo uscito da Palazzo Chigi, subisce solo una piccola limatura. Alla fine l'accordo è arrivato anche sulla tesoreria unica che aveva fatto protestare non solo la Lega ma tutti gli enti locali.
Da oggi il decreto sarà all'esame dell'aula del Senato che deve chiudere entro venerdì. Probabile che tutte le modifiche fatte dalla commissione finiscano in un maxi emendamento presentato dal governo sul quale mettere la fiducia per stringere i tempi. Dalla prossima settimana il decreto passa alla Camera dove, per evitare che decada, la conversione definitiva in legge deve arrivare entro il 24 marzo.

Taxi
È stato forse il punto più difficile da chiudere. Nasce la nuova Autorità indipendente dei trasporti che partirà subito, non entro sei mesi come previsto dal testo uscito da Palazzo Chigi. Ma se le sue competenze generali rimangono più o meno simili, sui taxi il suo ruolo è stato ridimensionato lasciando quasi tutto nelle mani dei sindaci. Sul numero delle licenze e sul livello delle tariffe l'autorità potrà dare un parere che però non è vincolante. E se il sindaco non seguirà i suoi consigli, all'Autorità non resterà che fare ricorso al Tar. Il governo aveva chiesto una soluzione più forte, permettendo all'Autorità di esercitare i poteri sostitutivi nei confronti del sindaco che non avesse messo in pratica le sue indicazioni. Ma la linea è stata bocciata dal Pdl, con numerosi interventi del capogruppo Maurizio Gasparri.

Farmacie
Viene eliminata la vecchia pianta organica e sarà quindi possibile aprire nuove farmacie. Il quorum di abitanti necessari passa dai 3 mila del testo approvato dal Consiglio dei ministri a 3.300. Si calcola che sarà possibile aprire tra le 4.800 e le 5 mila nuove farmacie. Le sedi saranno assegnate con un concorso da bandire entro un anno. Proprio il concorso sarà l'occasione per concedere qualcosa anche ai parafarmacisti che, quando il decreto era ancora ai primi passi, avevano sperato di poter vendere anche i medicinali di fascia C, quelli completamente a carico del paziente. Nella graduatoria finale avranno un punteggio aggiuntivo, mentre da subito potranno vendere i farmaci veterinari con ricetta e i prodotti galenici. Ma forse la misura che più interessa i cittadini è un'altra. Anche se ammorbidita rispetto alla versione iniziale, è stata accolta la proposta del finiano Giuseppe Valditara: dal 2013 le confezioni dovranno essere «ottimali, anche di tipo monodose, in funzione delle patologie trattate». Scatole più piccole per evitare gli sprechi.

Protezione civile
È un'aggiunta dell'ultima ora con un emendamento firmato da Luigi Zanda del Pd. La Protezione civile non gestirà più i «grandi eventi», come spesso era capitato negli ultimi anni, tornando a fare il lavoro per il quale era nata, e cioè organizzare i soccorsi in caso di emergenza. Cosa c'entra con le liberalizzazioni? «Eliminando le procedure di secretazione dei contratti - spiega lo stesso Zanda - si ripristina la piena regolarità della gestione degli appalti in tutti i casi in cui non vi è alcun bisogno di deroghe e di eccezioni».

Rating legalità
Nasce il rating per la legalità delle imprese. Si tratta di un albo creato presso l'Antitrust che stabilirà dei parametri sulla base dei quali dare un punteggio a ogni azienda sul grado di rispetto delle regole, comprese quello sul Fisco. Le norme di dettaglio saranno scritte in un secondo momento, ma un punteggio alto darà la possibilità di avere accesso più facile ai finanziamenti pubblici e ai prestiti bancari.

Professioni
Il testo è stato ammorbidito rispetto alla versione uscita da Palazzo Chigi. Non c'è più l'obbligo del preventivo scritto per gli avvocati e i commercialisti e quindi nemmeno l'illecito disciplinare per chi non lo emette. Il professionista può sempre fornire il preventivo, ma la decisione è lasciata alla contrattazione tra lui e il cliente. Riscritta anche la norma che riguarda l'inizio della carriera negli studi professionali. Il tirocinio non sarà più retribuito fin dall'inizio, come previsto in un primo momento, ma solo dopo i primi sei mesi e nella forma del rimborso spese.

Commissioni e crediti
Stop alle commissioni bancarie su linee di credito, affidamenti e scoperti. Lo prevede un emendamento al decreto, approvato ieri, che ha come primo firmatario Anna Rita Fioroni del Pd: «Sono nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido».

Banche e assicurazioni
Arriverà il conto corrente gratuito per i pensionati che hanno un assegno inferiore ai 1.500 euro al mese. Chi chiede di accendere un mutuo non dovrà più avere il conto nella stessa banca e potrà scegliere l'assicurazione sulla vita che preferisce, anche se non è tra quelle che la banca gli offre. Mentre per i mutui estinti prima delle liberalizzazioni di Bersani non sarà più necessario andare dal notaio per cancellare l'ipoteca. Per l'assicurazione Rc auto ci sarà uno sconto per chi installa sulla propria vettura la «scatola nera» che registra i movimenti anche in caso di incidente. Sono state aumentate le pene per i periti che truffano le compagnie e sarà istituito un registro unico con tutte le informazioni su danneggiati e testimoni in modo da evidenziare subito nomi troppo frequenti o incroci sospetti. C'è infine lo stop ai rimborsi per le lesioni minime che non siano dimostrabili con test medici obiettivi.

FONTE: Lorenzo Salvia (corriere.it)

domenica 19 febbraio 2012

Meno tasse sui redditi più bassi fino a 15 mila euro aliquota ridotta


Calo al 20%. Pensionati sotto 1.500 euro, conti correnti gratuiti. Soglia di controllo per gli studi di settore, tolleranza fino al 15%

Insieme al decreto sulla semplificazione fiscale, con il quale arriverebbero anche alcune novità sugli studi di settore, il governo potrebbe presentare venerdì prossimo un nuovo testo di legge delega per la riforma fiscale da presentare al Parlamento. Nel quale scrivere a chiare lettere il principio secondo il quale le somme che saranno recuperate all'evasione fiscale dovranno essere destinate alla riduzione delle aliquote Irpef, a cominciare da quella che grava sul primo scaglione di reddito, portandola dal 23 al 20%.

Del resto, la delega per la riforma fiscale presentata lo scorso luglio dal governo Berlusconi, all'esame delle commissioni Finanze di Camera e Senato che devono ancora esprimere un parere, è stata già in parte superata. Alcune misure del decreto legge salva Italia varato dal governo Monti, ad esempio, hanno anticipato i meccanismi della nuova fiscalità d'impresa, in particolare con l'introduzione dell'Ace, l'Aiuto alla crescita economica. Da quando la delega è stata presentata, poi, sono cambiati i regimi dell'Irap, con gli sgravi introdotti sempre dal salva Italia, e dell'Iva, con l'aumento dell'aliquota dal 20 al 21% deciso dal governo Berlusconi.

E poi c'è da tener conto dei nuovi orientamenti del Parlamento, che non manca di dire la sua, come ha fatto ieri, dove Pd e Pdl hanno concordato un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni per rendere gratuito per legge il conto corrente bancario per i pensionati con gli assegni più bassi, fino a 1.500 euro.

Sul Fisco, non più tardi di dieci giorni fa, il governo Monti ha dato parere favorevole alle mozioni di tutti i partiti di maggioranza, che sono state approvate e che lo impegnano in alcune direzioni precise. Così, nel nuovo esecutivo, è maturata l'idea di rimettere mano alla delega prima di dedicarsi alla messa a punto dei decreti legislativi per l'attuazione della riforma.

La nuova delega
Un testo definito non c'è ancora, ma si lavora soprattutto sugli aspetti della fiscalità d'impresa e del contrasto al sommerso. L'obiettivo è quello di vincolare in qualche modo le somme recuperate all'evasione alla riduzione della pressione tributaria, a partire dalla riduzione della prima aliquota Irpef, quella del 23% che si applica ai redditi compresi tra i 7 e i 15 mila euro. In prospettiva dovrebbe scendere al 20%, sempreché il governo Monti confermi l'impianto del precedente esecutivo (tre aliquote al 20, 30 e 40%), beneficiando così l'intera platea dei contribuenti italiani. Un'altra strada, alternativa alla riduzione dell'aliquota più bassa dell'Irpef, sarebbe quella di agire sulle detrazioni. In questo caso i proventi della lotta all'evasione potrebbero essere convogliati in un fondo, che l'anno successivo sarebbe messo a servizio del finanziamento di nuove o maggiori detrazioni fiscali.

Altre modifiche riguarderanno la parte della delega sulla fiscalità d'impresa e in quest'ambito dovrebbe trovare una nuova definizione il cosiddetto «abuso del diritto». In sostanza, una distinzione netta tra quei comportamenti dei contribuenti che sono volti ad aggirare gli obblighi e i divieti dell'ordinamento tributario, da quelli che configurano, invece, un risparmio di imposta legittimo. Nel nuovo testo della delega, sempre per quanto riguarda il capitolo delle società, il governo potrebbe inserire anche delle norme quadro, cui dare attuazione come a tutto il resto con i decreti legislativi, sui termini dell'accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate, ma anche sul regime tributario delle perdite.
Nella nuova delega che il governo sta mettendo a punto potrebbe trovare spazio anche la riforma del catasto dove, a livello locale, esistono sperequazioni macroscopiche, tornate ad accentuarsi con la reintroduzione della tassazione patrimoniale della prima casa.

Studi più flessibili
Nel frattempo, prosegue la messa a punto del decreto sulle semplificazioni fiscali, anch'esso atteso venerdì prossimo. E in questo provvedimento potrebbe trovare spazio anche un ammorbidimento delle norme sugli studi di settore, così da renderle applicabili già per le dichiarazioni 2011. Dovrebbe aumentare, in buona sostanza, la soglia di «tolleranza» dell'amministrazione fiscale tra il reddito dichiarato negli studi di settore dai contribuenti e quello accertato. Oggi se la differenza supera il 10% scatta anche l'accertamento induttivo, e questa soglia potrebbe essere elevata, forse al 15%.
Con il decreto semplificazioni dovrebbero arrivare anche nuove norme per contrastare l'evasione. Come i nuovi meccanismi per la messa a punto delle liste di contribuenti da sottoporre alle verifiche fiscali del redditometro, tra i quali potrebbero finire, ad esempio, tutti i commercianti colti in infrazione nell'emissione degli scontrini fiscali, o quelli che incorrono nel sequestro di merci contraffatte. Sempre nel filone delle misure antievasione si inseriscono anche l'aumento delle sanzioni per l'esportazione illegale di capitali all'estero e la nuova, probabile, stretta alle compensazioni Iva automatiche.

Altre misure serviranno a rendere più semplice la vita ai contribuenti. Il Fisco, ad esempio, sarà un po' più tollerante nell'accoglimento delle domande di accesso delle imprese ai regimi agevolati, così come nei confronti di quelle che, pur risultando morose con il Fisco, hanno concordato e stanno onorando il pagamento rateizzato. Fino a oggi queste imprese sono escluse dagli appalti pubblici, ma con le modifiche previste dal decreto potranno rientrare in ballo a pieno titolo. Dovrebbe salire da 16 a 30 euro anche la soglia dei debiti fiscali al di sotto della quale l'Agenzia delle entrate non procederà ad effettuare accertamenti, purché l'infrazione, anche se piccola, non sia ripetuta sistematicamente nel tempo. Nel decreto di venerdì ci saranno poi i chiarimenti sull'Imu, con la precisazione che lo sconto forfettario di 200 euro (più 50 per ogni figlio sotto ai 26 anni) potrà essere applicato per una sola abitazione per ciascun nucleo familiare. Ed è possibile che il governo si spinga a ridurre anche la quota degli acconti Ires dal 100 al 98,5%, stabilendo anche la possibilità di rateizzarli in quattro rate anziché in due. In tempi di crisi, è una misura che aiuterebbe le imprese lasciando loro una maggior liquidità in cassa.

FONTE: Mario Sensini (corriere.it)

mercoledì 8 febbraio 2012

Milano in territorio positivo: Mib +1,23%


Guidano i titoli bancari, Unicredit +6%. Spread Btp-Bund ai minimi da ottobre, sotto quota 350, poi risale sopra 360 punti

Partenza di slancio per i listini europei che seguono la scia di Tokyo e il maggiore ottimismo sulla Grecia dopo le indiscrezioni sull'intervento della Bce per ridurre il debito di Atene. In discesa gli spread dei Paesi periferici: il differenziale tra Btp e Bund viaggia in area 351 punti.

BORSE - Piazza Affari è la migliore e segna un rialzo del 2,6% nel Ftse Mib che è guidato dai bancari: in testa ancora Unicredit (+6,12%), dopo la conferma del rating da parte di Fitch, seguono Intesa (+2,6%) e Bpm (+2%). È ancora exploit per i titoli coinvolti nel riassetto Fonsai-Unipol: le azioni di entrambe le compagnie assicurative salgono del 13,5%, Premafin sale del 13,8%. Oltre ai bancari, corre Prysmian sul Ftse Mib: il gruppo dei cavi sale del 3% sostenuta dai conti 2011 della francese Nexans che ha superato le previsioni degli analisti e ha stimato risultati operativi in miglioramento per l'anno in corso. Tra gli industriali vivace anche Pirelli (+1,3%) che beneficia di un quarto trimestre brillante da parte di Nokian che vede un 2012 in forte crescita per tutti i segmenti core in cui opera. Bene Enel (+1,6%) e il risparmio gestito: +1,5% Mediolanum e +1,4% Azimut. Tra i titoli a minore capitalizzazione, spicca Pierrel (+14%), a fondo Zucchi (-6,7%) dopo la corsa di ieri. Nel resto d'Europa, salgono Francoforte (+0,66) e Parigi (+0,4%) così come Londra (0,38%).

SPREAD - Spread Btp-Bund sotto quota 350 per qualche minuto, per poi risalire a 355 punti. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi è in netta discesa mercoledì mattina, dopo essersi assestato a 363 punti ieri in chiusura di mercati. Sul fronte valutario, l'euro guadagna ancora posizioni e tratta a 1,3281 dollari (1,3256 ieri). Petrolio in rialzo: il Wti per consegna marzo scambia a 99,14 dollari al barile.

FONTE: corriere.it

venerdì 3 febbraio 2012

Il carrello -spesa rincara del 4,2%


A gennaio gli aumenti dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza è superiore al tasso d'inflazione

Inflazione a gennaio al 3,2%, in lieve calo rispetto al 3,3% del mese di dicembre. Ma la spesa degli italiani rincara. Nessuna contraddizione dato che a gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d'inflazione (3,2%). Su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno.

INFLAZIONE - Lo rileva sempre l'Istat che spiega come l'inflazione acquisita per il 2012 è pari all'1,6%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% dal 2,3%, di dicembre. Il rallentamento dell'inflazione deriva dal lieve aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+3,9%, dal +3,8% di dicembre 2011), più che compensato dal calo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,5% del mese precedente). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di tre decimi di punto rispetto al mese di dicembre.

AUMENTI - In particolare nel comparto alimentare hanno segnato un balzo, a gennaio scorso, i prezzi al consumo del caffè e dello zucchero. Il caffè ha registrato +0,5% su base congiunturale e +16,5% rispetto a gennaio 2011. Per lo zucchero si registra +0,3% e +15,9% su base annua.
Forte incremento anche dei carburanti: il prezzo della benzina, secondo i dati Istat, è aumentato del 4,9% sul mese precedente e del 17,4% su base annua (dal 15,8% di dicembre). In forte rialzo anche il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto che ha segnato un rialzo congiunturale del 4,7% ed è cresciuto su base annua del 25,2% (in accelerazione dal 24,3% del mese precedente).

PANIERE - Intanto cambia anche il paniere dell'Istat per il calcolo dell'inflazione. Nel 2012 entrano l'E-book download, il libro elettronico, l'E-book reader, l'apparecchio per la lettura, e la mediazione civile. Il paniere si arricchisce anche delle lotterie istantanee, come il Gratta e Vinci. Il paniere 2012 è composto da 1.398 prodotti, aggregati in 597 posizioni rappresentative (591 nel 2011); su queste ultime vengono calcolati mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo. Fra le posizioni rappresentative già presenti nel paniere dello scorso anno, una delle modifiche di maggiore rilievo riguarda la posizione energia elettrica che, terminata l'introduzione progressiva dei prezzi biorari, viene disaggregata nelle tre posizioni Tariffa bioraria fascia diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa.

FONTE: corriere.it

giovedì 2 febbraio 2012

Le colf e i master entrano nel redditometro

(Nella foto: Attilio Befera Direttore dell'Agenzia dell'Entrate)


Verranno valutate anche bollette di casa. Faro sulle polizze assicurative

C'è persino il possesso dei cavalli e il soggiorno all'estero degli studenti, tra le cento voci del nuovo redditometro su cui sta lavorando l'Agenzia delle Entrate e che entrerà in vigore entro giugno, secondo quanto anticipato dal direttore Attilio Befera, in un'audizione alla commissione Finanze della Camera. Uno strumento che servirà a comparare il reddito dichiarato con indicatori di spesa significativi e a far emergere eventuali contraddizioni.

SEMPLIFICAZIONI - Intanto il governo starebbe lavorando ancora al decreto sulle semplificazioni che potrebbe arrivare alla firma del Capo dello Stato sabato oppure ripassare nel prossimo consiglio dei ministri per delle modifiche che potrebbero riguardare proprio degli aspetti di natura fiscale.

I SETTE PILASTRI - «Mi piacerebbe arrivare a una dichiarazione dei redditi per le persone fisiche di due paginette, non di 140 come oggi» aveva dichiarato qualche giorno fa Befera. Intanto l'Agenzia da lui diretta ha deciso di scandagliare la vita dei contribuenti, passando al setaccio un centinaio di voci espressive della capacità di spesa: si va dall'abitazione ai mezzi di trasporto, ci si allarga alle assicurazioni e ai contributi; non si trascura nemmeno l'istruzione e si arriva ricomprendere le attività sportive, ricreative, di cura della persona; mentre non potevano mancare gli investimenti immobiliari e mobiliari netti.

22 MILIONI DI FAMIGLIE - La griglia delle voci è stata desunta dall'analisi dei dati di oltre 22 milioni di famiglie, pari a 50 milioni di persone, differenziate anche in funzione del nucleo familiare e dell'area territoriale di appartenenza.

DENTRO CASA - Niente viene trascurato. Nel capitolo dell'abitazione, ad esempio, ci sono gli immobili di residenza ma anche quelli secondari, ma si tiene conto anche di quello che riguarda l'acquisto (dal mutuo alle intermediazioni immobiliari) e le eventuali migliorie (i costi delle ristrutturazioni). Ma casa significa anche chi se ne cura: il Fisco prende in considerazione il personale di servizio, i collaboratori domestici. Avventurandosi nella nostra vita domestica, il redditometro valuta la presenza di arredi, elettrodomestici e apparecchiature elettroniche. Vengono considerate significative anche le bollette: luce, telefonia fissa e mobile e gas.

AEREI PRIVATI - Fuori di casa i riflettori si accendono su tutti i mezzi di trasporto: dalle automobili, alle minicar, ai caravan, alle moto, alle barche, ai mezzi presi in leasing e noleggio, e persino, per chi può permetterseli, agli aerei privati. Il comparto assicurativo è ricco: si terrà conto delle polizze Rc auto stipulate, e di quelle per incendio e furto e danni. Tra gli indicatori figurano i contratti di assicurazione sulla vita e per infortuni e malattia. Mentre, passando al comparto lavorativo, non vengono trascurati i contributi previdenziali obbligatori e volontari e l'eventuale previdenza complementare.

DALL'ASILO AL MASTER - Il comparto relativo all'istruzione è tra i più corposi, comprendendo tra gli indicatori, asili nido e ogni tipo di scuola: dall'infanzia fino alla secondaria e ai master. Ma anche i corsi di lingue straniere e quelli universitari e di preparazione agli esami. Persino i soggiorni studio all'estero e i canoni di locazione per studenti universitari rientrano tra le voci sotto controllo.

SPORT E BENESSERE - Prevedibile che l'occhio del Fisco si allunghi sugli aspetti ricreativi della vita del contribuente, prendendo in considerazione le attività sportive e le iscrizioni ai circoli culturali e non. Ma anche passioni costose, come quella dei cavalli o dei giochi online. E poi gli abbonamenti alle pay-tv, agli eventi sportivi e culturali. Il tempo libero verrà scandagliato ampiamente: sarà valutata la partecipazione ai viaggi organizzati, i soggiorni negli alberghi e nei centri benessere e tutti i servizi per la cura della persona, presumibilmente quelli di una certa entità.

ARTE E GIOIELLI - Non poteva passare inosservata la passione per le cose belle: dagli oggetti di arte e di antiquariato ai gioielli e preziosi di ogni tipo. Del contribuente si valuteranno le spese per il veterinario, le donazioni benefiche e gli assegni periodici corrisposti al coniuge in caso di separazione o divorzio.

ORO E DEPOSITI - Un capitolo a parte è dedicato agli investimenti immobiliari e mobiliari netti che vengono valorizzati separatamente con riferimento al biennio precedente e all'anno di stima. Qui c'è un po' di tutto: dai fabbricati ai terreni, dalle azioni e obbligazioni alle quote di partecipazione, dai fondi d'investimento ai buoni postali, e ogni genere di prodotto finanziario. Fino all'oro e alla numismatica.

FONTE: Antonella Baccaro (corriere.it)

mercoledì 1 febbraio 2012

I tagli col trucco dei politici Si tolgono 1.300 euro ma la paga resta uguale


Con il passaggio al sistema contributivo, ogni deputato avrebbe ricevuto circa 700 euro netti in più: saranno congelati in un fondo. Governo contro i super manager: tetto ai maxi stipendi pubblici


Dovevano tagliarsi lo stipendio entro il 31 dicembre. Poi il rinvio per attendere i risultati della commissione Giovannini, incaricata di paragonare le entrate degli eletti italiani (oltre 16mila euro al mese lordi) con quelle degli altri Paesi europei.

Ora la scadenza è arrivata: 31 gennaio. Ieri la Camera ha messo mano agli stipendi. Qualcosa di diverso da oggi c’è, ma una novità era stata già annunciata ed era obbligatoria: i deputati, e tutti i dipendenti passeranno al regime pensionistico contributivo, come il resto degli italiani, e non potranno percepire la pensione, il cosiddetto vitalizio, dai cinquant’anni di età, ma almeno dai sessanta. L’altra è stata valutata in questi giorni: tutti coloro che rivestono un ruolo istituzionale, dal presidente della Camera, ai questori, ai presidenti di commissione, saranno sottoposti a un taglio del 10% dell’indennità di ruolo.

Parlando con i giornalisti, il vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione ha annunciato un taglio di «1.300 euro lordi, circa 700 euro netti» alle entrate di tutti i deputati. Ma questa riduzione non risulta ad altri componenti dell’ufficio di presidenza, che ieri si è riunito per due ore alla Camera. La spiegazione è che queste sono le entrate aggiuntive che sarebbero scattate con la riduzione dei contributi determinata dalla fine del regime del vitalizio. Con il passaggio al sistema contributivo, ogni deputato avrebbe avuto in busta circa 6-700 euro netti in più. Ma un aumento dell’indennità sarebbe risultato molto sgradevole per gli italiani. Si è deciso quindi di congelare questo denaro in un fondo. Successivi provvedimenti ne determineranno l’utilizzo. L’indennità risulta comunque al momento invariata.

A parte la modifica del sistema pensionistico, le entrate del deputato sono toccate, ma non nell’entità, solo nella parte inerente ai collaboratori. Per questa voce di stipendio il parlamentare continua ad avere un rimborso di 3.690 euro lorde mensili. La differenza è che prima questa cifra era un forfait, ora ogni deputato dovrà giustificare il 50% di questa somma, facendo un rendiconto sull’utilizzo dei soldi. Buttiglione ha sottolineato che al momento si tratta di «un regime transitorio, è una soluzione provvisoria, contiamo presto di fare una legge sullo statuto del collaboratore parlamentare». Uno degli scandali che aveva investito la Camera era stato infatti il pagamento in nero di molti portavoce. In questo modo una buona parte del forfait rimaneva nelle tasche del parlamentare. Ora questa voce di spesa non sarà ridotta, ma sarà introdotto semplicemente un maggiore controllo. Il parlamentare dovrà sempre presentare regolare contratto di assunzione del suo assistente. Una nuova e più precisa disciplina sui collaboratori, sulla quale ha già depositato una proposta di legge il presidente della commissione Lavoro Silvano Moffa, è però necessaria anche per istituire una durata del rapporto deputato-assistente, che non dovrà superare la legislatura. Con questa modifica ci si augura di evitare molte cause da parte di ex collaboratori per interruzione del rapporto di lavoro.

Con il passaggio al sistema contributivo, ha spiegato ancora Buttiglione, «i parlamentari percepiranno una pensione che è poco più della metà di quella attuale». L’accesso alla pensione scatta all’età di sessantacinque anni con un periodo contributivo minimo di 5 anni. Per ogni anno di mandato ulteriore, l’età è diminuita di un anno, ma rispettando sempre il tetto minimo dei sessant’anni.

Il taglio delle indennità d’ufficio spettanti ai parlamentari titolari di incarichi istituzionali sarà discusso anche per il Senato, si fa sapere da palazzo Madama.

Al Senato si prevede come a Montecitorio una riduzione del 10% all’indennità del presidente e dei senatori che ricoprono cariche e si metterà mano anche al sistema della «diaria», adeguandolo a quello della Camera con l’istituzione di un registro delle presenze e delle assenze nelle commissioni.

FONTE: Emanuela Fontana (ilgiornale.it)